Il peso delle responsabilità

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"Dovrai tenerti forte a me per tutto il tempo. Sei pronto?"

"Prontissimo! Andiamo!" rispose emozionato il bambino.

Riki gli infilò il casco in testa, lo agganciò saldamente sotto al suo collo e lo fece sedere sulla parte posteriore del sedile della moto. Si accomodò davanti a lui e aspettò che lo abbracciasse bello stretto.

"Mi raccomando, non lasciarmi per nessun motivo. Se hai paura o qualcosa non va, dimmelo e mi fermerò."

"Non ho mai paura!"

Il meticcio diede gas e partì. Mantenne il veicolo a un'altezza di circa venti di centimetri dal suolo e una velocità moderata ben al di sotto di quella a cui era abituato. Estasiato, Richie rideva e gridava di Gioia.

***

Era la prima volta che Riki portava suo figlio a Nuova Ceres. Finora si era limitato ad andare a trovarlo a Midas per portarlo al parco, a mangiare un gelato in qualche locale vicino, oppure a vedere un film al cinema.

Mimea si era sempre dimostrata molto titubante a dare il suo permesso per viaggi più lunghi, un po' perché non si fidava affatto di Iason e un po' perché credeva che Ceres fosse una zona pericolosa e non adatta a un bambino. Inoltre, a Enif e Nigella - una donna meticcia che Riki non aveva capito bene da dove fosse sbucata, ma che sembrava esserle molto vicina sentimentalmente - il padre biologico di Richie non piaceva molto, e nel tentativo di proteggerla da rischi e delusioni, le avevano consigliato di stare attenta e non agire in modo troppo precipitato.

Ora che Mimea aveva iniziato un nuovo lavoro come commessa in un negozio d'abbigliamento, Riki aveva preso la palla al balzo e si era offerto di andare a prendere il bambino tutti i giorni dopo la scuola. Aveva insistito molto, convincendola del fatto che era un'opzione migliore rispetto a contrattare un babysitter o iscriverlo a una scuola pomeridiana. Il patto era che l'avrebbe portato a casa sua a trascorrere il pomeriggio per poi ricondurlo a Fleur prima dell'ora di cena.

"Hai detto che Enif lavora di notte e Nigella è insegnante, no?" aveva aggiunto, a supporto delle sue motivazioni. "Non vorrai dar loro un impegno così grande! Lascia che me ne occupi io, sarò puntuale e non ci saranno problemi. Iason è bravissimo coi bambini, anche se detto così può sembrare strano, e Jenny, la signora che ci aiuta con le faccende domestiche, è un'esperta in puericultura!"

Con mille dubbi, Mimea aveva accettato. Riki aveva omesso di dirle che a casa sua c'era anche un Alita che valeva per tre uragani messi insieme, ma confidava sul fatto che non sarebbe rimasto con loro ancora per molto. La coppia di Midas che si era offerta di adottarlo, infatti, era pronta per firmare i documenti, ma la situazione era tutt'altro che rosea.

Kirie li odiava.

Durante il loro primo incontro conoscitivo, aveva soffiato come un gatto ed era andato a nascondersi dietro alla schiena di Riki senza nemmeno lasciarli avvicinare. Quando la donna aveva provato a parlargli o a consegnargli il regalo che gli aveva portato, si era addirittura messo a piangere e aveva iniziato a tirare il braccio del suo tutore affinché lo portasse a casa.

La seconda volta, pur di non vederli, si era nascosto dietro a un cespuglio del giardino. Riki l'aveva cercato per un'ora, ed era stato solo grazie all'olfatto migliorato di Iason che era riuscito a trovarlo. Il viaggio in auto verso il centro per le adozioni si era svolto tra pianti e grida, e né i rimproveri, né la promessa di un dolcetto se si fosse comportato bene, né le minacce erano riusciti a calmarlo.

Riki non riusciva davvero a comprendere tanta istintiva e incomprensibile ostilità verso di loro. Di solito, Kirie era molto socievole con tutti.

I due incontri erano stati seguiti da un attaccamento dell'Alita quasi morboso verso il suo tutore. Rimaneva appiccicato a lui come una cozza allo scoglio, lo cercava in ogni momento del giorno e voleva la sua compagnia anche per addormentarsi.

Libro 3: Catarsi e redenzione - Risorgere dalle ceneri di HerbayDove le storie prendono vita. Scoprilo ora