<<Noi abbiamo semplicemente costruito gli aerei>> dissi candidamente.
<<Ah sì?>> mi rispose con tono ironico. <<E poi cos’è successo? I vostri giocattolini hanno preso vita, sono andati a farsi un giretto nel Winsconsin e hanno fatto una strage di loro iniziativa?>>
<<No, ovviamente no…>> le parole mi uscirono a stento dalla bocca. Mi sforzai di continuare. <<Noi abbiamo soltanto ricevuto una richiesta da un tizio, un pezzo d’uomo, mai visto prima, con una lunga cicatrice sul volto, che ci ha fornito un elenco di modellini da costruire per conto di un'altra persona di cui non ci ha detto nulla. Ci ha fatto un’ottima offerta e abbiamo acconsentito senza fargli altre domande.>>
Vattuone irrigidì ulteriormente il suo sguardo. Mi sentii trapassare da parte a parte.
<<E dimmi, giocattolaio, com’è che questo tizio misterioso casualmente ha utilizzato le vostre opere d’arte per far fuori mio figlio?>>
<<Io non ne ho idea. Qualcuno ci sta mettendo in mezzo. Chi le ha mandato quel messaggio?>>
<<È stata recapitata ieri sera in uno dei miei casinò, con l’indicazione di consegnarmela con urgenza. Indubbiamente sospetto come modo di agire, e mi piacerebbe tanto sapere chi ringraziare per questa lettera. Ma di questo è pur certo che mi occuperò in un secondo momento. Attualmente, ciò che conta è che a quanto pare non sono stato male indirizzato. Mi è bastato fare un po’ di telefonate per scoprire chi siete e cosa fate veramente. E guarda caso nei mesi scorsi avete ordinato del materiale utile a costruire modellini di aerei come quelli impiegati nella strage. E, sempre nell’ambito delle coincidenze, sono anche venuto a sapere che il tuo amico, lì per terra, ha il vizietto del gioco. Mio figlio gestiva per conto mio diverse bische clandestine e non è mai stato molto tenero con chi gli doveva dei soldi. Se due più due fa quattro non è difficile capire il motivo per cui l’abbiate ammazzato.>>
<<Debiti con suo figlio? Tony? Ci dev’essere un errore!>>
Vattuone si girò verso il punto in cui il mio socio giaceva riverso a terra.
<<Tiratelo su>> disse ai suoi uomini.
Due di essi non si fecero attendere e lo sollevarono per le spalle tenendolo in piedi, sulle gambe malferme. Per quanto dolorante e martoriato in volto era cosciente.
<<Avanti amico>> lo incalzò il boss. <<Di al tuo socio che non c’è nessuno sbaglio.>>
<<È vero Steve...>> la voce di Tony era rotta dal dolore per i colpi ricevuti. <<Ogni tanto gioco, tu lo sai. E in effetti ho qualche debito qua e là ma non ho mai conosciuto Niki Vattuone, e non credo di dovergli dei soldi. Qualcuno ci ha voluti incastrare, credimi. Sai bene che non ho idea di chi sia stato realmente a commissionarci quel lavoro né, quando abbiamo accettato, avevo la più pallida idea dell’uso che sarebbe stato fatto delle nostre creazioni...>>
La voce del boss troncò la mia replica sul nascere.
<<Oh poverini. Mi fate quasi pena. Dunque siete due vittime innocenti. Peccato. Nel dubbio vi ammazzo lo stesso, giusto per ringraziarvi di aver costruito le armi che hanno spedito mio figlio al creatore. E per inciso ci avrebbero mandato anche me, se un impegno dell’ultimo minuto non mi avesse impedito di accompagnarlo. Poi, quando sarete crepati accerterò se la vostra storiella è vera, non vi preoccupate. Nel caso, l’uomo misterioso di cui avete parlato e il suo tirapiedi verranno a raggiungervi presto. Avanti ragazzi. E non fate troppo rumore.>>
L’ultima frase fu accompagnata da un cenno della mano, di fatto equivalente a una sentenza di morte emessa nei nostri confronti.
Gli uomini che ci tenevano sotto tiro, in risposta all’invito del loro capo, estrassero dalle tasche degli oggetti che riconobbi come silenziatori per le loro armi.
<<Non vogliamo disturbare i vicini a quest’ora>> disse Vattuone.
Capii che se non avessi detto o fatto qualcosa all’istante saremmo morti entrambi.
Tony accennò a divincolarsi ma i due che lo sostenevano si limitarono ad accentuare la stretta.
<<Aspettate!>> dissi con la forza della disperazione.
I malavitosi parvero non avermi nemmeno udito. Si fermarono solo a un cenno del loro capo.
<<Fermi. Sentiamo il nostro amico cos’ha da dire. Spesso le ultime parole dei condannati si rivelano estremamente interessanti.>>
<<Io… io posso aiutarvi a trovare l’assassino.>>
Notai con la coda dell’occhio che Anthony mi fissò con aria interrogativa.
