<<Jake, presto infilati con la macchina in quel vicolo>> disse Vattuone indicando una traversa della via principale che si presentò alla nostra vista.
L’autista fu lesto ad eseguire, entrando con l’auto in una sorta di vicolo stretto e senza sbocco, adornato esclusivamente da alcune pattumiere.
Appena l’auto si fu fermata, Vattuone si rivolse nuovamente alla sua vittima, che stava tentando invano di tamponarsi la ferita.
<<Ascolta, amico. Immagino tu sappia quanto sia lento e doloroso morire a causa di un proiettile nello stomaco. E io detesto veder soffrire la gente. Quindi facciamo così. Ora tu mi dici quello che voglio sapere, e io ti concedo una morte rapida.>>
Lo Sfregiato alzò la testa in direzione del suo interlocutore, dando l’impressione di voler parlare.
Vattuone si avvicinò per udire le sue parole, ma l’unica cosa che ricevette fu uno sputo intriso di sangue in pieno volto.
<<Bene. Hai fatto la tua scelta>> disse pulendosi il viso con espressione disgustata. <<Fammi un fischio quando arriverai all’inferno. Buddy, sbattilo fuori.>>
<<L’uomo di Vattuone eseguì l’ordine immediatamente, aprendo la portiera e trascinandosi dietro Lenny mentre scendeva.
Lo Sfregiato rovinò a terra accompagnando la sua caduta con un urlo di dolore.
Buddy rientrò rapidamente nel veicolo senza guardarsi indietro.
<<Jake, metti la retromarcia e schizza fuori di qui.>>
Ripartimmo senza esitazioni, lasciando il sedicente Lenny Rope accasciato su se stesso, a guardare in faccia la morte con le mani premute sul ventre.
Appena usciti dal vicolo, l’autista diede un colpo di acceleratore e si reinserì nel traffico pensando di doversi allontanare il più in fretta possibile, ma un ordine di Vattuone lo raggiunse pochi istanti dopo: <<Accosta immediatamente.>>
<<Ma capo è pericoloso. Potrebbe arrivare qualcuno…>>
<<Accosta questa cazzo di macchina!>>
Jake non se lo fece ripetere due volte, e si fermò a pochi metri dal vicolo che avevamo appena abbandonato.
<<Aspettaci con il motore acceso. Tu, Buddy, pistola in tasca e scendi con me. Vieni anche tu giocattolaio. Voglio che tu possa guardare negli occhi di uomo che muore.>>
<<Ma…>> cercai di obiettare qualcosa di sensato ma non feci a tempo.
<<Fuori! E non provare ad allontanarti o sei morto.>>
Non ebbi il coraggio di oppormi. Schizzammo tutti e tre fuori dall’auto senza ulteriori indugi.
<<Seguitemi e non fiatate. Buddy, se il giocattolaio fa qualche cazzata, sparagli un colpo in testa.>>
Deglutii, inerme di fronte alla furia di quell’uomo.
Tornammo nei pressi del vicolo. Vattuone ci fece nuovamente segno di seguirlo, accostando il dito indice alla bocca per intimarci di fare silenzio. A pochi passi da noi, trovammo lo Sfregiato dove lo avevamo lasciato. Ci dava le spalle e non ci udì arrivare. Era in ginocchio, circondato dal suo stesso sangue. Lo vidi tenersi la ferita con una mano e impugnare un cellulare con l’altra. Ci avvicinammo a lui lentamente senza farci sentire, ma riuscendo ad udire le sue flebili parole.
<<...mi deve ascoltare, le spiegherò tutto dopo, ora ho bisogno di aiuto, mi hanno sparato…>> Un colpo di tosse interruppe il disperato appello che quell’uomo stava rivolgendo a qualcuno.
Nella mia testa, lì per lì, pensai che stesse chiamando un’ambulanza, o ancor peggio, la polizia, e che entro pochi istanti ci saremmo ritrovati tutti bloccati in quel vicolo. Pensai che Vattuone fosse impazzito, ma dovetti ricredermi pochi istanti dopo.
Evidentemente il misterioso interlocutore all’altro capo del telefono era più preoccupato di sapere cosa fosse successo che della salute del suo uomo, perché l’interrogatorio non parve concludersi.
Dopo un ulteriore attacco di tosse, lo Sfregiato, sempre più sofferente, riprese a parlare: <<È stato…>>
Non finì mai quella frase. Vattuone pose fine alle conversazione con un colpo di pistola alla nuca, sparato con il silenziatore.
Il boss raccolse il cellulare con la rapidità di un fulmine, interrompendo la conversazione, e mettendoselo in tasca.
<<Presto, andiamocene. Abbiamo già sfidato troppo la sorte.>>
Percorremmo il vicolo a ritroso in un baleno, raggiungendo l’auto dove Jack ci attendeva con il motore acceso.
Ripartimmo al volo.
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GIOCATTOLI
غموض / إثارةTre uomini. Menti brillanti e fantasiose. Le loro creazioni sono giocattoli molto particolari. Che siano robot, autoveicoli, peluches o qualsiasi altra cosa, ciascuno dei loro prodotti è perfettamente in grado di uccidere. Quando un cliente misteri...
