Risveglio 🎖

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Quella notte gli incubi mi divorarono anche l'anima.
Non fu un bel risveglio, ero accaldata e con il cuore che martellava furiosamente nel petto e realizzai del grande errore che avevo fatto, non avevo più il mio antistress preferito, il mio morbido e tenero Chico era tra le grinfie di quella bellissima sconosciuta color rubino.

Feci una doccia rigenerante e mi preparai per affrontare l'argomento "Filippo il viscido" con mio padre e mia madre, nel più delicato dei modi, non volevo di certo esser la causa di un altro infarto a papà.
Non avevo molto tempo disposizione, perché oggi avrei iniziato la mia prima supplenza in una scuola elementare molto distante da casa mia "Sei sicura tesoro, che vuoi andare a fare lo stage nei bassi fondi?" mi chiese l'ipocrita di mia madre quando accettai il mio  primo incarico ufficiale.
Non vedeva di buon occhio che facessi lo stage in una scuola poco prestigiosa e sopratutto non privata. Quanto mia madre fosse classista neppure lei lo sapeva e mi faceva una gran pena.
Avrei insegnato in una scuola pubblica ed ero fiera, perché ero riuscita ad avere quel posto grazie alle mie forze e al mio studio, non di certo grazie a qualche favore di uno dei suoi amichetti snob.
Indossai un semplice vestitino di cotone color azzurro lungo fino alle ginocchia e delle converse bianche. Legai i capelli in una morbida coda a cavallo e applicai un leggero strato di mascara sulle ciglia. Presi coraggio e scesi al piano di sotto dove di solito a quest'ora del mattino i miei genitori facevano colazione e come immaginavo, trovai mia madre intenta a leggere una pagina del giornale con in mano il suo tè verde biologico, mi schiarii la voce 《Oh sei tu, buongiorno Vittoria, vieni a leggere qui!》 esclamò emozionata, mi precipitai nella sua direzione e lessi "NOVANTA MILA DOLLARI DONATI ALL'ASSOCIAZIONE O.D.V (orfani di  militari)"  le brillavano gli occhi per la gioia 《Complimenti mamma! Hai organizzato veramente una splendida serata di beneficenza》lei sorrise e si sventolò la mano vicino al viso, come se le fosse partita una caldana delle sue 《Papà dov'è? Ho bisogno di parlarci》continuava a fissare le righe impresse nel giornale che stringeva fiera in mano 《Mamma?》 chiesi di nuovo 《Scusami cara, papà è dovuto partire per un imprevisto lavorativo, perché?》 perché il mondo mi stava letteralmente girando contro? Una volta che mi ero decisa di affrontare mio padre lui ovviamente non c'era, sbuffai e mi diressi a prendere una tazza di caffè 《Beh, perché solitamente non è in caserma a quest'ora》  lei scrollò le spalle senza rispondermi e io bevvi velocemente il caffè 《Tornerò tardi quindi non aspettarmi per cena》 le dissi baciandola sui suoi bellissimi capelli color caramello, mi guardò con aria interrogativa, scommetto che si era dimenticata che oggi avrei iniziato lo stage 《Ho la mia prima lezione come docente e non più da studente》 ero così orgogliosa di me.

Da oggi avrei vestito i panni di una docente di letteratura, un sogno diventato realtà 《Ah giusto...in quella squallida scuola elementare?》 che stronza.
Non ho mai capito il suo modo di vedere e vivere la vita, giudicava tutto e tutti sopratutto le persone meno fortunate di noi. Sorrisi alla buffa contraddizione, si stava vantando di un evento di beneficenza andato a gonfie vele, organizzato proprio da lei e poi sminuiva le scuole pubbliche con la presunzione che fossero frequentate da criminali di sei anni, assurdo.
Con un cenno della mano la salutai, lasciandola alla sua misera vita.

Dato che ero in anticipo decisi di raggiungere la scuola con il tram, la fermata non era poi così lontana da casa mia. Iniziai a camminare con la mia borsa a tracolla e la musica alle orecchie, era una bellissima mattina primaverile e niente mi avrebbe buttato giù il morale!

Un auto nera accostò vicina a me e il conducente abbassó il finestrino con il vetro oscurato, chi cavolo era? Mi tolsi le cuffie dalle orecchie e mi fermai a fissare l'auto.
《Guarda guarda chi si vede...》
Oh no! No, no, no!  Il mio amico senza nome mi stava fissando, fece scorrere molto velocemente lo sguardo sul mio corpo e poi tornò a fissarmi in attesa di una risposta 《Che fai mi segui?》

》 Oh no! No, no, no!  Il mio amico senza nome mi stava fissando, fece scorrere molto velocemente lo sguardo sul mio corpo e poi tornò a fissarmi in attesa di una risposta 《Che fai mi segui?》

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NO NAME - Un cuore al centro del mirinoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora