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𝐃𝐨𝐥𝐥
La stanza era immersa in una penombra soffusa, le tende pesanti bloccavano la luce del sole, lasciando filtrare solo un leggero bagliore dorato. Seduta sul bordo del letto, con le mani tremanti che stringevano un vecchio cuscino, fissavi il pavimento con un misto di rassegnazione e rabbia. Sentivi ancora la voce dei tuoi genitori risuonare nelle orecchie, le loro parole che cercavano di convincerti della necessità di quel matrimonio. Ma tu non riuscivi a liberarti da quella sensazione di soffocamento, di essere intrappolata in una rete da cui non c'era via di fuga.
Dieci anni prima, eri una bambina, e sebbene avessi capito poco delle dinamiche familiari e delle responsabilità che ti venivano imposte, avevi sentito il peso di quelle promesse sulla tua giovane vita.
Il tuo incontro con Satoru Gojo era stato disastroso, un confronto che aveva lasciato cicatrici non solo fisiche, ma anche emotive. Ogni volta che pensavi a lui, ti tornava in mente il suo sguardo gelido, quel sorriso sardonico che sembrava dirti che non saresti mai stata all'altezza.
"Quindi questo è il tuo potere? Trasformare gli oggetti in perle? Che debole, non potresti essere utile in alcun modo alla società Jujutsu".
Quelle parole ti avevano ferita profondamente. Satoru aveva un dono straordinario, una forza innata che lo rendeva speciale, mentre tu ti sentivi insignificante al suo confronto. Il tuo potere, che una volta avevi considerato un dono prezioso, ti appariva ora come una debolezza, un segno della tua inadeguatezza.
Eravate cresciuti in mondi diversi, tu nella costante ombra della tua famiglia, lui nel fulgore della sua. Non c'era stata alcuna intesa, alcun legame che potesse giustificare un'unione così forzata. E ora, dieci anni dopo, la situazione non era cambiata. Se possibile, il divario tra voi si era solo ampliato. Satoru era diventato un pilastro nella comunità Jujutsu, rispettato e temuto, mentre tu ti sentivi sempre più intrappolata in un ruolo che non avevi scelto.
Non era solo la paura del matrimonio che ti logorava, ma anche il senso di impotenza di fronte a un destino già scritto. Ti chiedevi se fosse possibile ribellarsi, trovare una via d'uscita. Ma ogni volta che consideravi questa possibilità, ti trovavi di fronte alla dura realtà: la tua famiglia dipendeva da questo matrimonio.