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"Stasera festeggia il compleanno Davide, andiamo?" Mi domanda Sara mentre usciamo da scuola ed io annuisco.

"Hanno detto che ci sarà un sacco di gente." Commenta, ma io non ci faccio caso, mi guardo intorno per vedere se c'è Mario.

Mi passa davanti e mi saluta con la mano.
"Strano, non si è nemmeno fermato..." Commenta Sara ed io faccio spallucce.
"Ma avete litigato?" Mi domanda.
"No, non mi risulta."

Sara mi riaccompagna a casa e rimane a pranzo. Prendiamo una pokè d'asporto e mangiamo sul divano, davanti una serie tv.
"Comunque peccato che non ti piace Andrea, saremmo diventate cognate."
"Dai!" Le tiro una pacca sulla spalla e lei si mette a ridere.

"Tanto lo so che ti piace Mario."
"Ma non è vero." Ribatto guardandola male.
"Tu nega pure, poi vedremo chi ha ragione." Alzo gli occhi al cielo.
"È evidente che siamo solo amici, non è stato quel bacio a cambiare la situazione."

"Io penso che lui abbia paura."
"Paura?"
"Sì, di buttarsi, di lasciarsi andare. Lui è uno che ha sofferto Bea." Faccio spallucce, non so che pensare.

Passiamo il pomeriggio a studiare. Tra una pausa sigaretta e gossip, riusciamo a concludere qualcosa.

Ci prepariamo insieme per andare al compleanno del nostro compagno di classe.
"Hanno detto che il compleanno lo fa in barca." Commenta Sara, mentre rovista tra i miei vestiti per decidere cosa mettere.
"Beh certamente un compleanno sobrio." Ribatto e lei si mette a ridere.

"Dobbiamo essere all'altezza." Dice scegliendo con cura cosa devo mettermi io, e cosa lei.
"Non pensi sia un po' troppo?" Domando guardando con diffidenza il vestito che ha scelto per me.
"Non è mai troppo." Alzo gli occhi al cielo e mi cambio.

Arriviamo e la musica già si sente dal molo.
"Siamo sicuri di non affondare con tutte queste persone su una barchetta così piccola?" Domando a Sara e lei mi tira una pacca sulla spalla.
"Non scherzare, mi fai venire l'ansia."

Salutiamo i nostri amici e in men che non si dica, ci ripieghiamo sull'alcol.
Vedo in lontananza Mario, mentre parla con dei suoi amici. Così, adesso che ho un po' di coraggio liquido, decido di avvicinarmi.

Ha una camicia leggera, mezza sbottonata e i capelli legati. È uno stile diverso da solito, ma lui sta bene con tutto.

Gli copro gli occhi con le mani.
"Beatrice." Dice senza che io dica niente.
"Indovinato." Sorrido quando si gira. "Non sapevo fossi invitato anche tu."
"Infatti non lo sono." Risponde ed io mi metto a ridere.
"Torno da Sara." Lo avviso alzando la voce a causa della musica alta.

Rimango con Sara ed altri nostri compagni di classe per un po', finché non decido di allontanarmi per fumare.
Vado verso il molo, ma mi blocco nel vedere Mario con una ragazza bionda.

Perdo un battito. È fidanzato?

Discutono animatamente, ma da qui non riesco a sentire la discussione. Ad un certo punto lei prende e se ne va, mentre Mario spacca a terra il bicchiere che aveva in mano.

Mario che prima era messo di spalle, si gira verso la barca e mi vede.

"È successo qualcosa?" Gli dico passando la sigaretta che avevo appena acceso.
"Circa." Sbuffa

"Chi è?" Mi azzardo a chiedere e lo guardo mentre sbuffa il fumo.
"La mia ormai ex, Cecilia."
"Perché vi siete lasciati?"
"Le cose non andavano bene da prima che mi trasferissi. Mi ha tradito." Mi guarda ed io rimango in silenzio.

"Tieni." Gli passo il mio drink e lo finisce in un sorso.
"Eri molto legato a lei?" Gli continuo a domandare, la mia curiosità è troppa.
"Beh, era un paio d'anni che stavamo insieme." Non risponde direttamente alla mia domanda.
"Tu non hai mai parlato di ex." Mi rigira la domanda.

"Perché non c'è nulla da dire." Lo guardo e lui alza le sopracciglia, forse sbalordito.
"Non ne hai mai avuto uno?"
"Uno solo." Faccio spallucce e finisco la sigaretta.

"Una bella relazione, finché non l'ho beccato con un'altra."
"Oh." Commenta lì per lì. "Abbiamo molto in comune allora."

"Non voglio soffrire per qualcuno."
"Quando soffri ti arricchisci, abbatti il tuo ego." Ci guardiamo negli occhi mentre la luce della luna illumina i nostri visi.

Si avvicina piano piano a me, e con una mano mi prende il viso.
Ma mentre le nostre labbra stanno per sfiorarsi veniamo interrotti da dei passi che ci fanno separare.

"Bea non hai idea di cosa è successo!" Sento esclamare Sara, e mentalmente la maledico.
"Ah stai con Mario, scusate l'interruzione." Gira i tacchi e torna dentro.

Adesso la situazione è alquanto imbarazzante. Guardo altrove, e ringrazio sia notte, così non può vedere le mie guance rosse.
Rimaniamo in silenzio per qualche minuto, finché Mario non lo rompe.

"Vogliamo andarcene?" Mi domanda ed io annuisco.
"Sì tanto mi stavo annoiando." Faccio spallucce.
"Ti bastava qualche drink di più allora." Ridacchio e scendiamo verso il porto.

"Grazie per il passaggio." Dico togliendomi il casco. "Anche se mi scompiglio sempre i capelli."
"Stai bene sempre." Mi dice Mario ed io mi sento arrossire.
"Anche tu, è bello vincere facile con lo chignon." Alzo gli occhi al cielo e si mette a ridere.

Rimaniamo un attimo in silenzio, poi gli passo il casco.
"Allora a domani." Gli sorrido e vado verso la porta.
Sento dei passi dietro di me così mi giro. Mi ritrovo Mario ad un palmo dal naso.
"Mi hai quasi spaventat-" Non faccio in tempo a finire la frase che mi avvicina a sé e mi bacia.

WILD//TeduaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora