(CAPITOLO EXTRA)
3 anni dopo....
Ero sdraiata sul letto di casa nostra mentre aspettavo con ansia una sua chiamata.
Daniel era a Silverstone in questo momento ed io in Australia.
Abbiamo preso una casa qui un anno fa esaudendo i desideri di entrambi.
Lui voleva vivere nella propria nazione ed io volevo un po' di tranquillità e distaccarmi dalla vita di città.
Un giorno, durante un appuntamento, mentre eravamo sdraiati sotto le stelle, gli ho rivelato che avevo un sogno fin da bambina, quello di avere una casa tutta mia, circondata da campi, con un piccolo orto, un grande giardino, due cani ed un cavallo.
Così poco dopo abbiamo acquistato una bellissima casa in campagna per il nostro anniversario.
È stato il nostro regalo per noi stessi.
Amavamo ogni dettaglio di quella casa perché sapeva di me, di Daniel, di noi due e di tanta, tanta felicità.
Mi alzai di scatto dal letto quando lo schermo del mio cellulare si illuminò.
Controllai subito chi fosse, impaziente di sentire il mio ragazzo poiché domani sarà il suo compleanno.
Rimasi delusa nel vedere che non fosse Daniel, ma Charlotte, che mi aveva inviato le foto del suo abito da sposa come da mia richiesta.
Non vedo l'ora di andare al loro matrimonio!
Charles è così emozionato, ma non quanto Charlotte.
La mia amica non si aspettava per niente la proposta ed io, da brava amica, avevo aiutato Charles ad organizzare tutto e rendere perfetta quella loro serata.
Tornai a guardare il soffitto sorridendo inconsciamente al ricordo di Charles in lacrime perché Charlotte gli aveva risposto di sì.
Rimasi in quella posizione finché un forte senso di vomito non mi costrinse ad alzarmi dal letto. Presi dei respiri profondi cercando di ricacciare il vomito indietro, ma non ci riuscii perché un'altro conato, ancora più forte di quello di prima, tornò fin su in gola costringendomi a correre fino in bagno.
Mi accasciai per terra infilando la testa dentro il water.
"Rebecca cosa succede?"
Grace, la mamma di Daniel, accorse al più presto da me non appena sentì degli strani rumori provenienti dal bagno.
"M-mi gira la testa"
Posai, senza forze, il capo contro il muro cercando di riprendermi.
Fu tutto così improvviso.
Non mi sentivo bene già da una settimana e mi era capitato spesso di avere dei conati di vomito, ma non avevo mai vomitato veramente.
"Hai una brutta cera"
Si avvicinò cautamente toccandomi con delicatezza la fronte per capire se avessi o no la febbre.
Chiusi gli occhi stanca morta.
È come se avessi vomitato via tutte le mie forze.
"Rebecca ti porto in ospedale, non mi piaci. Potresti essere allergica a qualcosa..."
Non ribattei.
Mi sentivo così male da non riuscire neanche a farlo.
Non volevo andare in ospedale, ma prima di partire domani per l'Inghilterra voglio assicurarmi di stare bene.
Grace mi prese da terra portandomi di peso in sala da pranzo dove Joe, il padre di Daniel, stava riguardando le qualifiche di oggi seduto tranquillamente sul divano.
"Dammi una mano amore, dobbiamo portarla all'ospedale"
Si alzò immediatamente portandomi di peso verso la macchina.
Quando arrivai in ospedale i medici non persero tempo.
Grace era andata in totale panico e cercava disperatamente mie notizie, riuscivo a sentire la sua voce fuori dalla porta. Riuscii anche a capire che ad un certo punto la chiamò Daniel al quale gli spiegò tutto ciò che era successo.
Mentre io ero sola nella stanza con le loro voci familiari che risuonavano lontane.
Una stanza di ospedale.
Bianca.
È come se stessi rivivendo quei momenti.
Sentirmi debole, senza forze, spaventata, in una stanza di ospedale da sola era la stessa cosa di 4 anni fa.
Non è reale, continuavano a ripetermi, ero in Australia, c'erano due persone fuori dalla stanza preoccupate per me.
Non ero sola.
Non più.
"Signorina"
La voce del medico mi fece sobbalzare, non mi ero accorta che fosse entrato.
"Oh mio dio Rebecca stai bene?!"
La madre di Daniel, comparve dietro le spalle del medico, correndo verso di me non appena ebbe il via libera.
Erano durati così poco i controlli?
"Signorina non c'è nessun problema. Lei è in ottima salute ed anche il bambino"
Persi un battito.
"Quale bambino?"
Chiesi.
"È incinta di un mese signorina"
Guardai Grace in lacrime accanto a me, non era riuscita a trattenere l'emozione quando capì di essere diventata nonna.
Era davvero tutto uguale a 4 anni fa.
Il rumore della suoneria del mio cellulare colmò il silenzio che si era creato in stanza dopo quella notizia.
Mi passarono il cellulare.
Era Daniel.
Risposi con le dita tremanti.
-Rebecca dimmi che stai bene-
-sto bene, tranquillo. Ho fatto tutti i controlli e non c'è niente che non va-
-quindi stai bene?-
-si-
-però domani non venire qui in Inghilterra, non voglio che tu faccia quel viaggio da sola non al 100%-
-Dan io voglio venire...è il tuo compleanno e per di più ho una sorpresa per te-
-sicura?-
-sicurissima. Rassicura anche Charles che ho appena visto tutti i messaggi che mi ha mandato-
-lo farò....stai attenta domani eh-
-tranquillo. Una bella dormita e torno come nuova-
-allora ti lascio riposare. Buonanotte Honey, ti amo-
-i love u too-
Chiusi la chiamata accorgendomi dopo che fosse già passata la mezzanotte.
Era il compleanno di Daniel ed io aveva un nuovo regalo per lui.
Lasciai cadere la testa sul lettino ancora scossa dalla notizia.
"Glielo dirai domani di persona, non è vero?"
Sorrisi forzatamente a Grace.
Non avrei mai potuto dirglielo al telefono, Mai.
Fu così che la mattina seguente dopo aver dormito si e no due ore, mi imbarcai sul mio aereo verso l'Inghilterra e verso Daniel.
Arriverò verso le undici di sera da lui.
Charles aveva preparato una cenetta con tutti quanti per festeggiare il suo compleanno, mi aspetteranno per cenare insieme.
Ed io per tutto il tempo del volo non riuscivo smettere di pensare.
In cinta, ero in cinta.
E se perdessi anche questo?
Se non fossi abbastanza forte?
Non voglio perdere il figlio mio e di Daniel.
Non voglio tornare in quella situazione.
Quattro anni fa avevo desiderato che quel figlio non nascesse perché non volevo che vivesse su questo mondo infame, ma il mio mondo è cambiato radicalmente.
Ora la mia vita è abbastanza tranquilla, augurerei ad ogni bambino del mondo di avere Daniel come padre.
Sarebbe veramente fortunato.
Dio spero solo che prenda bene la notizia....
anche se non c'è motivo per prenderla male...
ma io ho paura....
per qualche strano motivo....
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Reborn🧡
Romance"Riusciva a farmi ridere. E ne avevo proprio bisogno" (Charles Bukowski) È difficile uscire da un brutto periodo, ancor più quando quel periodo equivale ad una persona che in un modo o nell'altro non riesci ad allontanare da te e che quindi ti tiene...
