Capitolo 40

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Sono seduta sui sedili posteriori del fuoristrada, tra Boris e Viktor.

Toly è davanti, al posto del passeggero, mentre Sergej è alla guida.
E non ho idea di dove mi stiano portando.

«Dunque..»

Prendo la parola dopo qualche minuto, aiutata dall'euforia che mi da l'alcool ancora in circolo.

«Vi siete alleati in quattro per rapirmi, deve essere davvero una cosa importante.»

«Sta' zitta.»

Mi intima Boris con sdegno, senza distogliere lo sguardo dal finestrino.
Anch'io sbircio là fuori, ma vedo soltanto i lampioni sfilare velocemente a bordo strada. Nessuna indicazione su dove potremmo essere diretti.

«Sei piuttosto arrogante per uno che ha tradito i suoi compagni di squadra.»

Vedo Sergej lanciarci uno sguardo dallo specchietto retrovisore.
Oh. Dunque ho colpito nel segno, qui.

«Ha solamente eseguito un ordine, come ogni bravo soldato dovrebbe fare.»

Risponde direttamente Anatoly e dalla sua voce, capisco che ha un sorriso soddisfatto che mi dà il nervoso.

«Come avete potuto mettere a rischio la vita di Alek in quel modo? Lui vi ha sempre aiutato. Tutti.»

Continuo a parlare con i soldati, cercando di scavare fino a trovare una debolezza, qualcosa su cui fare leva.
Non sono un'idiota, so che devo uscire da questa macchina il prima possibile.
Toly non può avere buone intenzioni con me: dopo tutti i nostri precedenti, ora ho anche distrutto il suo gruppo perfetto di futuri supersoldati. Gli ho tolto potere e lui questo non lo accetta, non da me.

«Alek sarà ben presto rimosso dal programma, non va più considerato come un compagno di squadra per loro.»

Cristo, vorrei strangolarlo con le mie mani.

«Quello che gli hai fatto.. Sei un mostro.»

Toly ridacchia sommessamente e non si scompone di una virgola.

«Ah, il dolce cuore di Rose. Dopotutto è quello che gli piace, non dev'essere stato così brutto per lui.»

Nessuno dei tre soldati presenti proferisce parola.

Codardi.

«E poi, "mostro" è un termine relativo. Alla fine dei giochi, non ho ucciso nessuno. Non come il tuo Barnes, dopotutto.»

«Non azzardare a paragonarti a lui.»

La mia voce sibila nell'abitacolo e sento l'acido salirmi in gola.
Le parole di Yngrid mi risuonano ancora in testa; non ho digerito il loro significato, ma continuano a tormentarmi.. Il Soldato e la sua Rosa.

Io ero un esperimento.
Mia madre.. Mia madre ha fallito. È per questo che era morta? E se io fallisco, la stessa sorte capiterà a me?

Sento la voce di Toly parlarmi in sottofondo e mi obbligo a tornare al mondo presente.

« .. la piccola viziata che sei. Sono sicuro che da stasera sarai tu a pregarmi di riconsiderare il nostro rapporto. Mi conosci, sono bravo a trovare il punto debole delle persone.»

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