Clarke canticchiava tra sé e sé mentre tirava fuori gli ingredienti per gli spaghetti al ragù perché erano veloci, facili e per non dire riempienti per tutti. Se c'era una cosa che aveva imparato da quando era lì, tutti lì potevano mangiare e non ingrassare di un grammo. Era comprensibile considerando quanto lavoravano duramente, ma la stupiva comunque quanto fossero tutti in forma. Nemmeno Finn, che si allenava due volte al giorno, sembrava bello come nessuno di loro, né poteva nemmeno paragonarsi a Lexa. Inoltre, cucinare aveva un effetto clamante su di lei lì, che era completamente diverso da prima, dove il pensiero di cucinare la stressava al massimo perché cercava con tutte le sue forze di essere all'altezza degli standard e delle aspettative di Finn.
Scuotendo la testa per scacciare i pensieri negativi, la sua mente tornò immediatamente a Lexa e a quanto fosse bello essere premuta contro di lei, sentire tutti quei muscoli duri e magri e sapere che non le avrebbe mai fatto del male di proposito. Era una sensazione meravigliosa alla quale stava ancora cercando di abituarsi. Clarke arrossì solo a pensarci e il calore la invase. Un sorriso stupido le illuminò il viso mentre finiva di rosolare la carne. Aveva anche due enormi pentole che facevano bollire la pasta. Si voltò per finire di preparare l'insalata quando vide Raven seduta al tavolo che la guardava.
"Quanto tempo sei stata lì?" chiese Clarke docilmente, asciugandosi le mani sullo strofinaccio.
"Abbastanza da vedere quel sorriso da mangiatore di merda sulla tua faccia" ribatté Raven. "Immagino che il campeggio con Lexa sua andato bene".
"È stato divertente" notò la stranezza nelle sopracciglia di Raven e capì cosa intendeva "Niente del genere".
"Se lo dici tu" Raven fece l'occhiolino e si alzò. "Posso fare qualcosa per aiutarti?"
"No" Clarke scosse la testa.
"Va bene, vuoi parlare?"
"Non sono pronta".
Raven si avvicinò per stare accanto a lei. "Va bene".
"Lo è?" Clarke affettò velocemente i pomodori, ma si fermò quando Raven parlò.
"Certi. Solo tu saprai quando sarai pronta, e so che Lexa sarà paziente. Si preoccupa molto per te".
"Come lo saprò?" Clarke posò il coltello. "Come facevi a saperlo?"
Raven allungò la mano, ma non la toccò finché non annuì. "Ci è voluto del tempo, ma Anya..." un sorriso si diffuse sul suo viso. "Anya era lì per me, e col tempo mi sono innamorata di lei. È molto migliore per me del mio ex" Clarke annuì e si voltò per scolare la pasta e unire il tutto. Aveva bisogno di un minuto per riordinare i suoi pensieri e, una volta fatto, lasciò le due pentole coperte e a scaldarsi sul fornello.
"L'ho detto a Lexa" disse Clarke a bassa voce.
"So quanto sia difficile" Raven le prese la mano e la trascinò delicatamente verso il tavolo. "Non è stato facile aprirsi, ma dopo mi sono sentita meglio e Anya ha ascoltato senza giudizio. Come ha reagito Lexa?"
"Onestamente, uguale" Clarke si prese la testa tra le mani e sospirò. "Potrei dire che era arrabbiata, non con me, ma per quello che ho sopportato" ricordava ancora l'aspetto di Lexa seduta lì sulla scogliera con tanta calma, ma con la calma nascosta nei suoi occhi, ma la sua voce era stata dolce e il suo tocco gentile.
Raven sorrise. "Sembra Anya, ma sono sorelle".
"Sembrano molto diverse però" Clarke si rilassò leggermente. "Lexa è così dolce e Anya... beh, Anya è spaventosa".
"Ama avere quella reputazione, non mentirò. È una facciata, però. Lexa è la vera tosta. Voglio dire, Lexa si è addolcita molto da quello che ho sentito e visto, ma so per certo che ha un debole per te" Raven le lanciò uno sguardo tagliente. "Anche Anya è una tosta, ma sotto sotto è una tenera per le persone a cui tiene".
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LA CADUTA
FanficStoria Clexa. Non l'ho scritta io, ma StormChaser1117 sul sito archieveofourown.org. Io mi occupo di tradurla in italiano, spero di farlo in modo corretto. Clarke ha avuto una storia con Finn per così tanto tempo, che si è dimenticata cosa vuol dir...