•ℝ𝕠𝕞𝕒𝕟𝕔𝕖• 🔞 [𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑡𝑜]
No Name è un famoso cecchino dell'Esercito, noto per la sua mira infallibile e il cuore di pietra. Vic è una ragazza decisa a realizzare i suoi sogni e a non deludere suo padre, il Generale D'Armata dell'Eserci...
In pochi secondi provai tante emozioni contrastanti. Mi sentivo mortificata e allo stesso tempo arrabbiata con Carladan, volevo scappare il più lontano possibile da lui ma in realtà avrei anche voluto aver dei super poteri per riuscire a tornare indietro nel tempo per evitare quella domanda del cavolo che ha rovinato tutto.
Il tempo passava e mi costrinsi a tornare nella camera degli ospiti a cambiarmi, a breve lui sarebbe ritornato e non volevo farmi vedere in questo stato di confusione totale. Mi tolsi a malincuore i suoi indumenti e li ripiegai attentamente lasciandoli sul cuscino del letto, presi il mio abito da sera e lo indossai, in realtà non era affatto mio perché me lo aveva prestato Lilla, mi sistemai velocemente i capelli e con la mia borsetta mi incamminai verso la cucina, il rumore delle mie converse riusuonava con sicurezza intorno a me, sospirai affranta, in quel momento ero sicuramente tutto tranne che una donna sicura.
Arrivai in cucina e lui era già lì in piedi ad aspettarmi, stava sorseggiando una tazzina di caffè e la sua espressione non diceva niente di buono, era teso e distaccato, come se avesse circondato se stesso da un alto muro indistruttibile. Rimasi in silenzio in attesa di una sua parola, di certo non avrei fatto io la prima mossa, ero dispiaciuta ma ero anche molto orgogliosa, cosa che mi rendeva spesso difficile fare il primo passo in certe situazioni come questa. Tirai fuori il cellulare dalla borsetta e mi misi a scorrere le dita a caso sullo schermo, giusto per fare qualcosa 《Ah sei qui...hai preso tutte le tue cose?》chiese finendo di non avermi sentita arrivare, avevo fatto un gran casino con le scarpe bello! E sul tuo parquet di legno massello risuonavano che é un piacere, alzai gli occhi al cielo e gli risposi di si 《Bene, allora andiamo》si incamminò davanti a me e gli andai dietro in silenzio, poi si bloccò di scatto e si voltò nella mia direzione, la sua altezza lo faceva sembrare ancora più imponente 《Ti chiedo solo un ultimo favore, metti questa sugli occhi》Oh cielo! Sul serio? Di nuovo? Voleva veramente farmi indossare una cavolo di cravatta per non farmi vedere la strada di casa sua? Lo guardai alzando le sopracciglia 《Non sono una psicopatica signor No Name, non si preoccupi, tanto non mi vedrà più nei paraggi e sopratutto non verrò di certo a casa sua a piangere finché non mi apre la porta》 Ci pensò per qualche breve istante e poi mi rispose di no e mi diede quella cavolo di cravatta 《Devo indossarla adesso?》mi rispose di sì annuendo, chi era lo psicopatico dei due?《E allora ho bisogno che mi dai una mano, altrimenti...》 mi interruppe per la centesima volta e aggiunse 《Dammela, ti aiuto io》allugai la mano e mi strappò via la cravatta arrogantememte 《Voltati》ringhiò impaziente, mi voltai come richiesto, ero un fascio di nervi odiavo esser trattata così ma non era di certo il momento di mettersi a discutere, tornata a casa non lo avrei più rivisto. Mi irrigidii di scatto quando le sue gelide dita mi spostarono i capelli verso le spalle poi delicatamente mi mise la cravatta sugli occhi e la strinse con un nodo dietro la mia testa, mi prese per mano e mi aiutò ad uscire di casa, dei sussulti sotto i piedi mi fecero capire che eravamo in ascensore e nel camminare inciampai il piede su un rialzamento 《Oh cavolo!》 Gridai per la paura ma Carldan mi afferrò subito impedendomi di cadere a peso morto 《Porca miseria...stavo, stavo, stavo per cadere!》 mi misi la mano premuta sul petto per riprendere a respirare normalmente, avevo il cuore al mille per lo spavento 《Non avevo visto il rialzamento, scusa》mi infilò lentamente il braccio dietro la vita e mi strinse il fianco con la mano 《Così andrà meglio, andiamo》il suo tocco mi lacerò la pelle di lussuria, avrei voluto sempre di più ma il nostro era solo un ultimo viaggio d'addio.
Mi fece salire in auto, disse che con la moto di giorno era troppo rischioso e durante buona parte del tragitto Carladan non aprii bocca, mi innervosiva saperlo a un palmo da me ma non poterlo toccare o vedere 《Puoi toglierla》di già? Non era passato molto tempo dalla partenza e se voleva farmi già togliere la cravatta dagli occhi significava solo una cosa, che abitava a due passi da casa mia!
Tolta la cravatta misi a fuoco il paesaggio circondate e capii che non eravamo assolutamente nella mia zona 《Ma non siamo a casa mia》 sussurrai continuando a guardarmi intorno 《No, ma non siamo più nemmeno nella mia zona, quindi puoi guardare tranquillamente》ah ecco perché, adesso tutto torna.
Cadde di nuovo il silenzio e iniziai a picchiettare l'indice sul mento, lo fecevo ogni volta che ero agitata 《É meglio per tutti se non ci vediamo più》 disse rompendo il silenzio 《Bravo, concordo》 risposi acida e agitando le mani istericamente, odiavo farmi scaricare, sopratutto così, dopo avermi vista masturbare sul suo tavolo 《Smettila di fare la bambina, é rischioso vederci e in più non é produttivo per entrambi, io ho i miei obiettivi e tu i tuoi e non voglio distrazioni》 per poco non mi cadde la mandibola 《E quindi io sarei una distrazione?》domandai a bocca aperta, lui sbuffó 《Si, una bella distrazione...》cosa pensavo di essere per lui? É ovvio che ero stata solo una valvola di sfogo per il sesso, anche lui lo era stato per me effettivamente, ma sentirsi dire in faccia la cruda verità mi fece male.
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