•ℝ𝕠𝕞𝕒𝕟𝕔𝕖• 🔞 [𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑡𝑜]
No Name è un famoso cecchino dell'Esercito, noto per la sua mira infallibile e il cuore di pietra. Vic è una ragazza decisa a realizzare i suoi sogni e a non deludere suo padre, il Generale D'Armata dell'Eserci...
La sua lingua calda e esperta, si schiantò sulla mia pelle umida mentre i suoi occhi rimasero fissi nei miei. Mi studiava osservando ogni mia singola espressione e mi piaceva, riusciva a farmi sentire speciale e importante.
Lente leccate a poco a poco si inoltrarono nella mia fessura fino a tuffarcisi ancora più in profondità e guadagnandosi i miei più caldi gemiti di piacere, questo non era un semplice uomo, lui era il dio del sesso!
Di tanto in tanto passava l'indice o il pollice sulla mia carnalità fradicia arrivando a stuzzicare anche il clitoride. Non mi ero mai esposta così tanto con nessuno, ma con Carldan la vera guerra era tenersi i vestiti addosso. Mentre insaziabilmente me la divorava scoppiai come fuochi d'artificio in pieno luglio, gemendo e tirandogli i capelli come se fossero il mio unico appiglio per la salvezza, con le cosce ancora tremanti per l'inaspettato orgasmo abbandonai la presa e mi lasciai cadere all'indietro sul suo letto.
Carldan si mise a cavalcioni sopra di me e si sbottonò i pantaloni 《Prendi la pillola?》 ringhiò con le labbra ancora umide del mio sesso 《Si》 borbottai con la poca voce che avevo, mi aveva consumata 《Bene, perché voglio sbatterti finché non ne avrò avuto abbastanza. È chiaro?》 risposi di si con un piccolo cenno della testa.
Si precipitò a togliersi i pantaloni e tornò con il suo membro strinto in mano, il primo affondo dentro di me fece male, era duro e ben dotato, dovevo ancora abituarmi alla sua dimensione. Qualche affondo più tardi il piacere diventò così intenso che mi fece ruotare gli occhi all'indietro persa nell'estasi del piacere 《Non dovrà succedere mai più》disse tra una spinta e l'altra, non mi fregava di quello che stava dicendo, volevo solo godermi il momento di lussuria. Allungai le braccia appigliandomi con le unghie alla sua grande schiena muscolosa 《Più lento...》 mugolai incidendo le mie unghie nella sua pelle infuocata, fece come gli chiesi, iniziò a tormentarmi con lenti ma profondi affondi finché non sentii quella familiare sensazione su tutto il corpo.
La testa mi andò a fuoco, le gambe e le braccia mi tremano mentre i lunghi spasmi di piacere mi investirono amche l'anima 《Brava bambina, vieni per me》ringhiò stringendomi con prepotenza i fianchi e spingendo ancora più in profondità il suo possente membro 《Oddio》pigolai distrutta dall'enorme orgasmo 《Girati, ti voglio a quattro zampe, subito》 ordinò e così feci. Stremata ma bramosa di regalargli un orgasmo più che meritato mi voltai come mi chiese.
《Sei perf...Ehm, carina in questa posizione》non mi dette neppure il tempo di rispondergli che si spinse di nuovo nella mia fessura ancora sensibile e umida, con una mano mi stringeva la natica e con l'altra mi teneva per il collo obbligandomi a guardarlo, era la perversione fatta in persona e adoravo questa nostra assurda complicità.
Lo sentii indurirsi ancora di più, cosa che credevo impossibile data la sua durezza estrema 《Voltati》 urlò 《Cosa? Perché?》 Non capivo il motivo, gli avevo detto che assumevo la pillola anticoncezionale 《Cazzo, fallo!》 Si tolse dal mio interno e mi voltai verso di lui, si prese il membro in mano e fissandomi con gli occhi ardenti di piacere, mi riempii i seni con il suo caldo e denso piacere.
Per qualche istante rimasi in silenzio a fissare la sua opera d'arte, ero appena stata la sua tela.
Mi lasciò sola per qualche minuto e poi tornò, indossava mutande e pantaloni di una tuta grigia 《Se vuoi lavarti, il bagno e in fondo a destra》gli sorrisi e silenziosamente sgattaiolai via. Era bellissimo, con piastrelle nere lucide e rifiniture in oro, una grande vasca ad idromassaggio e una doccia nel lato opposto, ma la cosa più bella erano i sanitari appesi al muro. Mi guardai allo specchio e mi vergognai come una ladra di ciò che vidi Avevo le labbra gonfie e rosse per i baci e morsi di Carldan, piccoli sgraffi sul collo e il suo liquido colante sui seni e parte dei capelli, optai per una doccia veloce, non potevo di certo tornare a casa così.
Dopo aver fatto un breve doccia, fui felice di avere il suo odore ancora sulla pelle, avevo abbondato con il bagnoschiuma di proposito, volevo portarmi via, anche se solo per qualche ora, il suo sensuale odore.
Con ancora l'accappatoio indosso tornai in camera da letto e la trovai vuota, presi i miei vestiti per indossarli 《Perché ti vesti?》 Feci un balzo in aria per lo spavento
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