Dopo la mia "gita" con Mario di stamattina, passo il pomeriggio a casa.
Sono ansiosa all'idea di uscire con Andrea. Più che altro, non so cosa aspettarmi.
Qualche anno fa speravo che arrivasse questo momento, ma adesso che è arrivato, non è come me lo aspettavo. Ma penso che sia l'agitazione a parlare al posto mio.
Mi preparo più o meno con un'oretta. Ci ho messo molto a scegliere cosa mettermi, nulla mi sembrava adatto. Ogni abito mi sembrava o troppo, o troppo poco elegante.
Alla fine mi sono decisa, con molte difficoltà.
Sento il campanello suonare, ciò significa che Andrea è arrivato, ed è ora di andare.
Faccio un bel respiro mentre mi guardo allo specchio, raccimolo le mie cose ed apro la porta.
"Wow." Dice Andrea non appena mi vede e sorrido.
"Anche tu non sei tanto male."
La camicia gli dona, ha un'aria così da bravo ragazzo.
Il tragitto per arrivare al ristorante è piuttosto breve. Si trova sul mare, da qui si vede tutta la costa. È spettacolare adesso al tramonto.
Durante la cena, Andrea mi racconta di qualche disavventura capitata a Milano, o quando stava facendo lo scambio a New York.
"Dai facciamo una passeggiata."
Mi tolgo i tacchi per camminare sulla sabbia, è ancora calda.
Andrea mi indirizza verso il bagnasciuga.
Preso da un raptus comincia a schizzarmi l'acqua addosso.
"Andrea! Smettila subito!" Esclamo tra le risate, ma lui non accenna a smettere. Così rispondo con la stessa moneta.
Entrambi siamo fradici, e ridiamo come dei bambini.
Succede tutto in fretta. Andrea mi avvicina a sé, e mi bacia.
Non posso dire che fosse inaspettato. Lo avevo messo in conto. C'è qualcosa di strano, qualcosa è cambiato.
Io sono cambiata.
Non sono più la quattordicenne che correva appresso ad Andrea, ed era gelosa che avesse una fidanzata.
Non sono più quella che si era innamorata delle sue attenzioni.
In quel bacio, io non ho sentito proprio niente. Quelle famose farfalle, le gambe che tremano, nulla.
Niente.
Forse è troppo tardi, ed io e Andrea avremmo potuto funzionare quando c'era l'occasione.
Comunque non me la sento di giudicare tutto sulla base di una sola uscita, vorrei provarci. Ma non per accontentare la me del passato. Andrea è un bravo ragazzo, e lo conosco bene, difficilmente mi ricapiterà un altro così.
Magari con il tempo, riuscirò ad apprezzarlo, anche amarlo.
Ci separiamo, ed un grande sorriso si forma sul viso di Andrea, che mi stampa un altro bacio.
"Mi ammalerò sicuramente." Dico stringendomi a lui per cercare calore.
Ho i capelli bagnati, e tira un vento. Domani mi sveglierò con la febbre.
"Tieni." Prende la sua giacca che aveva poggiato sulla sabbia, e me la porge sulle spalle.
"Vogliamo andarcene?" Mi domanda ed io annuisco.
Una volta arrivati a casa, mi accompagna fino alla porta.
"Sono stato bene con te." Mi dice tenendo le mani sui miei fianchi.
"Anch'io."
Mi lascia un ultimo bacio prima di allontanarsi.
Lo guardo andare via, e mi siedo sui gradini davanti la porta.
Prendo una sigaretta dal pacchetto e la accendo.
Si vede benissimo la luna, e infatti tutta la strada è come se fosse illuminata.
Sento dei passi, ed istintivamente scatto in piedi. Sono una ragazza, da sola, di notte, se ho paura sono più che giustificata.
"Non ti spaventare, sono io."
"Mario?" Dico non vedendolo in volto, ma riconoscendo bene la voce.
"Non riuscivo a dormire, sono andato a correre." Dice togliendosi una cuffietta, e sedendosi accanto a me.
Si vede che ha corso, ha i capelli leggermente umidi, così come la maglietta.
"Perché sei fradicia?" Mi domanda confuso, e mi ruba una sigaretta.
"Lunga storia."
"Beh, ho tutto il tempo del mondo."
"Sono uscita con Andrea."
"Un appuntamento?" Annuisco.
"È andato bene?"
"Pare di sì."
Mi giro verso di lui e lo osservo mentre guarda la strada.
"Tutta questa curiosità? Non siamo nemmeno amici."
"Lo siamo, ormai abbiamo saltato scuola insieme." Risponde e mi metto a ridere.
"Sì, anche da piccolo mi dicevi che saremmo rimasti amici." Commento accennando un sorriso.
"Mantengo sempre la parola."
Lancia il mozzicone che atterra sull'asfalto.
"Rientro, altrimenti domani non mi sveglio." Si alza in piedi, e così faccio pure io.
"Buonanotte Mario."
"Buonanotte Bea."
Rientro e chiudo la porta alle mie spalle. Decido di farmi un bagno caldo, nella speranza che mi salvi dalla febbre domani.
Fisso l'acqua riempire la vasca.
Ogni cosa che faccio sento l'ombra di Mario. In qualche modo me lo ritrovo sempre intorno. È un segno di qualcosa? Che significa?
Probabilmente niente, e sicuramente sto delirando senza alcun motivo apparente.
Per quanto riguarda Andrea, sono indecisa. Se è vero che sto bene con lui, è altrettanto vero che penso che ciò che provavo per lui ora è svanito.
Forse potrebbe tornare? Non lo so.
A forza di pensare, quasi mi addormento in bagno. Così mi trascino fino al letto, e mi addormento non appena tocco il cuscino.
