- COME SCUSA?!
- Come sarebbe a dire che anche tu e tua madre siete stati vittima del potere della Moyasamu?! Io non ho mai preso possesso di voi e inoltre non vedo tua madre da quando ero piccola, come potevo aver preso possesso di lei se non avevo ancora la Moyasamu? - chiese Annabeth a Rick sbalordita.
- Tu non capisci. Perché ci siamo trasferiti secondo te? Quella strega di tua nonna usava la bambola per sfruttarci. Eravamo stufi. Mia madre era su tutte le furie. Ha provato mille modi per dire a tua nonna di smetterla ma, ogni volta che provava a dirle qualcosa, subito lei ne prendeva possesso e la faceva tacere. Così ci siamo trasferiti a Hilo, dove tua nonna non poteva farci niente.
- No, non è possibile, mia nonna non farebbe mai una cosa del genere, dev'esserci stato un errore.
- Uff, sono stufo di star qui a cercare di convincerti. Che tu ci creda o no, questa è la verità, accettala. Il giorno in cui Noah ha preso possesso di te io l'ho visto. Si è nascosto dietro una palma cercando di non farsi vedere da nessuno, ma mentre uscivo da scuola l'ho visto. L'ho vista. La bambola. L'ho riconosciuta subito, era lei senza alcun'ombra di dubbio. Così vi ho osservato, vi ho seguito... Non appena ho saputo che eravate alla base di polizia...
- Frena frena frena, come facevi a sapere che eravamo alla base di polizia?
- Ogni mago ha i suoi segreti... Ad ogni modo ho pensato di agire e di mettere fine a questa storia assurda della bambola voodoo. Non potevo mai pensare che tagliandole la testa avrei ucciso lo zio di Noah!
Annabeth si girò e cercò Noah con lo sguardo, ricordando di non aver avuto il tempo di parlare con lui dopo la morte di suo zio poche ore prima.
- Ragazzi sapete dov'è Noah?
Tutti si guardarono intorno e fecero segno di no con la testa. Annabeth si fermò un attimo a pensare:
- Voi restate qui e cercate di trovare un piano, io torno subito.
Fece un giro sul palco del teatro in rovina, poi andò dietro le quinte, attraversando in silenzio gli stretti corridoi in cerca di Noah.
A un certo punto sentì un rumore soffocato provenire da un corridoio a sinistra. Annabeth si avvicinò e il rumore (che poi si rivelarono singhiozzi) aumentò sempre di più. Arrivata davanti a una stanza il pianto divenne fortissimo, così aprì lentamente la porta, che era socchiusa. Sopra a questa c'era la scritta "camerini". Seduto su una sedia, di spalle, Noah piangeva con la testa china sulle ginocchia, rivolto verso quello che una volta era uno specchio, ma che ora era in frantumi. Lui, sentendo lo scricchiolio della porta che si apriva, sollevò la testa e vide Annabeth attraverso un pezzo di specchio, così cercò di interrompere i singhiozzi e di far finta di nulla. Lei gli corse incontro e gli avvolse le braccia al collo:
- Hey, tutto bene?
Lui si asciugò le lacrime, ma non poteva nascondere gli occhi arrossati:
- Sì...
- Ti va di parlarne?
Noah girò la testa dalla parte opposta:
- So che può sembrare un uomo crudele, ma era pur sempre mio zio.
- Tranquillo, nessuno ti biasima, è normale che tenessi a lui. Non è necessario che lo nascondi, con me puoi parlare tranquillamente, ti ascolterò.
Lui fece una risatina imbarazzata:
- Non voglio che una ragazza mi veda in questo stato, dovrei essere io a dimostrarmi forte e a consolare te, non il contrario.
- Allora, numero uno non sono una ragazza...
Lui le lanciò uno sguardo interrogativo, sembrava colto alla sprovvista.
- I-in che senso non sei una ragazza?
- ...sono la tua ragazza! AHAHAH Ci avevi creduto vero? Dovevi vedere la tua faccia! Sembrava che ti fosse crollato il mondo davanti!
Lui scoppiò a ridere e sorrise:
- Su-sul serio vuoi essere la mia ragazza? Anche dopo tutto quello che ti ho fatto?
- Non potrei desiderare niente di meglio - lo guardò sorridendo anche lei - Se tu vorrai ovviamente...
Non c'era bisogno che dicesse di sì per ottenere la sua approvazione: il suo sguardo valeva più di mille parole.
- Oh, e numero due: piangere non è un segno di debolezza. Sei stato forte per troppo tempo e questo è il risultato. Saper piangere senza vergogna, questo è un vero segno di forza.
Noah sorrise e avvicinò il viso a quello di Annabeth, guardandola negli occhi:
- Dove la trovo un'altra come te?
Le sfiorò le labbra e la baciò dolcemente.
Purtroppo quel momento magico venne interrotto da un boato e da un forte tonfo lì vicino. Il tetto stava crollando a pezzi.
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Moyasamu
Teen Fiction"Più è profonda la ferita, più sarà grande il sollievo una volta guarita" Annabeth odia la sua vita. Vorrebbe prenderla e farla a pezzi, distruggerla. Da quando suo padre è morto, si è dovuta trasferire insieme alla madre in Nuova Zelanda per proble...
