Ora dormi sereno, Riki

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Quello che doveva essere un intervento breve si trasformò in un'attesa interminabile.

Iason diventò, col passare del tempo, sempre più nervoso e preoccupato. Pensieri nefasti occuparono la sua mente presagendo il peggio. Nessuno dei medici e degli infermieri che transitavano per il corridoio seppe dirgli il motivo del ritardo e la sala operatoria era inaccessibile: nemmeno l'onnipotente Iason Mink aveva l'autorità per interrompere un intervento in corso.

Quando Riki venne finalmente riportato in camera, erano trascorse quasi cinque ore.

"Mi dispiace, è andato tutto bene ma c'è voluto più tempo del previsto," si giustificò Raoul, vedendolo sull'orlo di una crisi di nervi. "Sono stato talmente assorto nel lavoro da dimenticarmi di avvisarti che avremmo impiegato più tempo rispetto a quello pianificato."

Erano state le ore più tormentate della vita di Lord Mink, paragonabili solo a quei lontani giorni in cui Riki era scomparso da Apathia e il tracciante sul suo pet-ring non funzionava.

"Perché tanto ritardo?! Ci sono state complicazioni?"

"Nessun inconveniente, è stato un intervento da manuale. Abbiamo solo avuto un contrattempo perché un'emergenza ci ha obbligato a posticiparlo, e dato che Riki era già pronto, abbiamo preferito lasciarlo dov'era, sedato e in ambiente asettico. Avrei dovuto avvisarti, scusami ancora."

Il chirurgo stava mentendo. In realtà, il trapianto era stato lungo e delicato. Era la prima volta che si realizzava una simile procedura medica nel pianeta Amoi e ricollegare con precisione ogni nervo, tessuto e vena, nonché ricostruire ciò che in oltre due anni si era riassorbito e modificato naturalmente era stato estremamente complesso.

Iason si avvicinò al malato con apprensione mentre veniva spostato dalla barella al letto. La sua faccia, occhi compresi, era completamente coperta da bende e due tubicini, che fuoriuscivano dal naso, servivano per permettergli di respirare.

"È sveglio?" chiese.

"Sì, anche se è ancora un po' intontito. Non potrà parlare finché non gli avrò liberato la bocca ma questa non è una notizia così negativa. Non sei d'accordo anche tu, Riki?"

L'ultima parte della frase, pronunciata a voce alta, era rivolta direttamente al paziente, che affatto in vena di ironia e per nulla d'accordo con quell'affermazione, rispose con un grugnito.

"Non essere disturbati dalle sue lamentele per un po' sarà decisamente rinfrancante," convenne Iason, seguendo il gioco del fratello e tutto sommato, rincuorato. Se Riki aveva ancora le energie per protestare, era segno che tanto male non stava.

Dall'involucro di bende sul letto provenne una lunga 'mmmm' arrabbiata, che tradotta in linguaggio Amoiano avrebbe significato: 'Il prossimo che mi prenderà in giro si ritroverà riempito di calci.' Iason ne fu intenerito e gli scompigliò i capelli, che fuoriuscivano dalle strisce di tessuto bianco come le foglie di un ananas.

"Fai silenzio, amore. Ad ogni modo nessuno riesce a capirti."

Tutti gli interventi si erano svolti come da programma, spiegò Raoul. Il testicolo lacerato era stato ricucito e l'osso rotto della mano riallineato con l'ausilio di tre sottili e lunghi chiodi che attraversavano trasversalmente il metacarpo danneggiato unendolo sia a quello vicino che a un binario di metallo esterno.

Le ossa del viso erano state riposizionate tramite manovre esterne e le ferite micro-suturate. La maschera di collagene che indossava sotto alle bende assicurava che non sarebbe rimasta la benché minima traccia visibile di quella brutta esperienza.

Anche l'intervento a sorpresa dell'ultimo minuto era stato un successo, ma apparentemente, Lord Am si 'dimenticò' di comunicare a suo fratello quell'insignificante dettaglio.

Libro 3: Catarsi e redenzione - Risorgere dalle ceneri di HerbayDove le storie prendono vita. Scoprilo ora