Oggi è un giorno qualunque. Un lunedì come tanti altri, eppure mi trovo qui, a domandarmi chi sono. Non è la prima volta che questi pensieri mi assalgono, ma oggi sono più insistenti, più profondi. Sento che c'è qualcosa che mi sfugge, come se fossi intrappolata in una realtà che non riesco a far combaciare con la mia essenza. La verità è che non riesco ad armonizzare la mia persona con gli altri. È come se fossi fuori sincronia, come una melodia suonata con una nota stonata che nessuno riesce a cogliere, tranne me.
Vorrei essere la protagonista della mia vita, ma sempre più spesso mi sembra di essere solo una comparsa, una figura di sfondo che si muove tra i contorni sfocati di una scena che non mi appartiene del tutto. Mi domando: non attraggo l'attenzione perché non lo voglio davvero? O forse sono sola perché, in fondo, è ciò che desidero? Ma se fosse così, perché sento questo vuoto, questo bisogno costante di essere vista, riconosciuta per chi sono davvero?
Mi chiedo se questa sensazione di inadeguatezza mi definisca. Forse è proprio questo mio sentirmi fuori posto, questa incapacità di appartenere, che mi rende autentica. Eppure, c'è un'inquietudine che mi accompagna ovunque io vada. È come vivere in una giungla di emozioni e pensieri che non mi appartengono, e per quanto io possa sforzarmi, per quanto io possa cercare di adattarmi, non riesco mai a sentirmi come gli altri. Perché sono diversa? Questa domanda mi tormenta da tempo.
Mi ricordo di quando, qualche mese fa, ero in compagnia di amici a cena. Le risate, le battute, le chiacchiere sembravano riempire la stanza, ma io mi sentivo distante, come se stessi osservando la scena da dietro una lastra di vetro. Perché non riesco a godere di questi momenti come loro? Avevo sorriso, annuito, partecipato a quella commedia sociale, ma dentro di me sentivo solo silenzio.
La noia di essere una presenza qualunque, una battuta di poco conto, un'ombra tra chiacchiere senza significato... è un peso che mi porto addosso ogni giorno. Spesso mi rifugio nei miei pensieri, in quel mondo interiore che solo io conosco, dove le percussioni della mia mente danzano su ritmi che gli altri non sentono. Eppure, in quei momenti di solitudine, c'è anche conforto, una sorta di pace che mi avvolge come un manto leggero. Ma quanto può durare?
Ci sono giorni in cui mi sforzo di essere come gli altri. Mi guardo allo specchio e cerco di modellarmi sulle loro aspettative, sulle loro visioni. Ci sono attimi in cui quasi ci riesco, in cui mi illudo di appartenere. Ma poi tutto svanisce. È come se il mio riflesso si dissolvesse, rivelando la mia vera natura: un'anima solitaria, sempre alla ricerca di qualcosa che non riesce a trovare.
Ricordo una conversazione con Andrea, non molto tempo fa. Mi aveva detto: "A volte, sembri così distante. È come se non fossi davvero qui." E aveva ragione. Spesso mi sento proprio così, lontana anni luce da chi mi circonda, persa nei miei pensieri e nelle mie insicurezze. Gli avevo sorriso, ma dentro di me, quella frase aveva risuonato come un'eco dolorosa. Perché non riesco a essere presente? Gli altri vivono nel momento, si immergono in ciò che fanno, mentre io sono sempre altrove, sempre a metà strada tra il presente e i miei pensieri.
Oggi è proprio uno di quei giorni. Un lunedì qualunque, ma dentro di me c'è un mondo in subbuglio. Un regalo che posso farmi, forse l'unico, è accettare ciò che sono. Accettare che, anche se non mi sento come gli altri, anche se non riesco a vivere pienamente in questa realtà, ho comunque valore. Un mondo diverso vive dentro di me, lo so. È un mondo fatto di sogni e parole, di pensieri che a volte sembrano inutili, ma che sono parte integrante di ciò che sono.
Mi chiedo spesso cosa rimarrebbe se non ci fossero più persone intorno a me. Forse solo i miei pensieri, liberi di vagare senza restrizioni, senza dover cercare di adattarsi alle convenzioni. Forse sarei finalmente libera di essere me stessa, senza dover recitare una parte. Ma allora, cosa mi trattiene? Cosa mi impedisce di vivere pienamente la mia verità?
Il problema, forse, è che anche io non mi accetto completamente. Anche io, in fondo, desidero far parte di quel mondo che tanto fingo di disprezzare. E così continuo a vivere a metà, a oscillare tra il desiderio di appartenenza e la paura di perdere me stessa.
Ecco, oggi è proprio così. Un giorno qualunque, in cui mi ritrovo ancora una volta a fare e disfare pensieri. Un mondo diverso è dentro di me, e forse è arrivato il momento di accettarlo davvero, senza cercare più di cambiarlo o di nasconderlo.
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Dimmi che è solo Amore
Romance"Dimmi che è solo Amore" segue la storia di Giulia, una donna che vede la sua vita sconvolta dal tradimento del suo compagno, Andrea. Questa crisi la costringe a confrontarsi con il dolore e a rivedere la sua esistenza. Mentre l'illusione di una vi...