Ormai sono mesi che io e Mario stiamo insieme. Non sono mai stata così felice in vita mia. Passiamo le giornate insieme, usciamo, tutto alla luce del giorno. Non pensavo di essere così tanto innamorata di lui. Non ho idea adesso di come abbia fatto per tutto questo tempo a stare senza di lui. Sono totalmente assorbita da lui.
Ogni volta che registra qualcosa me la fa sentire, ed amo i suoi progetti. E' così portato per la musica, mi auguro che lo porti da qualche parte.
Ha anche smesso con le gare clandestine di pugilato, ed ha cominciato ad allenarsi per quelle ufficiali, e non potrei essere più fiera di lui.
Penso di averlo migliorato, ma anche lui ha fatto lo stesso con me. Mario aveva paura di impegnarsi con una persona, ed io di soffrire.
E' da un paio di giorni che non mi sento bene, e Mario è fisso a casa mia a prendersi cura di me. Ho cercato di dirgli che me la posso cavare da sola, ma lui ha insistito per rimanere.
Passo le giornate a letto, ho una nausea troppo forte anche solo per alzarmi, e non capisco cosa io possa avere.
"Prova a mangiare." Mi dice allungandomi il piatto, mentre io sto distesa nel letto.
"Non ce la faccio, ho paura di vomitare." Scuoto la testa. Apprezzo il fatto che mi abbia preparato il pranzo, ma proprio non ce la faccio.
"Secondo me hai qualche virus, dovresti andare dal medico." Mi mette una mano sulla fronte, come per controllare se avessi la febbre.
"Domani se non miglioro ci vado."
Si sdraia accanto a me e mi accarezza dolcemente i capelli.
"Dovresti andare a scuola, non puoi rischiare di essere bocciato per le assenze." Gli dico alzando lo sguardo.
"Non mi interessa della scuola, mi importa che tu stia bene."
"Ti amo Mario." Mi bacia la fronte.
"Anche io Bea, adesso prova a riposarti." Annuisco, e lui prima di uscire dalla camera, abbassa le serrande delle finestre.
Vengo svegliata dopo un paio di ore da delle voci al piano di sotto. Scendo le scale nonostante la nausea, e vedo Sara parlare con Mario.
"Bea, come stai?" Mi si avvicina Sara, ma persino il suo profumo mi fa aumentare la nausea. E' troppo forte, quindi scappo in bagno. E' come se il mio olfatto si fosse amplificato.
Sara viene a reggermi i capelli in bagno, e una volta che ho finito mi sciacquo la bocca al lavandino.
"Bea, hai provato a fare un test?"
"Un test? E' impossibile, non posso essere incinta." Rispondo scuotendo la testa.
"Beh hai la nausea... quando ti è venuto il ciclo l'ultima volta?" Controllo il calendario, e vedo che sarebbe dovuto venirmi qualche giorno fa.
"Cazzo, ho un ritardo." Impreco passandomi una mano sul viso. "Puoi prendermelo tu il test?"
Sara annuisce. "Lo facciamo domani mattina."
"Oddio, e se fosse positivo?" Comincio ad impanicarmi.
"Non ci pensare adesso, ma in qualsiasi caso ci sono io con te." Mi stringe in un abbraccio.
"Ci vediamo domani."
Questa ipotesi mi ha completamente sconvolta. Non avevo minimamente preso in considerazione l'ipotesi che io potessi essere incinta. E' totalmente possibile, non sempre io e Mario siamo stati attenti.
Adesso però è come se avessi ricevuto una doccia fredda. Non riesco a pensare positivo, l'idea che io possa essere incinta mi terrorizza.
Rimango appoggiata al lavandino, fissando lo specchio davanti a me completamente sconvolta.
"Tutto okay?" Mi chiede Mario, aprendo piano piano la porta del bagno.
"Sì sì, va meglio." Gli sorrido per non farlo preoccupare.
Non voglio dirgli di questa eventualità. Non vorrei farlo agitare e poi magari il test è negativo. Ma se il test fosse positivo? Mario potrebbe anche volere il bambino, ed io mi sentirei di togliergli qualcosa di importante.
Da quando stiamo insieme ho sempre pensato a Mario come padre, a come sarebbe la nostra vita se prima o poi ci fossimo creati una famiglia.
Prima o poi, non ora.
Ora sarebbe impossibile, non sono pronta ad essere una madre, e sicuramente neanche lui ad essere padre.
Allo stesso tempo, non riesco a non pensare a come potrebbe essere. Forse un bel bimbo dagli occhi scuri come Mario, oppure una bimba con gli occhi verdi come i miei.
Ma l'immagine, mi fa solo più male.
Passiamo il pomeriggio sul divano, e appena mi addormento mi porta sul letto.
"Mario, rimani con me?" Borbotto ancora assonnata.
Senza dire nulla, si infila sotto le coperte con me e mi stringe.
"Dormi Bea."
Questo lato di Mario mi piace ancora di più: è così amorevole, affettuoso, premuroso. Sono fortunata a stare con lui. Non mi aspettavo potesse essere così.
Mi accarezza i capelli, ma non riesco a dormire, la mia mente continua a viaggiare.
Solo dopo molto tempo riesco finalmente a dormire. Ma è un sonno disturbato, turbolento. Sento come un brutto presagio.
