Annabeth restò in silenzio ad ascoltare durante tutta la lezione, col capo chino sul banco. Tuttavia, per quanto tentasse di prestare attenzione, non riusciva a concentrarsi e la sua mente vagava coi pensieri. Più negativi che positivi. Beh, sì, parecchi erano negativi. La maggior parte. Ok, diciamocelo, erano tutti negativi.
Non vedeva l'ora che finisse quella lezione, così da poter andare a cercare la Moyasamu, parlare con Noah e tornarsene a casa. Casa. A quella parola le venne in mente che non aveva una casa. La sua bella casa a Honolulu era stata venduta per guadagnare i soldi per il viaggio e per la scuola. Ricordava quando da piccola correva nel suo giardino, pieno di fiori di tutti i tipi, e veniva inseguita insieme ad Emma dal suo vicino di casa Rick, un bambino molto simpatico con cui aveva stretto un forte legame. Era da tanto che non pensava a lui. Chissà dov'era ora, cosa stava facendo, com'era diventato. Ora doveva essere un ragazzo. Non lo vedeva da parecchi anni, dato che all'età di 8 anni si era trasferito. Da allora né lei né Emma l'avevano più rivisto. Le era dispiaciuto perdere un altro amico. Alcuni ragazzi del paese dicevano che ora viveva a Hilo, una città nell'isola più meridionale delle Hawaii, molto distante da Honolulu, ricca di cascate naturali, vulcani e grandi fiumi. Annabeth sospirò. Chissà se l'avrebbe più rivisto, un giorno. Ne dubitava.
Mentre una sfilza di pensieri e ricordi le passava per la mente una dietro l'altra, Annabeth sentì inconsciamente una parte della lezione:
- Ed è per questo che la nostra personalità è determinata dalle persone che ci circondano: i nostri amici, i nostri parenti e soprattutto i nostri genitori ci arricchiscono insegnandoci quello che hanno imparato dalle loro esperienze e influiscono, anche involontariamente, sul nostro carattere, sul nostro modo di fare, di pensare e di agire. Noi esseri umani tendiamo a copiarci l'un l'altro, a cercare di fare quello che ci piace degli altri, modificando la nostra personalità sia in positivo che in negativo. Esistono poi persone che riescono a mantenere e a sviluppare la propria personalità e altre che si fanno condizionare e travolgere pienamente dal carattere degli amici. I primi avranno un percorso molto complicato nell'accettazione nella società, poiché non è facile farsi apprezzare così come si è, ma coloro che ci riescono riusciranno a mostrarsi al mondo per quello che sono, a diventare dei leader e ad assumere una figura di riferimento da cui prendere spunto: degli influencer, come dite voi ragazzi. Per i secondi, invece, sarà molto più semplice farsi degli amici, poiché nasconderanno il loro reale pensiero e seguiranno sempre quello degli altri, abituandosi a dipendere dalle persone intorno a loro.
Annabeth si staccò dai suoi pensieri e tornò nel mondo reale, tendendo le orecchie e ascoltando la lezione. Non sapeva perché, ma quelle parole avevano risvegliato qualcosa in lei, come se le appartenessero. Inizialmente pensò subito a Noah: lui era il classico esempio della seconda tipologia. Poi però, cominciò a pensare che lei poteva essere parte della prima tipologia: una persona che fatica a trovare degli amici ma che, stando a quello che diceva la professoressa, poteva avere un grande futuro. Le si accese una speranza.
Driiiiiiiiiiiiin!
Non appena la campanella suonò, Annabeth ripose tutto nel suo zaino e filò nel corridoio. Prima di uscire dalla porta però, fece un passo indietro e andò alla cattedra, dove la prof non c'era più. Qualcosa aveva attirato la sua attenzione: un capello. Controllò che in classe non fosse rimasto nessuno e lo prese: poteva sempre tornare utile! Una volta uscita, aprì l'armadietto con la speranza di trovare la Moyasamu, ma quello conteneva solo libri e matite. Sospirò. Dove l'aveva lasciata? Cominciò a disperarsi, senza quella bambola tutto sarebbe stato più difficile. E poi, aveva già in mente un altro piano.
- Hey, cerchi questa? - disse una voce alle sue spalle.
Annabeth sussultò e si girò: dietro di lei era comparso Noah con la Moyasamu tra le mani. Un brivido scosse la ragazza. E se la bambola avesse detto tutto a Noah? Se lui l'avesse vista parlare con lei? Annabeth avvampò:
- Sì, grazie. Ehm... dove l'hai trovata?
- Era sotto una yukka nel cortile della scuola, l'ho vista mentre facevo merenda e, dato che una volta te l'ho vista tra le mani, ho pensato che fosse tua. Sul serio giochi ancora con le bambole?
Annabeth sorrise imbarazzata:
- A giudicare dalla tua faccia, scommetto che pure tu hai una bambola.
- No, il mio è uno scoiattolo.
Entrambi scoppiarono dalle risate.
- Oh, allora la situazione cambia molto! Ahah. E poi, devi ancora darmi una spiegazione per stamattina, pensavi che mi fossi dimenticata che mi hai ignorata e mi hai dato della pazza? Dai andiamo.
E si diressero entrambi verso casa scherzando e ridendo.
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Moyasamu
Teen Fiction"Più è profonda la ferita, più sarà grande il sollievo una volta guarita" Annabeth odia la sua vita. Vorrebbe prenderla e farla a pezzi, distruggerla. Da quando suo padre è morto, si è dovuta trasferire insieme alla madre in Nuova Zelanda per proble...
