Discendenze

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"Che cazzo succede?" brontolò il meticcio, nudo e mezzo intontito dal brusco risveglio.

"Non muoverti, c'è qualcuno nella stanza," fu la risposta sussurrata del Blondie.

"Pipì, pipì ..." continuava a ripetere l'Alita, la cui urgenza era diventata estrema.

Messa a fuoco la situazione, Riki tornò rapidamente in sé e cercò di liberarsi dalla stretta protettiva.

"Iason, è tutto ok. L'ho portato io. Non è pericoloso. Ti spiegherò tutto, ma prima devo occuparmene. Lasciami andare, per favore."

Attonito, Iason gli lasciò le braccia. Riki si infilò immediatamente un paio di mutande, prese Kirie per mano e lo portò di corsa in bagno. Appena in tempo. Non appena gli ebbe abbassato i pantaloni, svuotò il contenuto della sua vescica nella tazza. Non ce la faceva proprio più.

"Sei stato molto bravo," lo felicitò il giovane, mentre lo rivestiva. "Ora però devi tornare a letto."

"Kirie, Riki!" replicò l'altro con emozione.

"Non ora, tu adesso andrai a dormire. Domani giocherò con te."

Riki era abbastanza preoccupato: non solo avrebbe dovuto dare a Iason delle spiegazioni convincenti, ma non aveva neanche la minima idea di come far riaddormentare Kirie, che tutto sembrava meno che assonnato.

"Cosa ci fa lui qua?"

Nello scoprire che il Blondie lo attendeva torvo davanti alla soglia del bagno con le braccia incrociate davanti al petto, i pensieri di Riki si riassunsero in un 'Merda!'.

"Lascia che lo riporti a letto e ti racconterò tutto."

Ma non riuscì a far fare all'Alita un solo passo, perché era rimasto inchiodato sul posto per nulla d'accordo con l'idea di tornare a dormire. "Kirie, Riki! Kirie, Riki!" si mise a protestare, armando un capriccio e battendo i piedi a terra.

Iason non era noto per la sua pazienza, soprattutto quando si ritrovava involucrato in una situazione che sfuggiva ai suoi canoni di controllo, e afferrò un polso del ragazzo già urlante facendolo gridare ancora più forte.

"Riki, spiegami subito cosa sta succedendo!"

"Lascialo, è ferito! Gli farai male!" gridò questi, colpendogli il braccio con tanta foga da fargli mollare la presa.

Kirie andò immediatamente a rifugiarsi dietro al suo salvatore, mentre Iason rivolgeva al suo compagno uno sguardo contrariato e terrificante che per un momento gli fece ricordare i vecchi tempi. Riki respirò in profondità: doveva assolutamente mantenere la calma e risolvere la situazione.

"L'hai riconosciuto, vero?"

"Ovviamente," ribatté Lord Mink gelido. "E non trovo nessun motivo giustificabile per cui tu abbia portato quest'individuo a casa nostra di nascosto!"

"Ti chiedo scusa per non avertelo detto. Ora ti spiegherò tutto, ma prima devo occuparmi di lui. L'hai spaventato!"

Kirie si era letteralmente aggrappato alla sua schiena e soffiava come un gatto in direzione dell'Elite.

"No, mi spiegherai tutto adesso! E non voglio questa cosa dentro a casa mia per un solo minuto in più!"

"E cosa dovrei fare, secondo te? Sbatterlo in strada nel cuore della notte?" urlò il meticcio frustrato. "Andiamo in camera e parliamone con calma. Non è una discussione adatta al corridoio."

Iason convenne almeno con quell'ultimo punto e i tre si diressero nella stanza padronale. Alla vista di un letto immenso, l'Alita ci si tuffò dentro e si mise a rotolare a destra e a sinistra.

Libro 3: Catarsi e redenzione - Risorgere dalle ceneri di HerbayDove le storie prendono vita. Scoprilo ora