Una giornata in barca

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Era una giornata stupenda per andare in barca. Quando uscii sul balcone quella mattina presto me ne accorsi facendolo notare anche a Marta, che quella notte aveva dormito da me.
"È tutto così tranquillo"
commentai io godendomi la leggere brezza di mare.
Ci preparammo con calma, con così tanta calma che alla finimmo per essere in ritardo.
Difatti quando arrivammo davanti al mio yacht c'erano già tutti che ci stavano aspettando a braccia conserte.
"Ritardatarie!"
Strillò Lando, ma fortunatamente la sua ragazza lo bloccò prima che dicesse altro. Mimai un grazie con le labbra a Luisa e salii sul mio yacht salutando poi Daniel con un dolce bacio con in sottofondo i versi degli altri piloti.

Feci finta di non sentirli dirigendomi in coperta per prendere i lettini e sistemarli sulla prua.
Poco dopo esserci sistemati partimmo con Charles alla guida della barca.
Mi sdraiai accanto a Marta mentre i ragazzi giocavano a chissà che cosa, godendomi il sole, il mare e la bella compagnia.

Ero tranquilla con loro, senza pensieri.

"Certo che il tuo yacht è davvero stupendo" commentò la mia amica guardandosi bene intorno. 
"l'ha scelto specificamente Andrea per poter avere l'attenzione di tutti su di sè"
risposi a bassa voce stando attenta a non farmi sentire da nessuno.
"egocentrico eh?"
Sorrisi forzatamente.
"Si, Marta, molto egocentrico"
spostai lo sguardo verso la poppa della barca a causa di alcuni strani rumori e notai i piloti intenti a tuffarsi.
"MA SONO MATTI?"
Strillai alzandomi dalla mia sdraio.
"Chi loro?"
Disse con nonchalance la mia amica.
"ma se si fanno male?"
"Cazzi loro!"
La guardai scioccata correndo subito verso di loro come una madre pronta a sgridare i propri bambini.
"Volete ammazzarvi o cosa?"
Corsi mettendomi tra Charles ed il mare riuscendo a bloccare il monegasco prima che si tuffasse. 
"Andiamo Reb stiamo solo facendo dei tuffi!" rispose lui tranquillamente  mentre prendeva la distanza per fare un tuffo di testa, ignorando il fatto che ci fossi io in mezzo.
"Non ci pensare nemmeno. Ora, bambini, volete fare merenda e smetterla di cercare di farvi male?"
Guardai Daniel cercando di convincere almeno lui di lasciar perdere quella brutta idea. 
"Bhe io ho un certo languirono"
commentò dandomi corda.
Guardai gli altri con sguardo severo convincendoli a seguirmi.
"Ma perché tu non ti sei mai tuffata? Neanche a riva?"
Mi chiese Daniel mentre apparecchiavamo la tavola.
"Perché diciamo che ho paura dell'acqua" ammisi.
"dell'acqua?"
Dissero tutti i ragazzi in coro prendendomi anche palesemente in giro.
"C'è non dell'acqua, ma degli animali acquatici in generale. Insieme agli insetti sono la mia più grande paura"
specificai vergognandomi terribilmente.
"e io che volevo portarti a vedere l'acquario" rise di gusto Daniel beccandosi in tutta risposta un occhiataccia ed anche una gomitata da parte mia. 
"Hai paura tipo dei pesci?"
Intervenne Lando facendo intendere il doppio senso.
"Lando ho un coltello in mano in questo momento, perché vuoi così tanto morire oggi?" L'inglese si beccò una bella occhiataccia anche da Daniel che subito dopo tornò a sorridere al suono delle mie parole, come tutti quanti su quella barca.
Mangiammo qualcosa tutti insieme e dopo, sazi, io e Daniel ci separammo dagli altri.
Mi girava un po' la testa per il caldo e così andai sotto in coperta e l'australiano insistette per venire con me.

Ci sdraiamo insieme abbracciati su un divanetto ed io mi addormentai, cullata dal mare e dalle sue dolci carezze.


Pov Daniel
Accarezzai i lunghi capelli di Rebecca per chissà quanto tempo senza mai stancarmi. Quando la vidi riaprire gli occhi, le lasciai un dolce bacio sulla fronte aiutandola ad alzarsi. "Ti senti meglio?"
Si stiracchiò lentamente.
"Si, grazie"
La pace non durò neanche un secondo di più perché Charles fece capolinea dentro la stanza facendo sbattere di colpo la porta.
"Che ne dite sta sera di andare a ballare?" Disse il monegasco passando lo sguardo più e più volte tra me e Rebecca.
"Ballare?"
Chiesi io pensando a quanta poca voglia avessi di andare in un locale pieno di gente.

Sinceramente avrei voluto passare la serata da solo con Rebecca, da qualche altra parte, magari a casa mia davanti ad un bel film, solo noi due.

Rebecca non rispose al monegasco, sembrava in ansia stava strofinandosi le mani l'una con l'altra facendole diventare di un rosso pomodoro.
Charles le si avvicinò facendo sventolare la mano di fronte al suo sguardo assente.
"Terra chiama Rebecca!! Ci sei? Stai fissando il pavimento da almeno tre minuti"
La guardai preoccupato facendo per avvicinarmi, ma Charles fu più veloce e così la prese per mano portandola fuori dalla stanzetta.
"Porto un attimo via la bella addormentata" strillò solo dopo aver chiuso la porta "Riprenditi!"
Le disse Charles ed io capii che non fossero usciti, avrei sentito tutta la conversazione e forse avrei scoperto la causa del suo comportamento, ma era giusto scoprirla così?

Sono sicuro che Charles sappia la verità. 

"Non c'era bisogno dell'acqua in faccia"
commentò lei.
"stavo solo pensando!"
Sbraitò allontanandosi ancora di più dalla porta, ma riuscivo ancora a sentirli nonostante la lontananza.
"non ti sentire in colpa, stai solo cercando di essere felice"
"mettendo a rischio anche loro però! c'è se Andrea.."
Mi avvicinai alla porta.
Andrea?
Non mi aveva mai parlato o neanche accennato ad un Andrea? 
"pensa a te stessa! cosa vuoi che possa fare a loro? Sei tu l'unica che rischia veramente. Non succederà niente. Sai quando dovrebbe tornare precisamente, no?"
Posai l'orecchio sulla porta della stanza aspettando di capire qualcosa di più.
Ero impaziente di sapere, sapere cosa le stesse succedendo.
"Tra tre giorni, poi torniamo a Milano insieme"
rispose piangendo.
Potevo giurare che stesse singhiozzando sebbene sentivo tutto molto ovattato.

Afferrai la maniglia della porta cercando di bloccare l'istinto di andare da lei ed abbracciarla.

"e Daniel?"
Già ed io?
Lei non mi aveva lasciato un telefono, un indirizzo o niente.
Quando sarebbe tornata a Milano, cosa sarebbe successo?
"Non sa niente"
sussurrò.
"tu mi vuoi dire che non gli hai detto della tua situazione?!"
"no."
"sta sera glielo dici! perché lo scoprirà e sarà anche peggio. Ora usciamo e accetti la mia proposta"
"va bene"
Mi allontanai di scatto dalla porta sedendomi sul divano facendo finta di essere stato al telefono fino a quel momento.
"Però così mi devo preparare!"
Strillò Rebecca non appena la porta si riaprì facendomi ridere.
"Oddio"
Commentò Charles
"Dobbiamo tornare!"
Strillò andando nel panico.

Ci mette veramente troppo a prepararsi.!

Il guidatore della nave la ascoltò virando subito verso casa.
"sta sera vieni a ballare?"
Le chiesi anche se sapevo già la risposta.
"Se vieni, ti seguirò a ruota"
Le baciai la guancia, il naso e la fronte facendola sciogliere tra le mie braccia.

Sta sera, la verità.

Quando uscimmo di nuovo sulla barca Rebecca spalancò gli occhi correndo verso il timone non appena notò l'inglese alla guida.
"Avete messo Lando a guidare? Volete ucciderci? Charles?"
Si girò verso il monegasco facendogli segno di prendere il timone e di salvarla prima di andare alla deriva.

Questa sera avrei scoperto la verità.

Mi ripetei in testa non ascoltando più gli altri, ma solo i miei pensieri.

Reborn🧡La tua prossima ossessione. Scoprilo ora