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Ci sto provando, ma non ci riesco

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2. Ci sto provando, ma non ci riesco
Parole: 2971
Song: partirò da zero, Luigi Strangis

 Ci sto provando, ma non ci riescoParole: 2971Song: partirò da zero, Luigi Strangis

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Mercoledì ore 20:00
Casetta

Celine fece il suo ingresso in casetta con una valigia e due borse piene di cose, trascinava a fatica il peso dei bagagli, fermandosi ad ogni gradino per la fatica che stava facendo.
«ti serve una mano?» Luca si affacciò dalla portata d'entrata, un sorriso smagliante sul volto e il piede già sulla strada per raggiungerla.
«se potessi prendere questa borsa, mi faresti un favore enorme» gli porse uno solo dei due borsoni, ma in risposta lui nello afferrò entrambi.
«ehi uno ce la faccio a portarlo!» rise, imbarazzata per quelle attenzioni così inaspettate per lei, sempre abituata a stare sola.
«shhh! Stai in camera con Carola, vieni te la mostro» la condusse tra le varie stanze colorate, la sua brillava di un rosso sgargiante. Le federe e la coperta con il suo nome stampato sopra a lettere cubitali la aspettavano sopra il suo letto in attesa di essere sistemate con cura. LDA posò delicatamente le sue cose sul pavimento, strusciò le mani l'una contro l'altra come a pulirsele e poi si avvicinò alla porta.
«ti lascio sistemare, se hai bisogno di qualcosa chiedi pure, sai dove trovarmi»
La casetta era più silenziosa di quanto mai Celine avrebbe potuto immaginare, questo aspetto inaspettato le piaceva non poco, la faceva sentire a casa. Il vero rumore tendeva a concentrarsi sull'esterno, dove tutti si scambiavano idee, positive e non, sulla puntata appena passata. Lei si rifugiava, come suo solito, nel silenzio e nella solitudine del suo letto. Sdraiata a pancia in giù, con le cuffie nelle orecchie e la penna intenta a cercare di comporre un nuovo inedito. La musica a tutto volume e i gommini isolanti non le impedirono, dopo che si fu alzata per bere un bicchiere d'acqua fresca in cucina, di udire le urla nervose che dalla veranda giungevano forti dritte belle sue orecchie attraverso la porta d'ingresso, spalancata. Ma ad attirare la sua attenzione non furono tanto le parole di sfogo in se, ma piuttosto la persona da cui erano state pronunciate. Alex da circa dieci minuti lamentava verso i suoi compagni per la sfida appena svoltasi con la nuova cantante.
«ma lui si pensa che ora che ho perso la mia idea cambi? Se una canzone non mi piace può vincere anche dieci dischi di platino che non mi piace comunque» sbuffò, la voce alzata di qualche ottava, chiaro segno della sua irritazione. Celine fece metaforicamente un piccolo passo verso il fuori per sentire meglio, interessata.
«sì Ale però l'hai sentita cantare mezza volta, che ne sai che magari poi cambi idea» fu difesa involontariamente da Luigi, che cercava di far ragionare il suo amico.
«okay, ci sta. Però ti pare che devo far una sfida con lei per dar ragione a rudy? Sarò libero di aver un opinione» sbottò.
«non c'è bisogno di sminuirmi per esprimerla, però» sputò acida, sbucando dietro di lui. Non era da lei quel tono, decisamente non lo era. Alex si lasciò scappare una risata amara, mentre con lentezza tutti gli altri tornavano dentro per lasciarli soli a confrontarsi. Si sedette vicino a lui.
«ecco che arriva la vittima, fammi il piacere» sbuffò irritato, le braccia si incrociarono al petto.
«ciò che hai detto su di me non è stato gentile, neanche mi conosci» provò a farlo ragionare.
«e non ci tengo a farlo, non mi serve conoscerti per esprimere un opinione»
«su questo sono d'accordo con te- concordò- ma per quale motivo ce l'hai così tanto con me, se è la prima volta che parliamo?» quella domanda le frullava nella testa da quando rudy l'aveva convocata per mostrarle il video.
«non ho niente contro di te» tagliò corto.
«l'hai detto te in quel video, ho qualcosa di strano che ti infastidisce» azzardò.
«non sono affari tuoi ciò che mi infastidisce» sputò freddo per poi alzarsi, già diretto verso la casetta.
«Lo è quando ciò che ti infastidisce sono io!» provò a controbattere, ma l'eco delle sue urla rimbombò nel silenzio, le spalle del castano già scomparse dietro la porta della sua stanza. Sbuffò nervosa, districando i nodi dei capelli con le dita, per cercare di calmarsi. Le cuffie presero ancora posto nelle sue orecchie e, scocciata, tornò a rifugiarsi nella tranquillità del suo piccolo letto.

Enemy | Alex w. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora