Matteo's pov:
Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo!
Guardai il telefono che spostai da sotto il tavolo del ristorante in cui ero andato con Viktor, Christian e Alessia trovando il video che Lorenzo mi mandò fuori dal nulla.
Le sue dita si muovevano dentro di lui esattamente come l'avrei fatto io, il respiro che si intravedeva dal movimento della pancia era irregolare, molto, e guardando quella macchia d'inchiostro nell'interno della sua coscia destra mi feci una mezza idea di quale fosse il mio preziosissimo regalo.
Scrissi implorando di non farmi questo, ma quando quel 'Ti voglio' comparve sullo schermo, persi totalmente il mio autocontrollo.
Mi alzai dal tavolo improvvisamente e scattai fuori da ristorante dritto in macchina. Durante la strada verso la casa di Christian la mia erezione si riusciva ad intravedere sempre di più solo all'idea di come si stia prendendo cura di se stesso da solo a casa, mentre la mia visione si affannava sempre di più.
Non riuscii nemmeno a parcheggiare la macchina per bene a causa della fretta, ma non mi importava, avevo bisogno di Lorenzo, non un secondo più presto nemmeno uno più tardi.
La forza che utilizzai per aprire e chiudere la porta fu abbastanza da assicurarmi che Lorenzo fosse cosciente del mio arrivo. Ormai la giacca di pelle l'avevo buttata per terra così come il gilet, rimanendo soltanto in camicia e con la cravatta fra le dita, sapendo esattamente cosa ci avrei fatto con essa.
Anche il mio cazzo duro iniziò a dare fastidio per colpa della sua mancanza, quella di Lorenzo, il mio unico.
Corsi verso quella che dovrebbe essere la nostra camera trovando il mio angelo seduto sul margine del letto, miracolosamente vestito e con un bicchiere di alcol nelle mani che mi guardava come se sapesse e aspettasse i prossimi minuti della sua vita.
"Buon compleanno, Theo." mi guardò sensualmente, fu il suo ultimo movimento.
Ci misi davvero pochi secondi prima di sovrastarono bloccandogli le mani, mentre il bicchiere si spaccò in frantumi lasciando scorrere l'alcol per terra.
"Cazzo!" ringhiai quando con la punta dei suoi piedi toccò il mio membro duro come la pietra.
Gli strappai i vestiti di dosso non riuscendo a controllarmi dal momento in cui entrai in quella camera, e rimasi a bocca aperta il secondo dopo.
I miei occhi e il mio cazzo furono benedetti con l'immagine di Lorenzo in un costume da coniglietto che sembrava fatto apposta per lui.
Mi fermai incapace di processare il momento, ma Lorenzo non mi lasciò da solo nel mio mondo, svegliandomi portando la mia mano sulla sua coscia morbida e liscia come una piuma.
"Theo, guarda." ordinò e io feci non potendo disobbedirgli.
"Porca puttana, Lorenzo." sospirai all'immagine delle mie fottute lettere incise sulla sua pelle angelica. "No cazzo, non l'hai fatto, non è possibile." cercai di convincermi iniziando a tremare, non so per quanto potrò davvero trattenermi, tutto questo sta fottendo il mio cervello nel peggior dei modi.
"Theo, sono tuo. Per sempre."
Sgranai gli occhi premendo sul leggero inchiostro a forma delle mie lettere scritte in carattere elegante ma sporco allo stesso tempo.
In quell'istante tolsi anche la camicia e slacciai la cerniera dei pantaloni.
"Cucciolo, per quanto tu sia sexy da morire in questo costume, temo che questa sarà la prima e l'ultima volta che lo indosserai." lo avvertii vedendo come inghiottì a secco preparandosi.
E come detto, fatto.
Lo girai a pancia in giù trovando la cerniera del completino, lo tolsi leggermente dalle sue spalle, e appena mi abbassai per creare un leggero contatto fra i nostri corpi, quello di Lorenzo sussultò facendogli venire la pelle d'oca. L'accaduto mi fece diventare più fottutamente arrapato, gli baciai il corpo provocante e gli strappai di dosso anche quel maledetto costume che copriva ciò che era mio, successivamente lo morsi con passione facendolo gemere da quel dolore piacevole che ero sicuro provasse.
Il suo bel culo era esposto a me su un piatto di argento, e come potevo rifiutare.
Senza preavviso feci scivolare aggressivamente due dita nella sua fessura bagnata mentre Lorenzo inarcò la schiena urlando il mio nome, bene.
Il suo interno non era più stretto come al solito, ma era morbido dalla precedente giocata che aveva fatto di se stesso, e solo ad immaginare di essere dentro di lui mi fece indurire a dei livelli impensabili.
“T-theo... Mettilo dentro... B-basta giocare.” gemette.
Cazzo.
Mi spogliai del tutto volendo sentire ogni centimetro della sua pelle candida sulla mia e lo girai nuovamente per stare faccia a faccia.
“Due giorni fa mi hai lasciato da solo, stamattina ho dovuto prendere cura di me stesso da solo nuovamente, ma ti avverto, il giorno del mio fottuto compleanno non mi scappi.”
Entrai in lui con tutta la lunghezza del mio membro duro facendolo piangere gemendo, alzai le sue coscie sulle mie spalle e baciai lentamente il tatuaggio che mi rappresentava, mentre pompai dentro di lui immerso nel puro piacere. Stavo adorando lo schiocco delle nostre pelli e Lorenzo uguale, alzò il tono della voce e aumentò la quantità di orgasmi che faceva uscire da quelle sue belle labbra morbide e carnose, facendomi venire la voglia di divorarle.
Urlò il mio nome ed io urlai il suo, poi mi avventai sulla sua bocca e infilai la mia lingua gustando la sua insieme al sapore.
“Sei così caldo...” ringhiai nuovamente sulle sue labbra bollenti non trattenendo più nessun desiderio su cui fantasticavo quasi ogni giorno.
“E tu così grande!” gemette al mio orecchio urlando e aggrappandosi alla mia schiena quando le mie spinte si fecero sempre più aggressive ogni secondo che passava.
La mia schiena bruciava a causa dei graffi lasciati dal mio angelo e quando provò a portare una mano verso il suo membro lo fermai.
“No, tu verrai solo ed unicamente al mio tocco, non osare toccarti o quella cravatta per terra finirà intrecciata alle tue mani, capito?” chiesi leccando le lacrime bollenti che bagnavano le sue guance, ricevendo un cenno forzato da parte sua.
“Theo, sto p-”
“Lo so, anch'io.” lo interruppi.
Ero quasi all'orlo del piacere, e così come me lo era anche Lorenzo che non smetteva di gemere al contatto del mio cazzo, quanto mi piaceva quella visione.
Uscii da dentro di lui definitivamente e pompai sulla mia erezione sopra il suo corpo, morivo dalla voglia di vedere il mio prodotto che ricopriva dolcemente il suo corpo, e feci lo stesso con il cazzo di Lorenzo.
“Lorenzo...!” finii sul suo viso puro e lui sul mio addome.
Lorenzo si staccò da me sfinito, dimenticandosi con chi aveva a che fare. Lo presi per i fianchi e lo posizionai sul mio grembo stendendomi sul letto.
“Cavalcami cucciolo, fallo finché non svieni sul mio cazzo.” gli strinsi le coscie guardandolo negli occhi colmi di desiderio, e lui senza esitare lo fece.
--------------------------------------------------------------
Dalixdesix
STAI LEGGENDO
The Cruel Boss
RomansaDue migliori amici che si separano da adolescenti per colpa dei genitori. Matteo, che da quando aveva sedici anni ha preso una cattiva strada, lavorando per grandi mafiosi, e Lorenzo, ragazzo che gli è stato portato via dai suoi parenti. Cosa succe...
