Confusione e Riflessi

19 4 6
                                    




"Giulia, vedrai che tra poco tutto ti sembrerà diverso. È stata una disattenzione. Andrea ti ama, ma è caduto nella trappola dei suoi anni perduti," disse Marco, l'amico più fidato di Giulia, l'unico con cui aveva avuto il coraggio di aprirsi.

Quelle parole, per quanto razionali e confortanti, non riuscivano a placare il tumulto che ribolliva dentro di lei. Giulia si sentiva come sospesa su un filo, oscillante tra la speranza e il dolore, incapace di trovare un equilibrio.

"Succede a molti, Giulia," continuò Marco, la voce carica di un'esperienza che Giulia sapeva sincera. "Gli uomini, a volte, cercano un'illusoria eterna giovinezza, la rincorrono in un amore giovanile che li fa sentire vivi. Ma tu sei la sua famiglia, la madre dei suoi figli, sei il suo vero mondo. Io vi ho visti insieme. Emanate una luce che molte coppie non hanno. Si vede che vi amate."

Giulia ascoltava attentamente, sapendo che Marco parlava dal cuore e che quelle parole contenevano una verità indiscutibile. E proprio per questo, tutto le sembrava ancora più assurdo e doloroso. Come poteva essere possibile? Come poteva quell'amore che aveva costruito per decenni essere messo in discussione da una distrazione?

"Prenditi tempo, Giulia. Non agire d'impulso e cerca di pensare a te stessa. Vedrai che fra qualche tempo tutto questo non ti sembrerà più così insormontabile. Non avere fretta e ascolta il tuo cuore. Il tuo rapporto con Andrea ha trent'anni di storia. Vuoi davvero buttarli via per qualcosa che potrebbe essere solo un fraintendimento?"

Giulia annuì, ma nel suo cuore c'era un groviglio di emozioni contrastanti. Negli ultimi giorni, aveva tentato di calmare l'angoscia che la spingeva verso un baratro di paure e dubbi. Si sentiva divisa tra la voglia di scappare lontano e quella di restare e lottare. Il suo cuore, ferito ma ancora innamorato, le parlava spesso, ma le sue parole erano coperte da un velo di confusione.

Nella sua solitudine, Giulia cercò rifugio nella scrittura, riversando i suoi pensieri su carta:

"Mi specchio e vedo ciò che appare in me, ma so che non è tutto qui. Non riesco a sorridere perché, in fondo, la verità la conosco. Ho gettato via la mia maschera, ma ora mi trovo senza direzione. Tutto sembra così diverso, ingiusto. Ma restare ancorata a questi pensieri mi fa solo soffrire. E ora? Non lo so. Vedo banchi di nebbia attraversare la mia mente, avvolgendomi in un nulla che mi stringe sempre più. Cosa fare? Aspettare, forse, e vedere se la mia stessa ombra si placa. Non ci sono verità assolute, solo sensazioni che mi feriscono e mi confondono. È una verità che non mi piace, ma a cui mi aggrappo. Il nostro progetto è distrutto, ma forse possiamo ancora sperare di rafforzare i frammenti che il vento ha sparpagliato. Non so più se sono affamata di vita o se sono solo il riflesso dei miei dubbi e incertezze. Rallento, cerco di vedere se ci sarà un percorso più mio. Per ora, mi affido a queste parole sconnesse. Non vengono facilmente, ma portano con sé una verità che devo accettare. È tardi, le luci sono più fioche, e la mia mente è un labirinto di bugie. Domani, mi attende un processo interiore, dove dovrò confrontarmi con ciò che il mio cuore non vuole accettare. È tardi, e mi sento vuota. Domani sarò ancora qui, o forse no. Domani sarà migliore o peggiore? Non lo so. Domani, forse, troverò un po' di pace in questo caos interiore."

Giulia si fermò un attimo, lasciando che la musica di Ed Sheeran in sottofondo riempisse il silenzio della stanza. Le note dolci e malinconiche del brano "Photograph" le fecero ripensare ai momenti felici, a quando tutto sembrava perfetto. La canzone parlava di ricordi, di amore, e in quel momento la colpì come un'onda di nostalgia.

Ascoltando il ritornello, Giulia si sentì travolta da una marea di emozioni. I suoi pensieri si fecero confusi mentre la melodia la avvolgeva. "Insegui i tuoi sogni, ma non dimenticare ciò che ami," si ripeté, cercando di convincersi che l'amore, anche se ferito, potesse ancora esistere.

Si alzò dalla sedia, gettando uno sguardo fuori dalla finestra, dove il crepuscolo tingeva il cielo di sfumature rosate. Quel gioco di luci e ombre rifletteva perfettamente il suo stato d'animo.

Decise di uscire di casa. Sentiva il bisogno di respirare aria fresca, di sentirsi parte di qualcosa di più grande delle sue preoccupazioni. Camminò fino al parco, il luogo dove spesso trovava un po' di pace. Si sedette su una panchina, lasciando che il silenzio della sera calasse su di lei come una coperta.

Mentre le prime stelle facevano capolino nel cielo, Giulia si accorse di una cosa: la sua vita non poteva rimanere sospesa per sempre. Doveva prendere una decisione, anche se non sapeva ancora quale sarebbe stata. Ma una cosa era certa: non poteva più restare imprigionata nella confusione. Doveva trovare una via d'uscita, anche se significava abbandonare tutto ciò che conosceva.

Con un ultimo sguardo al cielo, Giulia tornò verso casa, pronta a confrontarsi con il futuro, qualunque esso fosse.

Dimmi che è solo AmoreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora