La creatura dalla pelle diafana e dai setosi capelli d'avorio, apoteosi tra gli Elite e erede prediletto di Giove, era immerso in un lungo sogno in cui planava su di un mare calmo mentre la sua pelle nuda era scaldata dal sole.
Il ronzio che lo circondava, rievocando l'utero di cristallo che l'aveva protetto quando era ancora un fragile cervello umano immerso in liquido amniotico, e la persistente sensazione di formicolio, simile a granelli di polvere che scivolavano sul suo corpo, gli ricordavano che non era solo, e che il suo genitore lo cullava e accompagnava costantemente.
Come se non volesse lasciarlo. Come se volesse recuperare il tempo perduto in cui aveva creduto che Iason fosse stato distrutto e non lo avrebbe più rivisto.
Il tempo e lo spazio non avevano importanza nella cupola di Giove. Un secondo? Un anno? Erano indifferenti in un regno dove la fisicità passava in secondo piano e tutto si risolveva come un campo energetico in costante plasticità.
Lambda 3000, sinonimo di creazione e distruzione, nato dall'uomo e per l'uomo col solo scopo di migliorare la specie, moderare gli impulsi ed evitare che si ripetessero gli errori del passato, sarebbe potuto rimanere per sempre in compagnia del figliol prodigo che per primo era riuscito a risvegliare sentimenti estranei e proibiti nel suo nucleo di dati antichi.
Odio, tristezza, gelosia, smarrimento, perdita, sete di vendetta. Erano errori di sistema, bugs imprevisti e imperdonabili per il super-computer costruito per dominare ed essere un dio.
Eppure, come uno scrigno di Pandora, quella mutabile e crescente sfera di emozioni era col tempo riuscita a evolversi, prendendo colori e sfaccettature diverse.
Dalla sete di vendetta, era nato il perdono. Dalla gelosia, la condivisione. Dalla tristezza, il sollievo. Dallo smarrimento, l'equilibrio. Dalla perdita, la curiosità. Infine, dall'odio era nato l'amore.
E proprio in virtù di quell'amore, Giove avrebbe accettato di dover separarsi di nuovo dalla sua creatura per affidarla a un umano dagli umili natali. Un meticcio impuro e fallibile che, in un modo totalmente imprevisto, era riuscito a sbriciolare l'essenza di suo figlio dall'interno rendendolo più forte e fragile allo stesso tempo. Riuscendo dove lui aveva fallito perché, grazie a Riki, Iason aveva raggiunto la libertà dagli schemi, la serenità, la capacità di dono e di condivisione, tutte doti che erano come una chimera per un Blondie.
Giove affievolì il cono di energia che manteneva il suo rampollo a mezz'aria e lo posò delicatamente al suolo.
"Svegliati, figlio," gli sussurrò, sfiorandogli le membra.
Iason aprì le palpebre. Appariva calmo e rilassato, come risvegliatosi dal normale sonno di una notte. Non sembrava che fossero trascorsi cinque soli e dieci lune da quando le aveva chiuse.
"La parte mancante del tuo corpo è stata ricostruita," dichiarò la ronzante voce, rimbalzando da una molecola di luce all'altra nella stanza. Giove non aveva assunto sembianze umane. Non ne aveva bisogno con Iason. "Il mio compito termina qua. Sei libero di andare."
L'Elite si sedette sul pavimento e osservò il punto dove si era abituato a vedere una coscia recisa, che ora aveva lasciato il posto a una gamba magra, ma così perfetta che era difficile credere che per due anni e mezzo avesse dovuto ricorrere a una protesi per deambulare. Nessuna cicatrice marcava la sua pelle incontaminata.
"Ti ringrazio, Creatore."
Il nuovo arto era estremamente sensibile e attraverso di esso, Iason poteva percepire la temperatura e la consistenza della superficie su cui era seduto. Giove lo circondò con la sua aura e lesse i suoi pensieri, giacché nessuno scudo era stato generato per impedirglielo.
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Libro 3: Catarsi e redenzione - Risorgere dalle ceneri di Herbay
FanfictionLibro 3 della serie: Risorgere dalle ceneri di Herbay Basata sul romanzo Ai No Kusabi di Reiko Yoshihara Riki ha perdonato Iason e sono pronti a proseguire la loro vita insieme, o così pare, ma il meticcio ha alcune questioni in sospeso dal suo pass...
