Matteo's pov:
"Hai bisogno di una punizione, più cercherai di opporti e più dolorosa sarà." mi accarezzò lungo il petto fino ad arrivare al mio pacco.
Rilasciai un grugnito quando ritornò sulla mia ferita e pressò su di essa, cazzo se vuole farmi impazzire.
"Vacci piano, piccolo dottore." sogghignai facendo cadere il capo all'indietro.
"Sono io a dare il permesso di parola ai miei pazienti." mi tolse la maglietta prendendo le bende e disinfettante.
Quasi con maestria si mosse sul mio corpo mezzo nudo e completò la cura per la mia ferita con un bacio sul fianco.
Gli afferrai il sedere e lo attirai di più verso il mio corpo, ma lui mi fermò.
Comparve un piccolo sorriso sul suo viso e lentamente sfilandomi la cravatta nera dal collo mi afferrò le mani cercando di chiudere nel suo pugno, ma ovviamente data la differenza di grandezza non ci riuscì.
"Non toccarmi nemmeno con un solo dito, se lo farai non metterai più mano su di me per un mese intero, ci siamo capiti, Theo?" fece la mossa sbagliata di chiamarmi con quel maledetto nomignolo che mi faceva da sempre andare di matto.
"Lorenzo, ti prego non farmi questo. Mi dispiace per quello che ho fatto, lo sai che sono stato obbligato." pregai sapendo già quello che stava per succedere.
Legò le mie mani assieme con un modo che avrei potuto facilmente rompere solo muovendo un muscolo, ma dalla paura delle conseguenze non mi mossi.
Procedette a portare le mie braccia legate sui suoi fianchi, facendole passare dal capo.
"Ricorda le mie parole, piccolo Theo." furono quelle le parole dette da lui prima che l'inferno iniziasse.
Mi guardò negli occhi con una punta di desiderio e andò a testare la patta dei pantaloni strofinandoci sopra la mano per poi lentamente aprire la cerniera. Riuscivo a sentire il mio autocontrollo lentamente cessare quando si avventò sul collo a lasciarmi dei succhiotti.
Il suo corpo minuto si muoveva sul mio come se fosse tutto naturale, intanto continuavo a giocherellare con le dita poggiate sul suo sedere morbido per distrarmi dal fatto che volevo divorarlo in quel esatto momento.
Fece scivolare un dito nei miei boxer toccando leggermente la pelle del mio membro bagnato di sudore come il resto del mio corpo, mi stavo trattenendo il più possibile, sapevo di non riuscire a contenermi per in mese intero. Rilasciai un grugnito di piacere quando afferrò il mio pacco accarezzandolo leggermente per poi farlo uscire dai pantaloni, e in quel momento pregai Dio nella speranza di sapermi trattenere, nonostante fossi ateo.
Non tolsi gli occhi da lui un secondo e lo sapeva che non gli resistevo, per quel esatto motivo era in grado di controllarmi come se fossi solo un cagnolino senza padrone.
Udii vicino al mio orecchio un ghigno e subito dopo la sua mano si mosse lentamente su e giù. Cambiò continuamente velocità facendomi impazzire.
"Perché cazzo sai esattamente cosa fare? Mi stai facendo andare di matto." borbottai poggiando la testa sul suo semplice ma provocante corpo.
"Stai per cedere, non è vero?" massaggiò la testa del membro tappando la punta di esso per impedirmi di venire.
"No... Non farlo. Ti scongiuro." pregai sull'orlo del piacere.
Lui mi prese gentilmente le braccia da dietro e le portò all'orlo dei suoi pantaloni lentamente abbassandoli con le mie mani.
Quando li tolse abbastanza da scoprire il suo sedere nudo si affrettò a fare lo stesso con le sue mutande, e in quel momento potevo giurare che quella sarebbe stata la mia condanna di morte.
Scelse due dita dalla mia mano e delicatamente le fece scivolare nella sua apertura, prima massaggiando per poi infilarle tutto d'un tratto mentre io riuscivo a sentire il suo interno morbido e umido.