Anche Vattuone parve interessato. Capii che le mie parole successive sarebbero state determinanti nel decidere il nostro destino.
<<So come aiutavi a trovare l’uomo che ci ha contattati, quello con la cicatrice. Noi lo chiamiamo “Sfregiato”, ignorando il suo nome. Ma in cambio voglio salva la vita per me e il mio socio>> dissi, con una spavalderia dettata dal panico.
Il boss mosse due passi verso di me. Istintivamente arretrai terrorizzato, ma non abbastanza per evitare di trovarmelo a pochi centimetri di distanza.
Abbassando il tono della voce, mi disse: <<Sai che volendo potrei strapparti fuori ogni tipo di informazione e poi ammazzarti lo stesso? Invocheresti la morte come una benedizione dopo avermi detto quello che mi interessa sapere.>>
Lo guardai con gli stessi occhi con cui avrei osservato il Demonio in persona
<<Ma quello che tu ignori, giocattolaio, è che, per vostra fortuna, io detesto torturare la gente. Preferisco i lavori rapidi e puliti. Quindi facciamo così, ti darò una possibilità. Se quello che dici è vero, che qualcuno vi ha incastrato, e tu sarai così bravo, o fortunato, da aiutarmi a trovare chi c’è realmente dietro a questa storia, vi concederò di avere salva la vita. Ma giuro che se mi stai mentendo e mi farai perdere del tempo per niente farò uno strappo alle mie regole e vi farò pentire di essere nati.>>
Senza proferire parola feci un semplice cenno di assenso con la testa, ignorando nel contempo gli sguardi interrogativi di Anthony.
<<Avanti, sputa il rospo e dimmi quello che sai di quell’uomo.>>
<<Lo Sfregiato non aveva solo la cicatrice come segno distintivo. Dal colletto della camicia ho avuto modo di notare la parte terminale di un tatuaggio che ha sul collo. Una zampa, direi di un drago, con una clessidra tra gli artigli. Un tipo di disegno molto particolare.>>
<<Mi prendi per il culo?>> mi chiese Vattuone alzando minacciosamente la voce.
Mi interruppi di colpo, spiazzato e terrorizzato.
<<Siamo a New York, una città con oltre otto milioni di abitanti, e pensi che io possa trovare qualcuno, ammesso che sia ancora in questo stato, sulla base di un disegno?>>
Ripresi fiato e coraggio, prima di andare avanti. <<Sì, perché quel tipo di tatuaggi li fa mio figlio.>>
Un lampo di interesse attraversò gli occhi del boss.
<<Questo è già un qualcosa in più. E sentiamo, dove lavora tuo figlio?>>
<<Ha un piccolo negozietto nel quartiere di SoHo. Si trova a meno di un’ora di macchina da qui, anche tenendo conto del traffico.>>
Vattuone parve soppesare le mie parole. Si fermò a riflettere per alcuni istanti. Dopodiché prese una decisione. <<Ok giocattolaio, mi hai convinto. Facciamo così, ora io, te e tre dei miei ragazzi andiamo a trovare tuo figlio e vediamo se ci da qualche informazione utile, anche se dubito che questo fantomatico Sfregiato vada in giro a dare il suo indirizzo al primo stronzetto che gli fa un tatuaggio. Ma non si sa mai. Vediamo se il destino ha deciso di darti una mano. Il tuo socio, invece andrà con il buon Carmine in un posto accogliente ad aspettarci fino al nostro ritorno. Giusto per evitare che gli venga la voglia di andare a fare quattro passi in giro.>>
<<Solito posto, capo?>> chiese l’uomo basso e abbronzato.
<<Solito posto. Non vorrei che da queste parti passasse qualche poliziotto vero o qualche ficcanaso dell’FBI prima che io abbia finito con questi due. Anzi, a tal proposito chiama Joseph, digli di venirti a prendere e nel frattempo avvisa i nostri contatti. Dì loro di depistare le indagini. Potrei aver bisogno di tempo, e non voglio certo trovarmi degli sbirri tra i piedi.>>
<<Sarà fatto.>>
<<Steve…>> Anthony cercò nel frattempo di attirare la mia attenzione. Ma lo prevenni, intuendo le sue perplessità.
<<Non preoccuparti Tony. Vedrai che Bruce ci darà una mano.>>
Con un cenno del capo, il mio socio assentì, sebbene scarsamente convinto. Anch’io nutrivo dei dubbi, ma era la nostra unica speranza.
<<Sei pronto giocattolaio?>> mi chiese Vattuone, quando ebbe finito di impartire gli ordini al suo uomo.
<<Andiamo>> dissi, ricacciando le mie ansie in fondo al cuore
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GIOCATTOLI
Mystery / ThrillerTre uomini. Menti brillanti e fantasiose. Le loro creazioni sono giocattoli molto particolari. Che siano robot, autoveicoli, peluches o qualsiasi altra cosa, ciascuno dei loro prodotti è perfettamente in grado di uccidere. Quando un cliente misteri...
