Capitolo 19

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Mettete delle cuffie, mettete la musica che c'è sopra per entrare di più nel personaggio.

Vedo Kylian guardare le due pizze sul tavolo.
Guarda le pizze e poi me.
Io cerco di essere passiva.
"Perché..." inizia a parlare indicando le pizze.
"Sono due?" Mi domanda concludendo la frase.
Cazzo.

"Credevo che..." inizio a parlare abbassando il capo.
Odio nominare questa parola.
"Passava mio fratello" sorrido alzando il capo.
"Oh ok" mi sorride lui.
"Se vuoi puoi mangiarla, tanto non passerà" dico.
"In effetti ho un po' di fame..." dice lui ridendo, facendo ridere anche me.
Poi mi alzo andando in stanza e apro l'armadio scegliendo vestiti nuovi.

Mi guardo allo specchio, "Cosa stai facendo Rebeca?" Sussurro.
Sospiro e mi siedo sul letto.
Pensando al suo abbraccio, alle sue mani su di me.
Mi stendo, e chiudo gli occhi, pensando a Neymar, tocco i suoi tatuaggi sul petto, sulla pancia, su tutto il suo corpo.
La mano nel frattempo vanga nel mio corpo e arriva nell'intimo.
I miei pensieri erotici vengono interrotti da Kylian.

Mi stavo toccando per...per Neymar?
Mi metto le mani in faccia ridendo come una pazza.
"Tutto bene?" Lo vedo entrare.
Apro il cassetto e tiro fuori la bottiglia di vodka.
La scuoto davanti ai suoi occhi e inizio a berla.
"Rebeca-" lo interrompo.
"Perdonami Kylian, perdonami" inizio a piangere bevendo la vodka.

"Che succede?" Dice guardandomi preoccupato.
Bere non è la risposta, ma bevendo ti dimentichi la domanda.
"Va via Kylian..." sussurro.
"No!" Mi urla contro confuso.
"Va via Kylian vaffanculo!" Urlo piangendo mettendomi le mani in faccia bevendo sempre la mia amata vodka.

Mi guarda da testa ai piedi.
"Tu sei pazza..." dice uscendo dalla stanza e uscendo anche da casa mia.
Continuo a bere, poi mi inizio a spogliare rimanendo in intimo e reggiseno.

Inizio a piangere urlando.
Non volevo essere così.
Odio il mio lavoro, e odio di averlo trovato.
Ma odio anche dirlo che amo Neymar.
Prendo il telefono, ignoro le urla del vicinato.

Digito il suo numero, e chiamo.
Dopo pochi minuti risponde.
"Ti odio, ti odio, ti odio" dico sospirando.
"Che succede?" Dice preoccupato.
"Ti odio" ripeto piangendo.
Prendo la bottiglia di vodka e la bevo.
"Ma ti amo" chiudo la chiamata.
Me ne sbatto completamente della partita di domani, devo bere.

Mi guardo allo specchio e rido nervosa facendo uscire ancora le lacrime.
"Sono pazza..." dico ridendo imitando Kylian.
Sento la porta che bussa, e urlo un "vaffanculo".
"Vaffanculo chi tu sia..." sussurro bevendo.

A mali estremi, bevi e rimedi.

"Apri Rebeca per favore" sento la sua voce.
Rido.
"No" dico, guardo la bottiglia ormai quasi finita.
"Apri Rebeca, affrontiamolo insieme" sento la voce rauca.
Ha pianto?
Mi alzo dal letto lentamente, fregandomene se sono in intimo.
Sento bussare ancora più forte.
Apro la porta.
Si avvinghia verso di me aprendo la porta e mi prende in braccio.
I suoi occhi sono rossi, i nostri occhi così diversi ma ora, si assomigliano.
Mi posiziona sul divano e si siede affianco a me.
Tira su col naso.
"Rebeca hai bevuto?" Dice asciugandosi le lacrime.
"Un po'" dico indicando la bottiglia a terra ormai vuota.
" un po' " ripete ridendo.
"Perché sei qui?" Chiedo.

"Rebeca" mi chiama.
Lo guardo negli occhi, e non ho intenzione di distogliere i miei occhi dai suoi.
"L'ho lasciata" sorride.
"Credo di aver lasciato anch'io Kylian" dico ridendo.
Ridiamo insieme.
"Siamo dei casinisti..." inizia a parlare.
"Fatti per stare assieme" conclude.

Spalanco la bocca, l'ha detto davvero.
"Mi ami Rebeca" continua.
"Anche io" continua ancora.

WORK |NEYMAR JR|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora