CAPITOLO29

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Mi misi a cavalcioni sopra la sua pancia e lo presi violentemente a pugni sul viso. Il suo amico scappò, con Clara ancora in braccio, ed io mi affrettai ad inseguirlo. Durante il tragitto, in quel lungo corridoio, azzurro come le pareti della stanza da dove ero appena uscito, numerose persone provarono a fermarmi e non ci riuscirono, ero troppo impegnato a cercare Clara.
Stavo per raggiungere la mia amata ragazza, con le braccia e le gambe a penzoloni che dondolavano, quando casualmente inciampai, cadendo a terra, e venni atterrato da cinque ragazzi, che prontamente mi afferrarono braccia e spalle, immobilizzandole.
Avevano tutti una stessa divisa, pantaloni, maglia bianca e un maglione marrone, con su cucito una scritta che non riuscii a leggere.
Il ragazzo che teneva Clara in ostaggio si fermò e si girò verso di me, guardandomi.
- Mi dispiace carino - mi istigò lui - non sei riuscito a salvare la tua fidanzatina pucci pucci -
Mi divincolai, chiaramente irritato ed infuriato, per tentare di liberarmi, ma senza ottenere un risultato positivo.
In quel periodo mi ritrovavo a dovermi divincolare troppo spesso, avrei dovuto lavorarci.
- È inutile sforzarti tanto - continuò lui - sei nelle nostre mani ragazzino ed il tuo caro amico anche. Abbiamo vinto, devi arrenderti. -
- Mai - gridai io - Non osare toccare la mia ragazza, o giuro che non appena mi libero...-
- Non ci sperare tanto - mi interruppe lui - non ti libererei mai; anzi, mi correggo, non uscirai mai vivo da questo posto.- Disse prima di scoppiare in una fragorosa risata.
Continuai a tentare di liberarmi dalla presa dei nemici, insistendo sempre più , restando però lì impotente a guardare Clara, che nel mentre stava riprendendo conoscenza.
Ci demmo qualche sguardo, per improvvisare un piano al momento e fummo subito d'accordo sull'andamento del tutto.
Lei colpì all'istante il ragazzo che la teneva ostaggio con una gomitata sullo stomaco e, atterrata con la schiena a terra, si rialzò velocemente, creando dei fulmini attorno alle sue mani.
Sentii che i nemici avevano allentato la presa sulle mie braccia, così sgusciai via dalla morsa e colpii un ragazzo in pieno volto.
- Clara ho un'idea - esclamai io avvicinandomi a lei - appena ti do il segnale, lancia una scarica di fulmini contro il gruppo di fronte a te. Funzionerà alla grande. Intanto tienili a bada mentre io sistemo questo qua - esclamai accennando all'insolente che mi aveva provocato prima.
Scagliai immediatamente contro di lui una palla infuocata che lo colpì allo stomaco e lo scaraventò a terra.
Creai poi una violenta folata di vento che lo arpionò e lo lanciò fuori dalla finestra.
- Ora! - Gridai a Clara che nel mentre si stava difendendo egregiamente.
Lei creò subito una scarica di fulmini, in direzione dei nemici, che io rivestii con una gigante onda, per farli espandere e potenziare.
L'attacco riuscì talmente bene che sconfiggemmo tutto il gruppo in una mossa sola.
Io e Clara completammo il tutto con un enorme abbraccio, accompagnato da vari baci e carezze.
- Scusami Clara, davvero io....-
- Non dire niente - mi interruppe lei -non hai colpe e ormai questo discorso è chiuso-
- Okay - risposi io - Cos'è successo al rifugio? Come...come hanno fatto a trovarmi e prendermi? Ho sentito che c'è stato un attacco - chiesi io preoccupatissimo
- Appena ti abbiamo salvato da Josh ti abbiamo portato nell'ospedale nascosto, costruito sotto numerosi piani rispetto alla base del rifugio, ma in qualche modo Josh ci ha trovati ed attaccati. Peter è gravemente ferito e Sam...- Narrò lei
- Cos'è successo a Sam? - Chiesi io turbato
- ...È morto, Will. Sam è stato ucciso da Josh, strozzato con i suoi stessi rami.- Mi disse Clara abbassando lo sguardo
Rimasi sbigottito. Sia dalla violenza che aveva assunto Josh, sia perché Sam era morto. Quel dolce ragazzino, con ancora tutta una vita davanti, che mi aveva abbracciato solo perché mi riteneva non abbastanza allegro; così pieno di allegria e spensieratezza.
Josh andava fermato, e l'unico in grado di farlo ero io. Nessuno doveva più soffrire a causa sua.
Clara si asciugò una lacrima che stava rigandole la guancia e mi prese per mano
- Dobbiamo andarcene Will, o ci prenderanno!- Mi esortò lei
- No! - Esclamai io - Dobbiamo almeno salvare Charlie e Josh. Non posso andarmene senza di loro -
- Torneremo Will. Ormai loro sanno dove è il nostro covo e noi il loro. Progetteremo un attacco con Russell e gli altri.- Disse lei -Dobbiamo mettere fine a tutto questo una volta per tutto, soprattutto prima che i nemici attacchino noi. Forza andiamo-
Acconsentii senza fare obiezioni, ma con un po' di amarezza in bocca.

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