<<Torniamo a Robert. Quello stolto mi disse di aver scoperto la mia vera identità, da me sempre gelosamente celata, e mi minacciò di denunciarmi alla polizia se non avessi lasciato in pace sua moglie. Io cercai di calmarlo, e di convincerlo che stava prendendo due granchi in un colpo solo. Gli dissi che stava vaneggiando, sia per quanto riguarda Annette, sia in merito alla mia presunta partecipazione ad attività illegali, che etichettai che come un’assurda fantasia. Ma lui non demorse dalle sue convinzioni. Mi disse che non gli interessava nulla di quello che facevo nella vita, purché lasciassi perdere sua moglie. Fu talmente insistente che non potei far altro che assecondare la sua testardaggine. Pur continuando a schernirlo in merito alle sue fantasiose ipotesi, delle quali in effetti non aveva alcuna prova, gli promisi comunque che, per farlo stare meglio, avrei accuratamente evitato ogni tipo di atteggiamento nei confronti di Annette che avesse potuto arrecargli disturbo. Lui parve rasserenarsi e mollò la presa. Io dal canto mio, decisi, nell’istante stesso in cui ci salutammo, che l’avrei eliminato.>>
Mi sentii inorridire. Gregory, il play boy, lo scanzonato amico e compagno di mille sbronze, mi stava dicendo di essere un gangster e un assassino. Ebbi la sensazione di vedere il mondo capovolgersi sotto i miei occhi.
<<Sconvolto?>> mi chiese, finalmente notando la mia costernazione.
<<Deluso>> gli risposi istintivamente.
<<Non è la tua approvazione ciò che sto cercando, Steve>> mi disse stizzito.
<<Immagino>> gli risposi. <<Va avanti>> lo incitai, con quel poco di coraggio che la rabbia mi fornì.
<<Apprezzo la tua ansia di sapere>> mi disse ironico. <<Bene. Come ti stavo dicendo, iniziai a pensare a come togliere di mezzo Robert. Avrei potuto semplicemente farlo ammazzare ma decisi di simulare un incidente. Ritenni che in una situazione del genere Annette si sarebbe fatta meno domande e mi sarebbe stato più facile propormi a lei come spalla su cui piangere. Ideai il piano del carrarmato, ben sapendo quanto Robert fosse appassionato di quelle cose. Suggerii quindi ad Annette di farglielo fare come regalo di Natale e organizzai la festa a casa mia. Chiesi a Robert di accettare il mio invito a suggello della nostra rinnovata amicizia e lui accettò. Pochi giorni prima della festa ti chiesi di mostrarmi in gran segreto il modellino per avere il piacere di vederlo in anteprima. Ricordi?>>
<<Certo che me lo ricordo. Mi ero sentito orgoglioso per il tuo interesse e per i tuoi complimenti. Avrei dovuto insospettirmi, dato che non ti eri mai interessato prima alle mie opere, ma all'epoca non avevo motivo di dubitare della tua buona fede. Ma come hai fatto a manometterlo?>>
<<Semplicissimo. Mentre tu eri distratto ho otturato la canna, in modo che esplodesse ai primi tentativi di fare fuoco. Ti ho poi restituito il giocattolo senza che ti accorgessi di nulla. Quello che è successo poi al tuo carro armato, suppongo tu lo ricordi abbastanza bene.>>
<<Certo che me lo ricordo, brutto bastardo. Il dolore e il rimorso per ciò che è avvenuto mi hanno dilaniato, gettandomi nello sconforto e facendomi sentire mortalmente in colpa per il timore di aver avuto delle responsabilità in quella disgrazia.>> La rabbia iniziò ad offuscarmi il cervello, impedendomi di tenere a freno la lingua. Gregory, tuttavia proseguì come se non mi avesse udito.
<<Una volta tolto di mezzo Robert, non mi fu difficile far cascare Annette nella mia tela. Aspettai pazientemente che fosse lei a venire a cercare il mio conforto, e quando lo fece, debole e disperata, riuscii a sedurla. Finalmente ebbi ciò che volevo. Certo, avrei dovuto lasciar trascorrere un po’ di tempo prima che si riprendesse e tornasse la donna di un tempo, ma decisi di non farle alcun tipo di pressione. A quel punto avrei potuto dichiararmi soddisfatto. Tuttavia c’era ancora un tarlo che mi rodeva il cervello. Mi domandai se Robert, prima di morire, avesse parlato con qualcuno delle sue congetture sulla mia attività. In particolare, dopo essermi convinto che Annette era all'oscuro di tutto, iniziai a pensare che potesse essersi confidato con i suoi soci, te ed Antony. Non eri tanto tu a preoccuparmi, bensì Tony. Quell'idiota, con il suo vizio del gioco, spesso era finito anche nelle mie bische, accumulando parecchi debiti. Iniziai a temere che da un momento all'altro anche a lui potesse venire in mente di ricattarmi.>>
<<Noi non sapevamo nulla!>> protestai.
