Sascha
Finisco di pulire le armi prima del solito. Poso il barattolo di grasso e il panno che ho utilizzato e me ne vado a mangiare.
A quanto pare, Petrova pensa sia divertente "punirmi" facendomi fare la cenerentola del gruppo, ma poco importa.
Non posso fare altro finché non so dove si trova Rose.
Ho fallito nel salvarla.
Non appena sono tornato, ho cercato di mandare un messaggio a James per informarlo della situazione, ma non so neppure se gli sia arrivato.
È una situazione del cazzo.
Entro nella mensa e prendo la mia razione di cibo, prima di sedermi accanto ad Alek e Diana e cominciare a mangiare in silenzio.
Sento la mano di Alek posarsi cautamente sulla mia gamba, ma io non faccio alcun cenno.
So che nel reparto statistica hanno saputo di noi due e ora le battutine lo perseguitano.
Vorrei volentieri spaccare qualche naso, se non fosse che al momento dobbiamo muoverci con i guanti di velluto.
Maledetto Petrova.
«Come sta Günter?»
Chiede Alek a Diana mentre mastica del pane raffermo.
«Beh, per uno a cui hanno forato gli organi interni con del piombo.. Direi bene. Ha persino fatto una delle sue stupide battute, l'altro giorno.»
Non mi serve alzare lo sguardo per sapere che sta infilzando quel purè di patate con scatti nervosi della mano.
«Ma quindi.. Tu e lui..?»
Alek prova a fare il ficcanaso, immagino sia per cercare di fare conversazione.
È da un po' che non facciamo un discorso normale, noi tutti.
«No, Alek. No, a quanto pare in questo posto è vietato provare qualcosa per qualcuno. Bisogna solamente soffrire, uccidere e eseguire gli ordini.»
Diana sbatte la forchetta sul tavolo e si prende la faccia tra le mani, tirando un sospiro.
«Vorrei soltanto andarmene.»
Già.
Ma noi non possiamo andarcene. Nell'HYDRA si può entrare, ma non si può uscire. L'unico modo è.. Beh, finire come Viktor.
Sento lo sguardo di Alek addosso a me, ma continuo a mangiare.
«Sascha.. Hai saputo qualcosa.. di lei?»
Ecco. L'ha detto.
Smetto di masticare e mi raddrizzo sulla sedia, lanciandogli uno sguardo severo.
«Se fosse così, lo sapresti già.»
Scanso il piatto e afferro il bicchiere per tracannare la birra.
«Tutto questo non ha alcun senso. Io vado a parlare con il generale Karpov.»
Si alza dalla sedia e immediatamente la mia mano afferra il suo braccio, lo tiro bruscamente giù e il corpo di Alek sbatte contro la sedia di ferro con un tonfo.
«Finché non ne sapremo di più, nessuno parlerà con nessuno.»
Alek si piega verso di me.
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Winter Roses
Fiksi Penggemar"Tra i pochi che ne erano a conoscenza, la chiamavano "la Rosa del Soldato d'inverno". E in effetti lei si chiamava proprio così, Rose. Oh, sono tutt'ora convinta che lei lo amasse davvero. Povera bambina mia, se solo lui non avesse ricambiato, tutt...
