Steve's pov
Abbiamo appena finito di combattere su una strada contro degli agenti dell'Hydra ed io sono ancora scioccato.
Prima ci stavano portando chissà dove ed eravamo tutti incatenati.
Nat era ferita alla spalla, Sam si preoccupava per lei e cercava di chiedere aiuto ai nostri rapitori per cercare di farla curare prima che perdesse troppo sangue mentre io non riuscivo a credere a cosa era appena successo.
Dopo un pò una delle due guardie si è rivelata essere Maria Hill che era venuta a salvarci per portarci in un posto segreto dove si trovava anche Fury.
Natasha non ha reagito molto bene al fatto che lui aveva finto di essere morto e che non si fidasse di lei.
Questo lo ha davvero ferita.
Nat si preoccupa per tutti e spera sempre di riuscire a fare tutto quello che può per farli felici e in cambio lei chiede solo una famiglia, un pò di affetto, un pò di fiducia.
Ha lottato duramente per riparare ogni giorno quello che ha fatto, anzi, quello che le hanno fatto fare.
Ed il continuo pensiero che quelle cose, quella macchia rossa, sporchi ancora il suo nome, il fatto che nessuno si fidi di lei nonostante tutti sanno che lei farebbe qualsiasi cosa per ognuno di noi la ferisce immensamente.
Non me lo ha mai apertamente detto ma quel giorno lo lessi chiaramente nei suoi occhi.
La delusione, la rabbia, la tristezza e la consapevolezza che nessuno si fiderà mai di lei, nonostante tutto ciò che lei farà la fiducia non sarà una cosa che lei potrà sentire espressa da chiunque altro.
Dopo aver parlato con Fury andò in un posto isolato e pianse.
Silenziosamente, senza neanche un singhiozzo, nessuno lo avrebbe mai notato, nessuno lo nota mai, ma io avevo bisogno di parlare con lei quindi fù così che io lo scoprii.
Sono pessimo a notare le cose.
"hey"
"oh, hey. Che succede? Dobbiamo andare a discutere il piano? Arrivo subito..."
"no tranquilla, sono qui solo perchè volevo parlare con te e vedere come stai"
"io sto bene," disse cercando di asciugarsi gli occhi che però non avevano intenzione di restare asciutti e continuavano ad inumidirsi cacciando lacrime che le scorrevano veloci sul viso "di cosa volevi parlarmi?"
"a quello penseremo dopo, lo sai che lui ti vuole bene, e lo sai che è paranoico, non è una cosa personale Nat" Dissi accarezzandole i capelli, è una cosa che ha sempre aiutato me a tranquillizzarmi ed è una cosa che mi faceva sentire visto, amato, quel semplice contatto mi faceva sempre sentire come se alla persona che lo stava creando interessasse veramente di me.
Io credo che quando uno tocca i capelli di un altra persona accarezzandoli dimostri quanto lei sia importante per lei.
E poi non so bene cosa fare, come agire.
Captain America è sempre stato bravo con le parole ed i discorsi d'incoraggiamento ma se se si trattava di Steve era un problema.
Era lui di solito quello che veniva consolato e coccolato e anche se desiderava tanto fare lo stesso per le persone a cui voleva bene non era mai riuscito a provarci poiché Bucky si rifiutava di farlo preoccupare.
Cercai le parole giuste e feci affidamento su Captain America: "sai, quella cosa che ho detto in macchina prima che iniziasse tutto questo casino, quella cosa non è vera... io mi fido di te."
Lei mi guardò negli occhi in cerca di un segno che mostrasse che io stavo mentendo ma con sua sorpresa non ne trovò alcuno.
"grazie ma sul serio, sto bene, pensiamo più che altro alla top model emo munita di armi militari"
"Nat"
"sul serio dobbiamo pensare a come fare per sconfiggere loro e sono ancora in dubbio su di lui... in teoria dovrebbe parte del progetto black widow o comunque è collegato a loro"
"non cambiare discorso"
"io sto bene, non c'è bisogno di parlare di niente! Piuttosto parliamo di te e della modella, la conoscevi?"
"Natasha..."
"sto bene" Rispose lei. Sentii nella sua voce qualcosa che si spezzava ed i suoi occhi erano lucidi ma non si azzardavano a versare neanche una sola lacrima.
La guardai per un pò negli occhi in silenzio e poi decisi di abbracciarla.
Lei inizialmente non seppe come reagire, se spingermi via oppure arrendersi. Ma non ci mise molto a decidere.
Si aggrappò con una presa forte e salda alla mia schiena e nascose il viso tra i miei pettorali.
Sentii il tessuto della mia maglietta inumidirsi mentre lei rimaneva immobile in quella posizione.
Non un suono, non un singhiozzo, non un brivido, non una scossa persorrerle la schiena, non un tremolio che percorreva la sua schiena.
Niente.
Il suo corpo di stava dimostrando forte e forse era anche una forma di difesa che attivava automaticamente e, nonostante il fatto che i suoi pezzi non riuscivano più a restare uniti, il suo corpo permetteva solo ad una parte di lei di spezzarsi mentre tutto il resto rimaneva rigido e unito.
Chissà cosa succede quando lei è da sola, se almeno così permette a sé stessa di cadere in ginocchio e spezzarsi senza provare a fare quell'inutile sforzo di tenersi tutta compatta.
Oppure se non si permette di lasciarsi andare perchè lei non è degna di provare sollievo, perchè dovrebbe diluire il dolore quando ne ha causato talmente tanto che tormenta così tanta gente senza possibilità di superarlo?
Lo stesso dolore che affligge anche lei, per ogni vita che prende o ha preso sente una parte di sé morire, e tutte quelle morti la perseguitano costantemente.
Mentre pensavo a tutto quello che poteva stare passando mi scese una lacrima e le accarezzai la schiena delicatamente come per dirle che poteva rilassarsi, che poteva lasciarsi andare, che era al sicuro.
Mi sentivo in colpa di non averle dedicato neanche un minimo di attenzione quando eravamo su quel veicolo dell'Hydra.
Io non la merito Natasha, non se la merita nessuno.
Lei dovrebbe essere trattata come una regina eppure sono un paio di giorni che passiamo insieme e questa è la prima cosa carina che sono riuscito a farle.
Nonostante questo sia alle basi di ogni amicizia e neanche lontanamente vicino a come la dovrei trattare...
E lei ha comunque deciso di scappare con me, di credere me, di aiutare me.
Nonostante mi conoscesse da relativamente poco e che io non le avessi praticamente permesso di avvicinarsi a me.
In quel momento sentimmo Fury chiamarci per fare il piano di azione e decidere come risolvere questa situazione pericolosa.
Quindi ci separammo io le strinsi le spalle e lei mi sorrise.
"andiamo a salvare la tua modella emo"
Author's space:
1104 parole
Heyy, scusate per la lunga attesa ma ultimamente non me la sono sentita molto di scrivere perchè non ho avuto molto tempo per scrivere o per pensare e sono arrivata a quel momento dell'anno in cui i professori ci bombardano di cose e non ho più il tempo neanche per respirare. Comunque cercherò di trovare un pò di tempo perchè mi è mancato scrivere. Spero vi sia piaciuta questa storia e scrivetemi nei commenti se volete fare correzioni o se volete fare richieste su storie su alcune ship.
:)
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One-Shots marvel
Contopiccole storie su ship e non della marvel partorite dalla mia mente totalmente a caso o quando vedo delle fanart su pinterest ship lgbt, se non vi piacciono non leggetele<3
