Certe distanze non si misurano in metri, ma in silenzi.Giulia fissava la penna tra le mani, immobile. Era ferma, ma dentro di lei tutto si muoveva, come un mare in burrasca. Ogni ticchettio dell'orologio sembrava rimbombare nella stanza vuota, scandendo un tempo che non riusciva più a riconoscere.
Oggi era il loro anniversario di matrimonio. Una data che, fino a pochi anni prima, significava fiori improvvisati, biglietti scritti di fretta e serate trascorse a ridere. Ora, invece, c'era solo silenzio. Andrea era uscito presto quella mattina, lasciandosi dietro la porta che si chiudeva piano, il lieve cigolio che sembrava risuonare nelle stanze vuote.
La distanza tra loro non era arrivata tutta insieme. Era cresciuta come un'ombra dopo mesi difficili: la perdita del lavoro di Andrea, la malattia di sua madre, le notti insonni in cui nessuno dei due aveva trovato le parole per raggiungere l'altro. Ogni giorno sembrava aggiungere uno strato di silenzio tra loro.
Giulia lasciò scivolare la penna sul tavolo e si strinse le mani tra i capelli. Quando era iniziato tutto questo? Quando erano diventati due estranei che si sfioravano senza toccarsi mai davvero?
La sua mente si aggrappò a un ricordo diverso. Un giorno di primavera, anni prima. Andrea l'aveva portata al lago, senza preavviso. Lei rideva mentre cercava di camminare sulla sabbia con le scarpe sbagliate, e lui l'aveva sollevata di peso per portarla sulla riva. "Dobbiamo farlo più spesso," le aveva detto, con un sorriso così pieno di luce che ancora lo ricordava. Era stato uno di quei momenti perfetti che sembravano durare per sempre.
Quella luce, però, era svanita da tempo. La loro casa, una volta piena di risate e confidenze, ora sembrava un luogo estraneo.
Era sera. Lei e Andrea erano sul divano, seduti vicini ma così distanti. La televisione trasmetteva un film, ma nessuno dei due lo stava guardando. Andrea fissava lo schermo, ma sembrava altrove, il viso rigido, il corpo teso.
Giulia aveva parlato per prima. "Andrea, possiamo smettere di ignorarlo?"
Lui si era voltato lentamente, lo sguardo opaco. "Ignorare cosa?"
"Quello che sta succedendo a noi," aveva detto lei, sentendo il nodo in gola stringersi sempre di più.
Andrea aveva distolto lo sguardo, passandosi una mano tra i capelli. "Giulia, non facciamo drammi. È solo un periodo difficile. Succede a tutti."
"Un periodo difficile?" La sua voce si era incrinata, la frustrazione palpabile. "Andrea, noi non parliamo più. Non ridiamo più. Non siamo più noi."
Lui aveva scosso la testa, come se cercasse di negare quelle parole anche a se stesso. "Cosa vuoi che dica, Giulia? Sto facendo del mio meglio."
"Ma il tuo meglio non arriva mai a me," aveva risposto lei, la voce un sussurro carico di dolore.
Andrea l'aveva guardata, e per un attimo il suo sguardo si era incrinato. Qualcosa di fragile e non detto era passato tra loro, ma lui l'aveva spezzato subito, alzandosi dal divano e lasciando la stanza.
Ora, seduta al tavolo, Giulia sentiva ancora il peso di quella sera. La pioggia aveva iniziato a cadere, il suo rumore morbido si mescolava al ticchettio dell'orologio. Prese il foglio davanti a sé e la penna iniziò a scorrere, quasi da sola.
Ti guardo e vedo un uomo che amo, ma che non riesco più a raggiungere.
Siamo come due linee parallele, vicine, ma che non si incontrano mai.
Ogni giorno sento il peso di questo silenzio. Ogni giorno mi chiedo se c'è ancora qualcosa per cui vale la pena lottare.
Ma una cosa la so: non sono pronta a lasciarti andare. Non ancora. Perché, nonostante tutto, sei stato la mia casa. Anche se quella casa adesso mi sembra fatta di vetro.Giulia si fermò, rileggendo le parole sul foglio. Le tremavano le mani, ma sentiva che quelle parole le appartenevano. Erano una parte di lei che non poteva più trattenere.
Si alzò, prese un altro foglio e iniziò a scrivere una lettera. Non era mai stata brava con le parole dette, ma sulla carta trovava sempre il coraggio di essere sincera.
Caro Andrea,
Oggi è il nostro anniversario. Una giornata che, in passato, avremmo trascorso insieme, ridendo e ricordando quanto ci amavamo. Ma oggi siamo qui, due estranei sotto lo stesso tetto.
Non posso fingere che vada tutto bene. Non posso ignorare quello che sento. Ci siamo persi, Andrea. Lo so, e credo che lo sappia anche tu. Ci siamo lasciati scivolare via, giorno dopo giorno, senza nemmeno accorgercene.
Ma io non voglio arrendermi. Voglio credere che possiamo ancora ritrovarci. Perché, nonostante tutto, ti amo ancora. Ti amo anche quando non so come farlo, anche quando mi sento invisibile ai tuoi occhi.
Forse è troppo tardi. Forse non possiamo più tornare indietro. Ma io voglio provarci. Perché non voglio arrendermi a questo vuoto, non voglio arrendermi a noi.
Buon anniversario, Andrea.
Con amore,
GiuliaPiegò la lettera con mani tremanti e la posò accanto alla tazza di tè ormai fredda. Fuori, la pioggia continuava a battere contro il vetro, e lei rimase a fissare quelle gocce che scivolavano lente. Forse anche loro, come lei e Andrea, cercavano una direzione, un modo per restare unite.
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Dimmi che è solo Amore
Romance"Dimmi che è solo Amore" segue la storia di Giulia, una donna che vede la sua vita sconvolta dal tradimento del suo compagno, Andrea. Questa crisi la costringe a confrontarsi con il dolore e a rivedere la sua esistenza. Mentre l'illusione di una vi...