CAPITOLO26

56 5 0
                                        

Non mi mossi nemmeno di un millimetro mentre il combattimento si sviluppava davanti ai miei occhi, nonostante i miei amici mi esortassero ad alzarmi, non perché non volessi prendervene parte, piuttosto perché non ne avevo la possibilità.
La pioggia scendeva costante sul mio viso, colpendomi ripetutamente nei punti in cui dava più fastidio, ma io non riuscii nemmeno a ribellarmi ad un agente atmosferico.
Osservai intensamente tutto ciò che accadde; i trucioli di legno inceneriti a causa di Alex; gli sguardi tra me e Clara, tanto colmi di emozioni quanto privi; la frustrazione nel vederli agire e sentirmi impotente; il sapore ferroso del sangue che usciva incessantemente dalla mia bocca; l'odore dell'acqua che emanava il demone di Bobby; il sapore della pioggia che mi bagnava le labbra; era tutto così bello da vedere ma anche così doloroso. I miei nuovi amici cercavano di ferire il mio migliore amico che aveva provato a mandarmi a morire...
Alquanto incasinato.
Non riuscii più a sopportare il mio stato di immobilità, dovevo per forza agire in qualche modo ed aiutarli, così tentai di alzarmi.
Il risultato fu il ritrovarmi nuovamente con la faccia spiaccicata sulle foglie bagnate del bosco.
Mi ero completamente dimenticato di avere tutti gli arti immobilizzati.
Cominciai a gridare, scaricando le varie frustrazioni e debolezze che avevo in corpo. Ormai gridare e piangere erano i miei unici mezzi di comunicazione e sfogo.
Sentii un violento tonfo.
Josh primeggiava, sopra un ammasso di tronchi e rami bruciacchiati e bagnati, con sguardo trionfante.
- Will, tornerò...o forse no. Non saprai mai cosa aspettarti da noi! Siamo più potenti di quanto immagini, e così continuerò a diventare. Ti consiglio di arrenderti se non vuoi inutili spargimenti di sangue. Io mi sentirei uno schifo a far uccidere gente per me...forse lo sei. Arrivederci.-
L'ultima cosa che vidi prima che Clara mi corse in contro fu Peter, che provava invano a raggiungere Josh ed a chiamarlo piangendo, anche dopo che se n'era andato.
Forse qualcuno in grado di capire anche un briciolo del mio dolore era lui, qualcuno che lo avrebbe amato quasi quanto me.
Ho detto quasi eh. Ed ovviamente sarebbe stato un amore diverso.
Mentre la mia mente vagava ancora, rielaborando i fatti appena accaduti, Clara mi stava chiamando, ormai avendomi già liberato dalle strette corde.
Non riuscii a collegare il mio cervello alla bocca, quindi mi limitai ad osservarla, con una faccia da vero ebete.
Chissà che vergogna.
Clara scoppiò in lacrime, palesemente preoccupata per la mia salute, così venni preso in braccio da Alex, le sue braccia sotto le ginocchia e lungo la schiena, tutti diretti poi verso il rifugio.
Durante il rientro tutti provarono a parlarmi, ma io ero ancora sotto shock e non riuscii proprio a rispondergli, provocando una maggiore preoccupazione generale.
Provai varie volte a dire che stessi bene, per rassicurarli, ma dalla mia bocca non fecero altro che uscire numerosi mugugnati incomprensibili, facendoli stare sempre più in ansia.
Ogni tanto Clara sfiorava le mie mani penzolanti, per sentirne ancora il calore, ed a volte mi accarezzava la fronte, strappandomi qualche verso strano, che doveva essere un "ti amo, non preoccuparti", anziché un "mhhjk"
Dio che imbarazzo.
Finalmente arrivammo al rifugio e Alex mi portò velocemente in infermeria, accompagnato solo da Clara.
Volevo che qualcuno stesse col povero Peter, anche lui stava soffrendo.
Il fatto di essere al centro dell'attenzione mi infastidiva parecchio e non potei fare a meno di irritarmi un po'.
Prima che i medici specializzati del rifugio mi strappassero dalle braccia di Alex e mi adagiassero su un duro lettino bianco, Clara riuscì a rubarmi un bacio, semplicemente sfiorandomi le labbra, ed a sussurrarmi un flebile "ti amo", accompagnato da un'enorme quantità di lacrime e singhiozzi.
Mi sentivo ancora più in colpa per questo; far soffrire gente per me.
Per una cosa che ho sbagliato io.
Avevo molte scuse da porgere al mio ritorno, e non sapevo nemmeno da dove iniziare.

Into the darknessDove le storie prendono vita. Scoprilo ora