Grazie a un apposito sensore, la porta si richiudeva in automatico dopo il passaggio dell'ospite. L'ambiente divenne scuro e Reinold, che non poteva vedere a un palmo dal suo naso, era confuso. Non si supponeva che Zeke fosse lì?
"Allora ti importa di me, dopotutto."
La voce anelata, che troppo a lungo gli era mancata e gli faceva battere il cuore d'emozione e timore allo stesso tempo, era vicina.
"Maestro?"
Si mise a cercare a tentoni un interruttore nella parete vicina.
"Un po' più a destra. Più in alto di dove stai cercando. Non è un interruttore, è una rotella. Devi dargli mezzo giro."
Tra le molte abilità dei Blondies c'era quella di poter vedere alla perfezione anche in condizioni di oscurità estrema. Il ragazzo seguì le indicazioni e illuminò la stanza. L'immagine che lo accolse, tuttavia, lo lasciò senza fiato.
Zeke era seduto sul pavimento vicino ai suoi piedi, che di per sé era abbastanza anomalo, ma ciò che lo rendeva addirittura surreale era il fatto che non avesse assolutamente niente addosso. Non era esattamente il rincontro che Reinold si sarebbe aspettato e se ne scoprì turbato.
"Non distogliere lo sguardo. Cammina verso di me," lo incitò l'Elite.
"Maestro, perché?" mormorò il ragazzo con un filo di voce, mentre faceva un paio di passi incerti.
"Ho cercato a lungo di comprenderti. Mi sono sforzato per conoscere i motivi per cui tu sia cambiato, sfuggendomi di mano, e ho tratto le mie proprie conclusioni. Se ciò che cerchi è l'indipendenza e la parità, se non vuoi più guardarmi dal basso verso l'alto, ti offro di riequilibrare i nostri ruoli. Innumerevoli volte sei stato come sono io adesso, ma non si è mai verificato il contrario. Puoi toccarmi, guardarmi. Puoi chiedermi e fare di me quello che vuoi."
C'era del vero in quelle affermazioni. Mai una volta Reinold aveva visto il corpo nudo del suo Maestro, anche se l'aveva decine di volte ricreato e immaginato, né lo aveva guardato da una prospettiva più elevata. Di solito erano gli animali domestici che se ne stavano seduti sul pavimento ai piedi dei loro maestri, spesso e volentieri senza vestiti addosso, non il contrario.
Ma Reinold non aveva la predisposizione d'animo per accettare quel regalo così fuori dal comune e anziché approfittarne o mostrarsi intrigato, come Zeke si sarebbe aspettato, scoppiò nuovamente a piangere. Non che i suoi occhi avessero avuto il tempo di asciugarsi.
"Adesso basta, Reinold," una carezza amorevole gli sfiorò una caviglia. "Perché così tante lacrime? Cosa c'è che non va?"
"Faccio tutto male!" singhiozzò il ragazzo. "Per colpa mia stavi per far sesso con Luke. Stavo per rovinare tutto!"
Il Blondie continuò ad accarezzarlo nel punto dove la pelle del piede rimaneva scoperta perché il calzino era molto corto.
"Non sai come questa tua preoccupazione mi renda felice. Temevo che mi odiassi."
Reinold negò insistentemente con la testa.
"No! Come potrei? Mi sei mancato moltissimo. Pensavo a te ogni giorno. Non era vero che non volevo più vederti."
"Stando così le cose, spiegami, perché non hai fatto che sfuggirmi e evitarmi per tutto questo tempo?" chiese l'Elite. "È perché ho usato parole sconvenienti il giorno che hai lasciato la torre? Te ne chiedo perdono. Avrei dovuto appoggiare quella tua decisione così importante, invece l'ho condannata, sminuita e ridicolizzata."
"No, io... lo sapevo che eri arrabbiato e non pensavi davvero quelle cose. Non è quello il motivo. È solo che..."
La frase rimase sospesa, come se non potesse essere portata a termina perché il pianto lo impediva, o forse perché Reinold non riusciva a trovare le parole adatte. Era inutile portare avanti il gioco dell'animale domestico Blondie in quelle condizioni, così Zeke si alzò in piedi e posò le mani sulle sue spalle.
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Libro 3: Catarsi e redenzione - Risorgere dalle ceneri di Herbay
FanfictionLibro 3 della serie: Risorgere dalle ceneri di Herbay Basata sul romanzo Ai No Kusabi di Reiko Yoshihara Riki ha perdonato Iason e sono pronti a proseguire la loro vita insieme, o così pare, ma il meticcio ha alcune questioni in sospeso dal suo pass...
