Io e te

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Giulia si siede al suo tavolo, osservando fuori dalla finestra. La luce del mattino si rifletteva sui vetri, creando un effetto di chiaroscuri che sembrava rispecchiare i suoi pensieri confusi e tormentati. Dentro di lei, c'era un turbinio di domande, dubbi, e un senso di profonda inadeguatezza. Oggi era una giornata come le altre, ma in realtà, nulla sembrava più essere come prima.

Diario di Giulia: "Faccio fatica a dimenticare, ma sono sicura che strapperò un voto prima della mia elezione perfetta. Mi sono candidata al premio dell'amore, quello che ho sepolto chissà quanto tempo fa. Oggi mi fa paura credere che non si possa passare in mezzo all'ipocrisia di ognuno di noi. Mi sento diversa, ma sempre più spesso rassegnata agli eventi. È logico sentirsi così appesi a un filo? È logico sentirsi sempre fuori luogo o diversi da ciò che ci circonda? Il problema è solo mio. Ecco la risposta che mi ha fatto più male di quel temporale a cielo aperto.
È colpa mia se non riesco a portare via la nostalgia? È colpa mia se mi hai preso in giro? È colpa mia se non attraversa il binario quando passa il treno? Tu mi hai fatto sentire inutile, ma forse ora sento che niente può farmi male. Tutto è diverso. Prima coloravo la noia e la strada di rosa e azzurro, credevo fermamente nelle tue azioni, ma ora posso vivere a colori? Non riesco e vedo solo un bianco e nero che mi falcia gli occhi sempre di più.
È un problema mio e lo risolverò. Stai certo, ma il cuore non vuole più parole che lo facciano abbassare ancora di più. Vuole solo quietare. In fondo, i sogni sono speranze che spesso si perdono sulla nostra via e rimangono lì, appesi e fermi. Ecco perché io sono solo la metà e non l'intero che mi appartiene. Una metà che ha perso l'altra parte in un giorno pieno di inutili parole. Ora siamo insieme, ma c'è qualcosa che non ci appartiene più. Il sogno e la passione sono andati via e la storia va avanti come stretta da due sole parole. Io non sono più io e tu non sei più tu. Io ti appartengo come tu sei dentro di me, ma c'è polvere e sporcizia di un capitolo che fa la strada insieme a tutto quello che ci circonda. Un vecchio mi saluta e mi sorride ancora un po'. Il vecchio saggio che mi ha fatto arrabbiare saprà restituire un momento di comprensione e di accettazione di tutto quello che c'è. Un vecchio saggio che ora tanto saggio non è. Un vecchio e solo vecchio disco perché la verità ha fatto male solo a me."

Le parole erano pesanti, come macigni che si depositavano sul foglio, liberando parte del peso che Giulia sentiva dentro di sé. Ma non bastavano. Doveva affrontare Andrea, parlare con lui, tentare di capire se c'era ancora qualcosa da salvare nel loro rapporto o se il tempo aveva ormai consumato tutto ciò che avevano costruito.

Il Confronto con Andrea

Il giorno seguente, Giulia decise di affrontare Andrea. Si sentiva stanca, ma decisa. La loro relazione era diventata come una corda troppo tesa, sul punto di spezzarsi. La distanza emotiva tra loro sembrava crescere ogni giorno, come un muro invisibile che li separava.

Quando lo trovò seduto nel soggiorno, intento a guardare la televisione, si sedette accanto a lui, cercando di trovare le parole giuste. "Dobbiamo parlare," disse, la voce carica di tensione. "Ho bisogno di capire cosa sta succedendo tra di noi."

Andrea non la guardò, continuando a fissare lo schermo, come se ciò che stava dicendo non avesse importanza. "Non c'è nulla di cui parlare," rispose, la voce priva di emozione. "Tutto va bene."

Giulia lo osservò attentamente, cercando di leggere il suo comportamento. Quel distacco la feriva più di quanto le sue parole potessero mai fare. "Non posso accettare che tu mi dica che va tutto bene, quando tutto ciò che vedo è indifferenza," ribatté, cercando di mantenere la calma.

Andrea alzò le spalle, un gesto che sembrava ormai automatico. "Forse sei tu che stai esagerando," disse con tono piatto. "Non c'è nulla che non va, stai solo leggendo troppo in profondità."

Giulia sentì una fitta al cuore. Era come parlare a un muro, una barriera invisibile che non riusciva a penetrare. "Non posso continuare a vivere così, con questo vuoto tra noi," disse, la voce tremante. "Hai qualcosa da dirmi, o stai solo evitando di affrontare la verità?"

Andrea si girò lentamente verso di lei, ma il suo sguardo era freddo. "Non ho nulla da dire," rispose, il suo tono sempre più distante. "Se hai bisogno di tempo per riflettere, fai pure."

Quelle parole, così gelide e prive di empatia, lasciarono Giulia senza parole. "Va bene," disse infine, con un tono che cercava di mascherare la sua rabbia e il suo dolore. "Anch'io ho bisogno di tempo per riflettere."

Diario di Giulia:

"Oggi ho cercato di parlare con Andrea, di capire cosa ci stesse allontanando, ma ogni tentativo si è scontrato con la sua indifferenza. I suoi gesti, il suo sguardo distante, tutto sembrava urlare un messaggio che non riuscivo a ignorare.
Mi sento come se stessi parlando a un muro di gomma, incapace di penetrare la barriera che lui ha costruito intorno a sé. Le sue parole sono state vuote e prive di sostanza, e io sono rimasta con il cuore appesantito e la mente confusa. Non so come risolvere questa distanza crescente, e il senso di impotenza è opprimente.
Mi chiedo se riusciremo mai a ritrovare un punto di incontro, o se stiamo semplicemente rimandando l'inevitabile. Per ora, il silenzio e la distanza sembrano essere le uniche risposte che ricevo. Ma non posso arrendermi. Devo trovare un modo per affrontare questa situazione e scoprire se c'è ancora una possibilità di salvare ciò che abbiamo."

Con il cuore pesante e la mente affollata di domande, Giulia lasciò la stanza. Non poteva accettare che tutto fosse finito così, in silenzio. Aveva bisogno di risposte. Ma per ora, Andrea sembrava essere lontano anni luce, imprigionato in un suo mondo da cui non voleva uscire.

Dimmi che è solo AmoreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora