Casinò

1.3K 38 1
                                        


Il casinò di Monte Carlo era praticamente la seconda casa di Andrea.
Tutti lo conoscono bene qui dentro, io venivo raramente con lui.

Odio il gioco d'azzardo e fortunatamente la mia presenza durante le sue solite serate giochi non è mai stata troppo fondamentale per lui.
Capitava, difatti, molto raramente che lo accompagnassi. Venivo solamente quando uno dei suoi amici si portava dietro la sua ragazza ed allora ero obbligata ad andare.

Mi sedetti al bancone ed aspettai con calma i due cocktail che Andrea mi aveva chiesto di prendere. Il vestito, che lui aveva scelto accuratamente per me per questa sera, quasi mi toglieva il fiato e per di più era troppo corto per i miei gusti, ma non avevo mai libero arbitrio su questa cosa.
Secondo lui ero stupenda con questo vestito e devo ammettere sinceramente che non è male, ma non sono veramente Rebecca con questo addosso.

Presi i due bicchieri pieni di alcol trovando in essi un po' di sollievo.
Grazie all'alcol la serata passò velocemente e senza problemi.
Andrea perse il controllo e bevette troppo, ma ovviamente non potei dire nulla perché come ripete sempre:"lui sa cavarsela da solo, in ogni situazione".

Quando tornammo a casa sulla sua Ferrari, mi strinsi forte alla portiera spaventa da quanto stesse sbandando con la macchina.
"Amore mio non avere paura, il sottoscritto potrebbe fare concorrenza a Leclerc"
si indicò da solo tutto contento, ma con tutto l'alcol che aveva in corpo non potevo stare per niente tranquilla.
Fortunatamente arrivammo a casa sani e salvi.
Feci l'unico piano di scale che mi separava dal mio amato letto con estrema lentezza e quando finalmente chiusi la porta alle mie spalle mi levai i tacchi alti, mi avevano completamente distrutto i piedi e mi fiondai in camera.

"Amore?"
Alzai lo sguardo verso Andrea che pian piano si stava avvicinando.
Era palesemente fuori di sè, avevo perso il numero di quanti cocktail aveva bevuto durante la serata.

"Ti voglio"
mi sussurrò all'orecchio spingendomi contro il muro. Ero bloccata, tra il suo petto robusto e la parete fredda alle mie spalle, tentai allora di farlo ragionare.

"Amore sei ubriaco, facciamo domani"

lo spinsi via, ma non mi diede ascolto. Era troppo più forte di me anche da ubriaco e traballante.

"no, ti voglio ora"

Non mi diede ascolto, mi levò velocemente il vestito portandomi in camera da letto per poi spogliarsi anche lui.

Non era lucido ed io non avrei potuto fare niente, ormai l'avevo capito, così subii, anche questa volta, senza fiatare.

Continuammo per un pò finché stanco morto non si sdraiò di fianco a me addormentandosi subito a causa della sbronza.
Lo guardai dormire e quando constatai che fosse completamente nel mondo dei sogni mi levai il suo braccio dalla vita alzandomi senza fare rumore.
Indossai al volo il pigiama ed uscii sul balcone.
Avevo bisogno di aria.

Il profumo di mare, la vista mozzafiato del principato di notte, mi fece subito calmare.
Il mare era tranquillo, le strade mezze vuote ed i lampioni fiochi creavano una bella atmosfera.

"Buonasera"
sobbalzai girandomi spaventata verso la vicina.
"Cazzo! ma sei sempre qui fuori?"
Domandai divertita ricevendo un furbo sorrisetto in tutta risposta.
"Come ti è andata la serata?"
Alzai le spalle sedendomi sulla sedia più vicino al suo balcone.
Non c'erano molti modi in cui poteva essere le serate al casinò o con un suo cliente.
"È stata una noia assurda"
ammisi e la ragazza, capendo che volessi finalmente parlare, copiò il mio gesto mettendosi il più possibile seduta vicino a me.

"Posso chiederti una cosa?"
Sapevo che prima o poi me l'avrebbe chiesto, nonostante gli avessi esplicitamente detto di evitare quel determinato discorso con me, ma la curiosità prende sempre il sopravvento delle persone ed anch'io se fossi al suo posto mi comporterei ugualmente.

"Ho forse scelta?"
Mi girai verso di lei accorgendomi della presenza di altri ragazzi.
Quando si accorse che stessi guardando i suoi amici alle sue spalle si girò verso di loro esclamando:"oh loro sono i miei amici e lui è il mio ragazzo"
Salutai con la mano tutti loro guardandoli solamente per pochi secondi.
Non mi dava fastidio il fatto che fossero lì perché avevo deciso di volermi finalmente aprire con Marta e non mi importava più dove, quando o con chi, avrei detto la verità sulla mia relazione quella sera.

Mi sarei liberata di un grande peso.

"Perché stai con lui?"
Avevo già immaginato la domanda.
Mi strinsi nelle mie stesse spalle cercando una risposta da darle.

"Non ho scelta, non ho il coraggio di lasciarlo perché Andrea sa come fartela pagare ed ha molti mezzi per farlo"

feci con la mano il segno dei soldi e sorrisi amaramente.
Quelli valgono tutto.

"E sai quale è la cosa bella?"

Chiesi con ancora più amarezza nella voce. Lei scosse la testa ed io in tutta risposta gli mostrai la mia mano facendogli vedere il mio anello pieno di diamanti.

"Ti ha fatto la proposta?"
Annuii silenziosamente.

"Non siete un po' giovani per sposarvi?" Aggiunse.
"Decisamente, a 22 anni non avrei mai voluto sposarmi"
"E-e come fai con gli studi?"
Toccò un tasto dolente per me, perché ho litigato spesso con Andrea riguardo questa cosa, ma a pensarci bene erano tutti tasti dolenti in un modo o nell'altro.
"Studio da casa, perché non vuole che vada in sede, ovviamente!"
Passarono lunghi dei minuti di silenzio nei quali Marta rimuginava sulle mie parole ed io avevo la mente persa in qualche lontano ricordo di una litigata tra me ed Andrea.

"Perché non potresti andare in presenza?"

Mi girai verso la voce maschile e guardai di sfuggita il ragazzo seduto poco dietro di Marta.
Aveva i capelli marroni, gli occhi verdi ed una lieve barba sparsa sul viso.
"Non ne ho la più pallida idea, lo sa solo lu....aspetta un attimo"
scossi la testa e guardai meglio il ragazzo che aveva appena parlato.
Gli altri sorrisero subito capendo il perché della mia reazione.

"Oh! Charles è uno dei miei amici"
Mi spiegò Marta come fosse niente.
La ragazza era ancora taciturna e molto pensierosa, quella fu l'unica frase che disse in almeno dieci minuti, cosa strana per Lei.
Mi sentii terribilmente in colpa per questo, ma Charles, capendo come sarebbe andata a finire la serata, cambiò subito argomento e nel giro di poco tempo iniziammo a scherzare tutti insieme.
Ero sicura che Andrea non si sarebbe svegliato a causa della quantità di alcol che aveva ingerito e così ero felice e spensierata.

Potevo essere me stessa con loro.

Si fece abbastanza tardi e ci dovemmo salutare, ma per poco perché il giorno seguente sarei andata in giro per il paddock con Andrea e così diedi appuntamento a Charles e Marta per incontrarci lì nonostante il mio ragazzo.

Reborn🧡La tua prossima ossessione. Scoprilo ora