La sua testa vacillò mentre sbatteva la porta della sua stanza e si guardava intorno nel suo spazio. Le lacrime le rigarono le guance mentre tirava fuori i cassetti e cominciava a infilare i vestiti nello zaino. Clarke sapeva che poteva restare lì, non dopo quello che aveva appena sentito.
Raven conosceva Finn e quello era un pugno nello stomaco. Certo, Clarke aveva sentito la ragazza menzionare il suo ex, ma mai per nome. Avrebbe dovuto fare due più due, ma non l'aveva fatto.
Non fino a questa sera.
L'unica cosa logia a cui Clarke riusciva a pensare in quel momento era scappare. Altre lacrime caddero mente finiva di fare le valigie perché questa volta non se ne sarebbe andata per salvarsi la vita. Se ne sarebbe andata per proteggere le persone che erano arrivate a significare così tanto per lei.
Soprattutto Lexa.
Era dannatamente difficile, ma Clarke sapeva che doveva essere fatto prima che Lexa venisse a cercarla perché sapeva che l'avrebbe inseguita. Lo sapeva e basta. Se c'era qualcuno che poteva farle cambiare idea, quella era lei e voleva evitarlo.
Sentì Skip piagnucolare alla porta. "Mi mancherai, ragazzo" sussurrò Clarke e corse alla finestra.
Aprendola, Clarke si mise lo zaino in spalla e rabbrividì per l'aria fredda di montagna. Cominciò a scendere quando sentì bussare alla porta.
"Clarke" chiamò Lexa dolcemente. "Sono io" chiuse gli occhi mentre la voce della bruna la travolgeva, ma non osò rispondere, ma non riuscì nemmeno a muoversi. "Possiamo parlare?"
Clarke era combattuta.
Sapeva che avrebbe dovuto andarsene. Sarebbe stato meglio per tutti i soggetti coinvolti, ma Clarke poté sentire la paura nella voce di Lexa.
"Sì..." Clarke parlò senza pensare. Poté sentire Skip grattare e piagnucolare sulla porta e la voce di Lexa che gli diceva di stare zitto.
"Posso entrare?" chiese Lexa e Clarke non poté fare a meno del piccolo sorriso che le attraversò le labbra perché, ovviamente, la bruna non avrebbe fatto irruzione né avrebbe continuato a bussare finché non avesse ceduto. Lexa rispettava il suo bisogno di privicy e questo significa più di ogni altra cosa.
Si morse il labbro, riflettendo sulla risposta. Clarke poteva dire di no e svignarsela come aveva pianificato, oppure poteva aprire la porta e ascoltare qualunque cosa Lexa volesse dirle.
La sua testa diceva di andarsene, ma il suo cuore diceva di restare.
Clarke non sapeva cosa scegliere.
Raddrizzando le spalle, Clarke attraversò la stanza e aprì la porta. Skip si precipitò dentro e le saltò addosso, leccandole il viso. Lo spinse giù e lo grattò dietro le orecchie.
Lexa lo afferrò per il bavero e lo condusse gentilmente fuori dalla stanza. "Vai a cercare Indra".
Osservò Skip inclinare la testa, scodinzolando a un milione di miglia all'ora prima di guardare avanti e indietro tra loro prima di trotterellare via. Clarke era ancora lì stupita da quanto fosse ben addestrato il cane, ma sapeva che dipendeva dal loro maestro e Lexa era unica nel suo genere.
Clarke aveva dimenticato che la sua stanza era un disastro e che aveva lo zaino sulle spalle. Fu solo quando Lexa la guardò direttamente e lei fece un passo indietro, colpendo il muro con lo zaino, che si ricordò.
"Clarke, Lexa la guardò con dolore nei suoi occhi prima che il suo sguardo scivolasse oltre. Clarke sapeva che aveva visto i cassetti aperti, i vestiti sparsi qua e là e l'armadio spalancato. "Te ne stai andando".
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LA CADUTA
FanfictionStoria Clexa. Non l'ho scritta io, ma StormChaser1117 sul sito archieveofourown.org. Io mi occupo di tradurla in italiano, spero di farlo in modo corretto. Clarke ha avuto una storia con Finn per così tanto tempo, che si è dimenticata cosa vuol dir...
