La Tempesta Interiore

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I mesi erano passati lentamente, con Natale e le altre feste che avevano portato solo una breve tregua alle tensioni tra Giulia e Andrea. Sembrava che tutto stesse migliorando un po', ma sotto la superficie, la tormenta di Giulia continuava a infuriare. La verità, o meglio la sua mancanza, era un tarlo che la divorava costantemente.

Ogni giorno, Giulia si alzava con il peso di una domanda che le bruciava dentro: "Qual è la verità?" Andrea non aveva mai confessato nulla, lasciando Giulia a interrogarsi e a cercare indizi in ogni gesto, in ogni parola non detta. La sua mente si riempiva di scenari, e ognuno di essi la faceva stare male.

Durante le feste, Giulia aveva cercato di mantenere un'atmosfera gioiosa per i figli, anche se ormai erano adulti e fuori casa. Ma ogni sorriso era una maschera, ogni risata una bugia.

Una mattina, mentre preparava il caffè, Giulia sentì un peso insostenibile sul cuore. Aveva passato un'altra notte insonne, tormentata dai pensieri. Andrea era uscito presto per lavoro, lasciandola sola con le sue angosce. Guardando fuori dalla finestra, vedeva il mondo andare avanti senza di lei. Persone che correvano, macchine che passavano, tutto sembrava così normale. E lei? Bloccata in un limbo di dubbi e incertezze.

"Mi sento intrappolata in un incubo senza fine," rifletteva mentre osservava il mondo. "Ogni giorno è una battaglia tra quello che voglio credere e quello che temo sia la verità. Andrea dice di amarmi, di essere cambiato, ma come posso credergli? Non ha mai detto la verità. E io? Sono qui a cercare indizi che forse non esistono, a vivere una vita a metà. La gelosia mi consuma, la possessività mi rende folle. E il tempo passa, tra maschere e sorrisi forzati, fino a quando?"

Quella mattina, mentre si dirigeva verso la palestra, Giulia sentì il bisogno di parlare con qualcuno. Non poteva più tenere tutto dentro. Decise di chiamare Laura, una sua amica di vecchia data, una persona di cui si fidava ciecamente.

"Ciao Laura, hai un momento? Devo parlarti," disse Giulia, cercando di mantenere la voce ferma.

"Certo, Giulia. Dimmi tutto," rispose Laura, preoccupata dal tono dell'amica.

"Non ce la faccio più. Andrea non mi ha mai detto la verità, e questo mi sta uccidendo. Ogni giorno è una lotta per mantenere la calma, per non esplodere. Non so cosa fare."

Laura rimase in silenzio per un momento, riflettendo sulle parole di Giulia. "Capisco, Giulia. La verità è importante, ma forse dovresti smettere di cercarla fuori e iniziare a cercarla dentro di te. Cosa ti dice il tuo cuore? Sei disposta a continuare così, o è il momento di prendere una decisione?"

Le parole di Laura risuonarono profondamente in Giulia. Forse aveva ragione. Forse era il momento di smettere di cercare risposte da Andrea e iniziare a cercare dentro di sé. Doveva capire cosa voleva davvero, cosa era disposta a tollerare e cosa no.

Nella sua solitudine, Giulia scrisse:

"A volte bisogna avere il coraggio di cambiare.
È strano, ma non mi sono posta la domanda: 'E poi?'.
Sono rimasta ferma come prima,
ma ora vedo che niente è eterno.

Non siamo finiti nella nostra fessura più buia,
ma solo nello spazio che c'è.
Non ricordo giornate serene,
solo prigioni che mi legano a te.

Mi hai dato come un oggetto
perché la mia vita non ti soddisfaceva più.
Ora mi riservo di agire
quando troverò il mio modo di farlo.

Sono stata abituata così,
senza eroi, solo interlocutori che fanno male.
Io finisco presto perché tu sei più veloce,
mi hai ferito, ma ora mentire non serve più.

Un amore che si libera,
e riesce a raccontarsi sempre di più.
Un amore finito quando tu mi hai tradita,
e le conseguenze sono perennemente in noi.

Non so cosa dire né cosa fare,
faccio fatica a capire e non so più condannare.
Ma voglio esplorare un nuovo ambiente,
è finita così, in un mare in tempesta.

Ora che sono in cima, mi asciugo un po'.
Non serve spingere, non serve agitare,
basta solo lasciar andare.
Tutto qui."

Giulia chiuse il diario con un gesto lento, come a voler sigillare quei pensieri dolorosi lontano dalla realtà. La rabbia e la confusione erano lì, pronte a sopraffarla, ma cercò di contenerle, di non lasciarsi travolgere.

Ascoltando il suo cuore, che le sussurrava di restare, Giulia sentì che la confusione la avvolgeva come una fitta nebbia. Era stanca, esausta di lottare con se stessa. Si alzò dalla sedia, gettando uno sguardo fuori dalla finestra, dove il crepuscolo tingeva il cielo di sfumature rosate. Quel gioco di luci e ombre rifletteva perfettamente il suo stato d'animo.

Decise di uscire di casa. Sentiva il bisogno di respirare aria fresca, di sentirsi parte di qualcosa di più grande delle sue preoccupazioni. Camminò fino al parco, il luogo dove spesso trovava un po' di pace. Si sedette su una panchina, lasciando che il silenzio della sera calasse su di lei come una coperta.

Mentre le prime stelle facevano capolino nel cielo, Giulia si accorse di una cosa: la sua vita non poteva rimanere sospesa per sempre. Doveva prendere una decisione, anche se non sapeva ancora quale sarebbe stata. Ma una cosa era certa: non poteva più restare imprigionata nella confusione. Doveva trovare una via d'uscita, anche se significava abbandonare tutto ciò che conosceva.

Si alzò lentamente, sentendo una strana calma prendere il posto dell'angoscia. Forse domani non avrebbe ancora avuto tutte le risposte, ma avrebbe cominciato a cercarle. E questo, pensò, era già un inizio.

Con un ultimo sguardo al cielo, Giulia tornò verso casa, pronta a confrontarsi con il futuro, qualunque esso fosse.

Dimmi che è solo AmoreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora