Storia ambientata dopo X-men: apocalisse.
Erik's pov
Era appena finita la battaglia contro quella specie di dio egiziano ed io mi ero messo in disparte ad analizzare quello che era appena successo, che avevo fatto e quello che avevo quasi fatto.
Gli X-men stavano cercando di riprendersi dalla battaglia e di curarsi un pò le ferite che si erano procurati prima di tornare alla scuola.
Charles aveva perso i capelli e si era sforzato molto a combatterlo, Mistica ed il ragazzo si sono fatti più male ma fortunatamente nulla di grave.
E degli altri non lo sapevo e non mi interessava molto scoprirlo.
Mi ero fatto condizionare e guidare dalla mia tristezza, rabbia e desiderio di vendetta un'altra volta e questa volta ho rischiato di uccidere tantissima gente innocente.
Ho pensato di non avere più nessuno dopo aver visto uccidere di nuovo la mia famiglia, la vita che mi ero costruito a fatica.
Ho perso mia moglie e mia figlia per colpa mia, io avevo deciso di usare i miei poteri per salvare un mio collega dal venire schiacciato da un pezzo della struttura in cui lavoriamo e loro hanno avuto paura.
Gli abitanti del paese in cui abitavo hanno avuto paura di me a causa di quello che avevo fatto in passato e per sbaglio hanno ucciso mia moglie e mia figlia.
A quel punto ho perso il controllo, li ho uccisi.
Si è riacceso in me l'odio per la gente normale, che attacca quello che non conosce, che non capisce o che è diverso da loro.
Ma non per questo meritano tutti di morire.
Ho passato il limite ed ho rischiato di uccidere delle persone che si non vedevo da tanto ma che amo: Mistica, una mia amica, unadelle poche persone che mi capiva veramente, e Charles, l'unica persona che amavo più di mia moglie.
Perchè ogni decisione che faccio peggiora sempre di più la mia situazione?
Faccio del bene e muore la mia famiglia, faccio del male e metto in pericolo coloro che amo.
Dolore, l'unica cosa che riesco a causare è dolore. Provato da me o da me ed una persa che amo.
Perchè continuare a sforsarsi? Perchè combattere? Perchè provare?
Il mio destino è quello di soffrire. E di far soffrire soffrendo anche io.
Tutte le morti che ho causato, tutto il dolore che ho inflitto, mi inseguono sotto forma di incubi.
E me lo merito.
"Erik?"
"Charles..."
Al sentire quella voce mi sveglia dei miei pensieri e vidi che lui era lì, davanti a me.
Mi resi conto che stavo piangendo e che la cosa lo turbava.
Feci per asciugarmi le lacrime ma lui mi precedette e me le asciugò con le dita dopo avermi messo una mano sulla guancia.
"mi dispiace Erik"
"hai letto la mia mente?"
"non ancora, ma non mi serve leggerti la mente per sapere che hai sofferto e stai soffrendo molto"
"beh, neanche per te deve essere una passeggiata"
"sono solo capelli e non cambiare discorso, che è successo?"
"perchè non lo leggi da solo?"
"ho il tuo permesso?"
"si"
Chiuse i suoi bellissimi occhi azzurri che fino a pochi secondi fa mi stavano studiando, mise una mano sulla sua tempia e spostò l'altra dalla mia guancia alla mia gamba.
Lo guardai mentre vagava nei miei ricordi, vidi le lacrime sgorgare dai suoi occhi dopo essere leggermente saltato in aria, probabilmente aveva appena visto lo sparo.
Quando strinse la mano sulla mia coscia capii che stava vedendo o me che urlavo contro il cielo metre piangevo o il desiderio di vendetta che prende il possesso di me e si scatena feroce sui miei poveri colleghi.
Aprì gli occhi e si tolse la mano dalla tempia appoggiandola sull'altra coscia.
"hai ragione, non è giusto quello che ti è successo e non hai reagito ferendo delle persone che erano innocenti ma la tua reazione, anche se discutibile, è umana"
Abbassai la testa e lui mi prese le mani.
"Erik, non è colpa tua, quello che è successo è stato un errore, di entrambi"
Si sporse in avanti cercando di avvicinarsi a me e mi prese il mento per costringermi a guardarlo negli occhi.
Non che io opposi resistenza, guardarw i suoi occhi, percepire la sua vicinanza, avere del contatto fisico con lui e sentire la sua voce era tutto quello che mi serviva in quel momento.
Tutto quello di cui ho bisogno quando soffro.
"guardami, tu non affronterai tutto questo dolore da solo un'altra volta"
Dai miei occhi iniziarono ad uscire per l'ennesima volta delle lacrime.
"non mi interessa di quanto tempo avrai bisogno per guarire, verrai con me e andremo a casa. Ti darò tutte le attenzioni e l'amore di cui hai bisogno, c'è ancora tanto spazio della mia villa dove gli studenti non possono andare..."
Gli strinsi le mani e anche i suoi occhi iniziano ad inumidirsi.
"ti prego, vieni con me e lasciati trattare come meriti di essere trattato, lascia che ti mostri che c'è ancora qualcuno che ti ama..."
Sorrisi e risposi: "e quel qualcuno saresti tu Charles?"
"si"
"non sono degno del tuo amore... ma non rifiuterei per nulla al mondo di stare al tuo fianco"
Lo tirai delicatamente più vicino a me, lo feci sedere tra le mie gambe e poi lo abbracciai.
"non c'è nessuno più degno di te di avere il mio amore"
Sciolsimo l'abbraccio per guardarci negli occhi.
Il mio sguardo indugiare tra i suoi bellissimi occhi azzurri ancora umidi, in cui mi immergevo venendo avvolto da una sensazione di tranquillità e di sicurezza e le sue labbra rosee, che sembravano morbidissime.
Molte volte avevo sognato come potesse essere baciare Charles e molte volte ho avuto il desiderio di provarci.
E da quello che vedo dai suoi occhi credo che il sentimento sia reciproco.
Gli misi le mani sui fianchi accarezzandoli con il pollice e dopo un pò lui mi gettò le sue al collo.
Ci avvicinammo sempre di più fino a che le nostre labbra si incontrano e ci baciammo.
Fù molto dolce e lui sapeva di cioccolato. Visto che è un professore anche per i bambini più piccoli la cosa non mi sorprende.
Fui inebriato dal suo profumo, non ho idea che marca sia ma mi ci affogherei dentro.
Il bacio durò molto, ci staccammo solo quando ci vennero a chiamare per dirci che l'aereo era pronto.
Lo presi in braccio, come se fosse una principessa, e salimmo sull'aereo.
Mi tenette la mano forse per paura che io scappassi ma questa volta non ne avevo intenzione.
Avevo il mio Charles e non pensavo minimamente di allontanarmi da lui per alcun motivo.
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1103 parole
Questa volta sono riuscita a postare più di una volta alla settimana, ringraziate il mio dentista. Vi è piaciuta questa storia? Vi piace questa ship? Avete visto black panter? Ditemi se volete una storia su una ship che vi piace.
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One-Shots marvel
Short Storypiccole storie su ship e non della marvel partorite dalla mia mente totalmente a caso o quando vedo delle fanart su pinterest ship lgbt, se non vi piacciono non leggetele<3
