•ℝ𝕠𝕞𝕒𝕟𝕔𝕖• 🔞 [𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑡𝑜]
No Name è un famoso cecchino dell'Esercito, noto per la sua mira infallibile e il cuore di pietra. Vic è una ragazza decisa a realizzare i suoi sogni e a non deludere suo padre, il Generale D'Armata dell'Eserci...
Per poco non mi cadde in terra la mandibola. Le sue parole così dure e perversamente sincere mi fecero traballare per qualche attimo, poi mi ricomposi per la seconda volta durante questa assurda conversazione, aveva il maledetto potere di destabilizzarmi《Non sembra che il niente sia quello che desideri da me, piuttosto mi sembra l'esatto contrario》scosse la testa tornando serio e cupo, questo uomo aveva senz'altro problemi di personalità. Ma come riusciva a cambiare così repentinamente umore? 《Hai capito che sono collega e amico di tuo padre o no?》 chiese incrociando le braccia al petto, lo fissai accigliata e mi cadde l'occhio sui suoi bellissimi pettorali scolpiti, avevo l'impressione che i bottoni della camicia gli stessero per esplodere da un momento all'altro 《Certo che ho capito, e quindi?》era stato solo un bel passatempo da una notte e nessuno doveva sapere di noi, nessuno. Quindi non capivo il fine della sua frase 《E quindi é semplice Vic, ti auguro buon proseguimento》fece un cenno cordiale con il capo e voltandosi mi lasciò sola come una babbea, di nuovo. Brutto stronzo presuntuoso! La sua bellezza non lo autorizzava di certo a comportarsi come un Dio sceso in terra, ma aveva questo cavolo di vizio, gli piaceva atteggiarsi da capo supremo.
Dopo la lunga cena e svariati sorrisi forzati finalmente iniziò l'asta benefica.
Strinsi un'ultima volta e soprattutto di nascosto il mio amato Chico e lo consegnai alla giuria.
Gli invitati erano stati veramente molto generosi, non posso negarlo. Avevano donato per l'asta preziosi gioielli e addirittura un soggiorno di una settimana in una bellissima villa alle Hawai. E il fortunato di quell'asta fu proprio Carldan, si aggiudicò la settimana alla villa degli Hogan per una folle cifra, se non erro donò venti mila euro o giù di lì. Provai uno strano senso di insana gelosia quando lo vidi civettare con la bellissima ragazza, non smettevano di parlarsi vicino all'orecchio tra una risata e l'altra, anche se mi aveva confessato che lei era gay, qualcosa non mi tornava. Stupida che sono! Mi odiavo, non dovevo pensare o provare certe emozioni, specialmente per un cavolo di sconosciuto, anche se attraente e dannatamente capace ed esperto.
Le donazioni e le offerte andarono alle stelle, proprio come l'ansia per la perdita del mio orsacchiotto. Con mio immenso stupore fecero varie offerte per averlo, tra cui una pure io, volevo provare a riavere il mio pelosetto ma la bellissima "ragazza rubino" lo aggiudicò alla modica cifra di dodicimila euro, una follia pensai, ma fui felice per quei poveri bambini orfani. Se lo era conteso con una anziana signora di tutto punto, chissà che cosa voleva farsene del povero Chico e avrei preferito mille volte che lo prendesse lei, magari gli avrebbe trovato una sistemazione regalandolo ad un nipotino, chissà. Invece la ragazza rubino non mi sembrava affatto la tipa da coccole e orsacchiotti di peluche, sperai con tutto il cuore che non lo gettasse via alla prima occasione. Povero Chico.
La festa finalmente finì, il mio caro amico senza nome era andato via subito dopo l'asta salutando la mia famiglia amichevolmente e per quanto riguarda me, non mi degnò neppure di uno sguardo. Il prode viscido invece, da bravo cavaliere, mi portò a casa e per tutto il tragitto non ebbe neppure il coraggio di rivolgermi parola. Domani avrei rivelato tutto a mio padre, tralasciando ovviamente il piccolo dettaglio piccante sul suo degno amichetto.
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