Incontro Sasha sul pontile di comando della nave che ci sta portando dalla baia di Vajgač all'arcipelago Novaja Zemilja, a nord della Russia. Lo stretto di Kara, il tratto che stiamo attraversando, oggi è piuttosto tranquillo. Le zolle di ghiaccio galleggiano placide sulle onde, riparo per qualche povera foca braccata dalle orche.
«Ho finito di sistemare le casse, ci sono tutte le munizioni.»
Mi dice lui, accendendosi una sigaretta. La stoffa della sua divisa tira attorno ai bicipiti e alle spalle e vedo il colletto stropicciato che mi fa ridacchiare.
«Hai contato le munizioni o hai incontrato un certo Alek che si è fatto affidare lo stesso identico incarico?»
I suoi occhi azzurri mi lanciano un'occhiata di striscio; Sascha non ride quasi mai, ma lo vedo stirare le labbra.
«Come va con il tuo amico, piuttosto?»
Faccio un lieve sospiro e mi guardo i guanti neri.
«Non so cosa stia succedendo. Continua a starmi addosso e io non riesco a liberarmene. Ci si è messo anche il tedesco, adesso.»
Sascha solleva un sopracciglio.
«Ma chi? Schwartz?»
Io annuisco.
«Se Alek fosse femmina e avesse tanti uomini attorno, avrei già fatto piazza pulita. Aggiungendo che hanno tutti un conto in sospeso con te, dovresti lasciare che il tuo uomo faccia lo stesso.»
«So badare a me stessa, non mi serve Bucky.»
«Allora fallo da sola ed elimina quel pidocchio di Petrova. Oppure lo faccio io.»
Ma che hanno tutti adesso?
«Sai, questo patto segreto tra voi e Bucky di dovermi proteggere quando lui non c'è mi ha portato solamente guai, quindi preferirei fare da sola.»
Lui si gira verso di me, smettendo di guardare il frantumarsi del ghiaccio contro la chiglia della nave.
«Che vuoi dire?»
Ripenso a come si è comportato Toly quando Sasha e Alek lo hanno picchiato e alle minacce che ha sollevato contro di loro con me. Non voglio che accada loro nulla di male, ma nemmeno che ne provochino a me tentando di aiutarmi.
«Solo.. Lasciate che ci pensi io, d'accordo?»
Sasha sbuffa e scuote la testa bionda.
«Senti, piccola. Se tu muori, mi dispiace solo in parte. Se tu muori e il sergente sta male, mi dispiace solo in parte. Ma se tu muori.. E io muoio. Alek resterà da solo in questo schifo.»
Soffia via l'ultima boccata di fumo e getta il mozzicone in acqua.
«Se tu vivi, invece, ha pur sempre una via d'uscita.. E poi lui tiene a te. Ha un cuore troppo debole per stare qui.»
«.. Parli come se ti vedessi già segnato.»
«Non lo sono, forse? Guarda Dimitri, contava di vivere per diventare generale e invece è morto da misero bastardo. Non sono così diverso da lui, solo più bravo e più furbo. Alek non è furbo, si farebbe sparare per me e questo non posso permetterlo.»
Sì. Capisco cosa intendi, Sasha.
«E oltre tutto tu sei nostro superiore e se uccidono te, ho fallito io. E io non fallisco. Mai.»
Arriviamo sulla terraferma dove ci aspettano dei carri trainati da cavalli tozzi e dal manto falbo, con crini neri.
«Sono cavalli del Fiordo. Le uniche bestie che ti camminano in questi postacci. Ci porteranno loro alla base.»
Un omino basso e coperto da una pelliccia d'orso polare accoglie il nostro piccolo manipolo; io, Sascha, Alek e qualche altro soldato. Caricano le casse sui carri mentre io accarezzo il muso del cavallo di cui Eskil mi ha smollato le redini tra le mani.
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Winter Roses
Fanfiction"Tra i pochi che ne erano a conoscenza, la chiamavano "la Rosa del Soldato d'inverno". E in effetti lei si chiamava proprio così, Rose. Oh, sono tutt'ora convinta che lei lo amasse davvero. Povera bambina mia, se solo lui non avesse ricambiato, tutt...
