What if, what if (capitolo bonus)

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38. What if, what if
Parole:
Song: what if, Matthew west
⚠️ l'inizio è uguale al capitolo precedente ⚠️

Si guardavano negli occhi, la passione bruciava dentro di loro e, per quanto si amassero, desideravano entrambi la vittoria. Nessuno dei due si sarebbe sacrificato per l'altro, perché per loro era troppo importante, allo stesso tempo entrambi non avrebbero mai accettato che l'avversario si ritirasse ancor prima di combattere. Lo studio sembrava immobile, pietrificato, come una mummia o un animale imbalsamato. Mentre Maria salutava Luigi, e il ragazzo usciva di conseguenza dallo studio, i due finalisti non avevano smesso un secondo di fissarsi negli occhi. Nei loro sguardi: paura, ansia, eccitazione. Perché si rispettavano, oltre ad amarsi, e si stimavano come artisti, nonostante all'inizio non si potessero vedere. Così ora quel momento sembrava per ognuno di loro due un'occasione imperdibile, irripetibile, da non sprecare.

«chi l'avrebbe mai detto- si ritrovò a ridacchiare Maria- che sarebbe finita così» concluse mentre Alex si alzava per andare al centro dalle due donne. Quella che amava, e quella che aveva permesso che il suo sogno si realizzasse.
«voi due non vi potevate vedere mesi fa» si lasciò sfuggire, come un pensiero a voce alta, guardando i due abbracciarsi stretti, come se potessero aggrapparsi l'uno all'altro. Come facevano sempre, perché erano questo, scoglio e marea, che si scontravano e si attaccavano, si staccavano e poi tornavano di nuovo insieme. Destinati a farlo per sempre.
«è lui che non mi poteva vedere» constatò Celine, alquanto divertita, scoccando un pugno nelle costole al suo ragazzo. Gli sfuggì un leggero sbuffo dalle labbra, si massaggiò il punto colpito e poi la guardò male, fulminandola.
«falso- scosse la testa- mi provocavi» sussurrò in imbarazzo, ad Alex non piaceva ancora essere al centro dell'attenzione, nonostante avesse fatto molti progressi dall'inizio del programma.
«che bugiardo!» lo spinse lontano. La risata di maria e di tutto lo studio interruppe il bisticcio della coppia, che arrossendo smise di litigare per rivolgere lo sguardo a Maria.
«che ne dite se cantiamo?» i due annuirono Rossi di vergogni, mentre ancora la conduttrice rideva beffarda, prendendosi gioco di loro.

Il primo a cantare fu Alex, su richiesta di Lorella cantò somebody to love. Subito dopo Celine si esibì sulle note di .rosso di rkomi e madame. Pezzo molto diverso da quello che il castano aveva cantanti poco prima. Era difficile, assai, perché nella realtà erano due le voci ad interpretarlo, mentre adesso Celine si ritrovava nei panni di due artisti diversi fra loro, alternandosi tra rap e pop, tra strofe e ritornelli. Si muoveva agile , una caratteristica che aveva conquistato in quei mesi era sicuramente il dominio del palco. Riusciva a girare libera nello spazio disponibile, incrociava gli sguardi dei giudici, cantava per il pubblico, verso di loro. Dominava, comandava. 

E dopo l'esibizione di Alex toccò di nuovo a Celine, spaventata e terrorizzata, trasformò quelle emozioni in pura potenza non appena la base di power delle little mix partì. Una canzone che sentiva sua, forse perché aveva sempre odiato farsi mettere i piedi in testa. Le ricordava i primi mesi con Alex, quando non potevano stare nella stessa stanza, perché finivano a litigare.  "Non è affar tuo ciò che mi infastidisce" le aveva urlato contro. "Lo è, se ciò che ti infastidisce sono io" aveva risposto subito lei. Quel giorno lui le avrebbe voluto urlare che l'unica cosa a infastidirlo di lei era la sua eccessiva bellezza.

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