"Cazzo quanto sei stretto, cucciolo." ridacchiai sicuro di quanto fosse rossa la mia faccia in quel momento.
"Sei così carino, un uomo grande come te che geme così solo per me." mi guardò malizioso.
"Ti scongiuro, fammi venire. Lorenzo..."
"Non dovrei, ma sono buono." mi liberò finalmente da quella piccola ma letale trappola.
Venii più di quanto pensavo che avrei potuto nelle sue mani mentre sentivo ancora umido sulle dita, ma solo per poco.
"Pensi che abbia finito? Patetico. Scommetto che a quella puttana sarebbe bastato solo questo." sputò. "Non parlare più di lei, siamo solo noi." ordinai nonostante fossi io il sottomesso in quel momento.
Alzò il sedere dsl tutto e si avvicinò ancora di più facendomi stendere sul letto e con tutta la calma del mondo, tanta da farmi impazzire, mettendo le mani sul mio petto sprofondò con il corpo sul mio cazzo.
Urlò dal piacere mentre io ringhiai dalla rapidità con cui fece indurire nuovamente il mio membro. Sentivo il mio cuore insieme al mio controllo esplodere, non faceva altro che provocarmi ancora e ancora.
Iniziò a muoversi con me avanti e indietro guardandomi con puro piacere negli occhi aumentando la velocità ogni secondo che passava.
"Lorenzo liberami." urlai incrociando le mie dita per non rompere quel leggero legame tra la cravatta e le mie braccia.
"Non immaginarlo neanche."
"Porca puttana, Lorenzo!"
I suoi orgasmi riempirono la stanza insieme ai miei grugniti, lui aveva il puro controllo su di me. La sua pelle calda mi avvolgeva il membro che entrava e usciva continuamente da quel corpo illegale, guardai Lorenzo negli occhi notando le lacrime che non smettevano di uscirgli dagli occhi senza sosta mentre appena incrociò il mio sguardo si morse il labbro, cosa che iniziava ad uccidermi lentamente nella mancanza di controllo.
Ci volle ancora un quarto d'ora prima che io rilasciai il liquido del mio sperma dentro Lorenzo, mentre fece anche lui sul mio petto.
Passò un dito sullo sperma ancora fresco sul mio petto e me lo portò alle labbra per poi stenderlo sulla lingua in modo sensuale. Inutile dire che diventai di nuovo duro e si alzò dritto sul suo sedere, e quando pensai che il suo sorriso fosse di bisogno e di altro piacere, mi sbagliavo.
"A volte dovremo rifarlo così, mi è piaciuto." affermò soffermandosi sul mio corpo scolpito. "Ma la tua punizione non si ferma qui, caro Theo. Fra due giorni è il tuo compleanno, aspettati al peggio." concluse prima di spezzare il legame fra i nostri corpi.
"Posso slegarmi?" chiesi fra il mio respiro, rimasto ancora a pochi istanti prima.
"No, non ancora." furono quelle le penultime parole che udii quella notte.
Guardai Lorenzo con occhi ancora in cerca di piacere, e nonostante anche lui sembrò avere dei ripensamenti, distolse lo sguardo con un sorriso soddisfatto.
Aprì in cassetto e prese una chiave, poi i suoi vestiti e successivamente venne a lasciarmi un bacio.
"Sogni d'oro, amore." concluse.
"Cosa?" domandai confuso ancora con un'erezione in bella vista.
Avanzò fino alla porta e aprendola mi fece l'occhiolino, qualche secondo dopo mi trovavo da solo e con il cazzo ancora più duro della pietra.
Porca puttana.
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Dalixdesix
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The Cruel Boss
RomansaDue migliori amici che si separano da adolescenti per colpa dei genitori. Matteo, che da quando aveva sedici anni ha preso una cattiva strada, lavorando per grandi mafiosi, e Lorenzo, ragazzo che gli è stato portato via dai suoi parenti. Cosa succe...
