🎖Presentazioni

10.6K 253 11
                                        

Mi allontanai con passi decisi verso il punto più lontano da Carl, non volevo crederci. Mi misi seduta su una costosissima poltroncina color turchese e in men che non si dica Filippo mi raggiunse sedendosi al mio fianco, aveva l'aria amareggiata e non immagino neppure come fosse brutta la mia espressione corrucciata e incredula 《Chi era quell'uomo? E perché sapeva che cosa avresti ordinato?》 chiese di tutto tono, portai il mio Dazzle alle labbra sorseggiandolo e pensando ad una cavolo di risposta plausibile da dare al viscido. Non si meritava nessuna risposta ma rimanere in silenzio lo avrebbe sicuramente insospettito e questo non doveva assolutamente accadere 《Credi che questa sia la domanda giusta?》 Lo fissai fingendo un espressione di stupore 《La domanda esatta sarebbe dovuta essere: perché dopo tre anni di fidanzamento non ricordo ancora il suo cocktail preferito?》 alzai gli occhi al cielo e sorseggiai altro liquore, Filippo rimase in silenzio per qualche interminabile minuto e poi con aria e voce affranta mi disse che gli dispiaceva e che avevo ragione.
Se non fossi stata ad una festa super spocchiosa mi sarei alzata e avrei fatto uno dei miei balletti della felicità, quello che facevo sempre quando ero felice e sopratutto, che facevo sempre lontana da occhi indiscreti e giudicanti.

Vidi i miei genitori entrare in scena salutando amici e colleghi di papà, approfittai della loro apparizione per alzarmi e raggiungerli, mia madre mi stava già cercando con gli occhi tra la folla 《Andiamo, abbiamo da fare una piccola recita adesso》Filippo si alzò dal divanetto e mi prese a braccetto accompagnandomi dai miei genitori.

Oh cavolo che cervello! Avevo dimenticato Chico nella busta sopra al divanetto 《Aspettami qui, torno subito》 tornai velocemente al divanetto e presi la busta con il mio adorato orsacchiotto, poi raggiunsi di nuovo Filippo che nel frattempo non mi aveva mai tolto i suoi dannati occhi azzurri di dosso. Era un bel ragazzo e lui lo sapeva, alto biondo e con gli occhi azzurri, un vero principino...se non fosse per il suo meschino tradimento.
Lo presi a braccetto sorridendogli e lui ricambiò subito il sorriso, sfoggiando una dentatura da attore Hollywoodiano 《Oh eccoli, questa é mia figlia Vittoria e lui é il suo adorato ragazzo, Filippo》 così iniziarono a presentarmi a chiunque, mi limitai a sorridere e a fingere di ascoltare quello di cui stavano parlando finché un profumo inebriante e dannatamente conosciuto mi avvolse le narici, stritolandomi lo stomaco 《Ben tornato Dag, ti presento mia moglie Priscilla e mia figlia Vittoria》alzai lo sguardo e il sorriso mi morì sul viso, non é possibile!

Perché papà conosceva Carl? E perché lo aveva presentato come Dag? Allungò la mano e la strinse con disinvoltura a quella di mia madre e poi si voltò nella mia direzione incollando i suoi occhioni verdi nei miei, proprio come due calamite 《Vittoria...》 disse con un cenno della testa senza neppure porgermi la mano, come se non volesse un contatto fisico con me, non più perlomeno《Carl》 sibilai imprigionata nel suo sguardo infuocato 《Non Carl, Dag》 mio padre mi corresse 《Mi scusi signor Dag, molto lieta》 la mano di Filippo scivolò dal mio fianco fino alla mia mano, e la prese incrociando le dita tra le mie 《Buonasera Dag, io sono Filippo...il ragazzo di Vittoria》 che stronzo viscido, lo aveva sottolineato solo per marcare il territorio, perché a vedere dal suo atteggiamento, si sentiva tremendamente minacciato dal mio amico da una notte e faceva bene a sentirsi così.

Gli occhi di Carl ah no, Dan o come cavolo si chiamava, scesero lentamente facendomi infuocare, arrivarono a fissare per un secondo la mia mano e quella del viscido 《Il piacere é tutto mio...Filippo》 rispose con tono glaciale sibilando il suo nome 《Adesso dobbiamo andare, scusatemi》 sorrisi a Carl o Dag accidenti! Quell'uomo emi stava incasinato i piani. Insieme a Filippo mi allontanai alla velocità della luce.

Uscimmo nel maestoso giardino decorato con magnifici fiori e lanterne luminose in ogni dove, era uno spettacolo.
Mamma ci sapeva veramente fare con le organizzazioni dovevo dargliene merito .

《Mi vuoi spiegare che cosa succede?》 Filippo mi strinse forte la mano facendomi male, provai a sfilarla ma inutilmente, la stava stritolando e il suo viso era un ghigno inferocito
《Lasciami.subito.la.mano》

mano》

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
NO NAME - Un cuore al centro del mirinoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora