«non mi convince» quelle tre parole pronunciate con tranquillità e calma fecero in modo che tutta la classe si girasse verso Alex con chiaro stupore sul volto. «è brava, ma credo che chiunque qui dentro la potrebbe battere con molta facilità» spiega...
6. Non è stata colpa tua Parole: 3507 Canzone: colpa tua, Irama
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«sei già qui? Che bello!» Carola la strinse tra le sue braccia, effettivamente a tutti sembrava troppo presto per rivederla già in casetta dopo soli due giorni. Ma conoscendo Celine, non aveva nessunissima intenzione di restare troppo tempo lontana dalla scuola, decisa a prendersi il suo posto al serale al più presto. Era stata operata d'urgenza per un appendicite, un'infiammazione dell'appendice, la parte più inutile del corpo. Era filato tutto liscio, qualche ora dopo si era svegliata e quel peso allo stomaco se ne era finalmente andato. Dopo due giorni interi schiacciata in quel piccolo letto bianco e triste l'avevano rimandata a casa. Non perché stesse una meraviglia, ma perché se la cavava e con la situazione covid non potevano permettersi di farla restare lì troppo a lungo. «piano, mi uccidi!» rise in risposta, ricambiando con un braccio la stretta della sua piccola amica, con l'altro si teneva stretta la pancia, dove un piccolo rigonfiamento spiccava dalla maglietta, le fasce. «allora sei viva» scherzò Luigi, sbucando fuori da una delle stanze dritto nel salone. Al suo seguito, Luca, che appena la vide iniziò ad urlare. «Ragazzi! È tornata Celine!» accorsero da lei come fosse il messia, quando in realtà erano solamente quarantotto ore che non la vedevano. Da ciò, si poteva notare quanto i ragazzi fossero affezionati a lei, nonostante fosse in quella casetta da così poco tempo. «lasciatemi respirare un po'!» ridacchiò, cercando di liberarsi dalla cerchia che la circondava. Ci riuscì grazie ad una mano che afferrò il suo polso e con uno strattone la liberò come aveva richiesto. Alex. Non voleva vederlo, guardarlo in faccia, ne tantomeno parlarci. Nella sua mente in quel lasso di tempo era rimasto impresso solo quel fatidico sussurro. "È con Cosmary" aveva sentito, e il mondo le era crollato addosso. Era vero, lei e il cantante non erano nulla, se non grandi amici. Ma si sentiva presa in giro, lui l'aveva fatta sentire importante per più di una settimana, ogni minuto, mentre aveva continuato a trattare male la ballerina, ripetendo a Celine quanto non ne potesse più della sua insistenza. Poi, non si erano visti per una settimana, e quando aveva fatto ritorno aveva scoperto con sua grande sorpresa che i due erano tornati insieme. Aveva sentito tutte le sue certezze vacillare e la terra sprofondare sotto i suoi piedi. Come se non bastasse, aveva cercato di attirare la sua attenzione per giorni, facendosi desiderare e evitandolo. Quando poi aveva avuto bisogno di lui più di chiunque altro, lui non c'era. Serviva, ed era con lei. «non toccarmi» tubò freddamente, strattonando il proprio polso via dalla sua presa ferrea. Lo lasciò lì, a bocca aperta, con il braccio ancora sospeso in aria, mentre tornava dritta tra le braccia dei suoi amici. Quelli che non l'aveva abbandonata quando più ne aveva bisogno.
«tata?» Alex entrò in camera, dove Celine era stata sul letto a leggere un libro in solitudine, la sua lezione sarebbe iniziata un'ora dopo, aveva tutto il tempo di rilassarsi sul letto. «vattene» Mugugnò fredda senza alzare lo sguardo. «no, mi dici che hai?- si sedette sul bordo del suo letto- cosa ho fatto?» la supplicò con lo sguardo. «vorrei che te ne andassi, Alessandro» tagliò corto. Il modo in cui aveva pronunciato il suo nome, così tagliente e fredde, gli aveva fatto gelare il sangue nelle vene, sapeva di aver fatto qualcosa di grave. «io vorrei che mi dicessi cosa succede, invece» ribatté pronto, senza far vedere quanto quella frase l'avesse infastidito. «immagino che rimarremmo entrambi delusi» alzò le spalle, riprendendo la sua lettura con indifferenza. Alex afferrò con prepotenza il libro tra le sue mani e, dopo averglielo strappato via, lo lanciò contro il muro con violenza, rabbioso. «dico, sei forse impazzito?!» sbraitò, solo allora puntò lo sguardo in quello del castano. «almeno ora mi guardi- sorrise soddisfatto- ora dimmi che cazzo succede» «succede che devi andartene, Alessandro, non ti voglio qui» gli indicò la porta con un dito, il braccio teso davanti a lui. «mi dispiace, ma non lo farò fin quando non mi dirai perché sei arrabbiata» «arrabbiata?- alzò la voce- io non sono arrabbiata, sono delusa, e mi sorprende tu non abbia ancora capito il motivo» sputò fuori. «e allora dimmelo!» scoppiò esasperato. «Dio!- sbattè i pugni sul suo petto- avevo bisogno di te ale, stavo male, moltissimo, e tu dove cazzo eri?- non lo lasciò parlare che riprese a urlargli contro- con lei eri!» si sforzò di non iniziare a piangere, ma per farlo dovette mascherare il fatto di essere profondamente ferita con la rabbia, che in quel momento fuoriusciva da ogni angolo del suo corpo. «non sapevo stessi male» provò a giustificarsi, ma la cantante subito lo fermò, ponendo il suo palmo davanti alla sua faccia. «lo sapevi! Era una settimana che continuavo a ripetertelo e a chiederti aiuto, anche durante la pausa pubblicità l'ho fatto, ma tu no! Tu eri troppo impegnato a pensare alla tua nuova fidanzata per accorgerti di ciò che mi stava succedendo!- Ancora una volta Alex provò a prendere la parola per spiegarle, ma lei non gliene lasciò il tempo- sai qual è la cosa che mi ha fatto più male? Che per più di una settimana ho creduto che fra di noi sarebbe potuto nascere qualcosa da come ti comportavi con me e da ciò che mi facevi provare, quando sono stata in isolamento non riuscivo a non pensarti e pensa un po'?- lo guardò dritto negli occhi- mi ero anche decisa a dichiararmi, ma non ho fatto in tempo, perché mi avevi già sostituito!» prese un respiro profondo per cercare di calmarsi, il suo volto era diventato completamente rosso per la rabbia. «tata-» tentò, ancora inutilmente. «stai zitto! Non serva che tu dica niente, perché ti assicuro che ho capito che per te non provo nulla, se non disgusto. Ora se me lo permetti, vado a prepararmi per la lezione» sgusciò via dalla sua presa per sgattaiolare in bagno, dove si rinchiuse finché non sentì la porta esser sbattuta con violenza da un Alex visibilmente scosso e nervoso.