<<Questo lo vedremo, Steve. Ora lasciami finire, non manca molto. Riflettendo sulle mie paure, mi ritrovai a pensare molto a voi due, e finii col formulare un'idea, che nuovamente mi avrebbe permesso di prendere due piccioni con una fava. Salvatore Vattuone, mio rivale in affari, stava diventando sempre più pericoloso. Ammazzava i miei uomini, mi rompeva le uova nel paniere, e più volte era stato vicino a scoprire la mia vera identità. Inoltre anche suo figlio stava diventando una spina del fianco per la mia organizzazione. Astro nascente della malavita organizzata newyorkese si stava dimostrando sin troppo sveglio. Provai a farli ammazzare, ma mi resi conto che era un'impresa estremamente ardua a causa della loro scaltrezza e dell’efficientissima rete di sicurezza che li circondava. Beccarli iniziò ad apparirmi un’impresa quasi impossibile. Quando venni a sapere da un informatore che si sarebbero recati a quella manifestazione nel Winsconsin ebbi una sorta di illuminazione. Avrei potuto sfruttare le vostre competenze per farvi costruire dei modellini identici ad alcuni di quelli che sarebbero stati utilizzati durante l’esibizione e li avrei fatti sostituire in modo da poterli indirizzare contro Vattuone e suo figlio. Mi resi conto che, per quante guardie del corpo potessero avere intorno, mai si sarebbero aspettati un attacco aereo. Dopodiché avrei fatto in modo di indicarvi come responsabili della strage, in modo che qualche capetto superstite del clan Vattuone vi venisse a cercare per togliervi di mezzo, tappandovi così la bocca per sempre. Conoscendo il vizietto di Antony ritenni logico attendermi che non sarebbe stato troppo difficile per loro scoprirlo e individuare in esso un valido movente per l’eccidio. Facendo esplodere gli aerei avrei infine ottenuto di rallentare le indagini dell’FBI, in modo che, quando i suoi agenti fossero riusciti a risalire a voi, vi avrebbero trovati già morti. Il che avrebbe chiuso definitivamente la questione sotto tutti i punti di vista.>>
<<E Annette? Cosa centra lei? Perché le è venuto in mente di ricattarci?>> chiesi, scioccato e disgustato da ciò che avevo appena udito. <<Non riesco a spiegarmi il suo coinvolgimento in questa assurda vicenda.>>
<<Anche questo faceva parte del mio piano, caro Steve. Ti conosco da troppi anni e so perfettamente quanto tu sia sempre stato ipocrita e paranoico nel tuo lavoro. Immaginai che avresti rifiutato l'incarico, nonostante l'ottimo compenso, fiutando le possibili grane cui sareste andati incontro. Pertanto ho deciso di sfruttare l’odio che Annette provava nei vostri confronti, aizzandola contro di voi per convincerla a ricattarvi. Lei non seppe mai nulla del mio piano, né tanto meno di tutto ciò che ti ho appena raccontato, ma continuava a sentirsi in credito nei vostri confronti. Quindi ha seguito di buon grado i miei consigli mettendovi in difficoltà dal punto di vista economico. E come immaginavo ciò è bastato a farvi decidere. Le ho anche detto di raccontarvi di aver preso contatti con un avvocato, in modo che non vi venissero strane idee in testa e acconsentiste alle sue richieste senza obiettare. Tutto sarebbe andato liscio, se il destino non avesse iniziato a prendersi gioco di me, mandando quasi tutti i miei progetti all’aria. Prima mi ha portato via Annette, perita nel rogo della sua abitazione. Dopo tutto quello che ho fatto per averla, l'ho persa nel più stupido dei modi.>>
<<I giornali hanno parlato di un corto circuito>> intervenni.
<<Non si è trattato di un corto circuito. Ho fatto fare delle indagini per accertare cosa sia realmente successo. Ho persino pensato che l'aveste ammazzata voi in barba alle sue minacce. In realtà a quanto pare si è trattato semplicemente di una tragica fatalità. Dalla morte di Robert, Annette fumava tantissimo, persino a letto. Dalle ricostruzioni che mi sono state presentate pare che abbia gettato un mozzicone acceso nel cestino dei rifiuti, per poi addormentarsi. La carta ha preso fuoco, e con essa tutti i mobili ad essa circostanti. L'incendio dev'essere divampato mentre Annette era immersa in un sonno profondo e non si è probabilmente accorta di nulla fino a quando non è stato troppo tardi.>>
<<Un vero peccato>> dissi con malcelata ironia. Ancora una volta Gregory, ormai perso nel suo racconto, parve non udirmi e proseguì.
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GIOCATTOLI
Misterio / SuspensoTre uomini. Menti brillanti e fantasiose. Le loro creazioni sono giocattoli molto particolari. Che siano robot, autoveicoli, peluches o qualsiasi altra cosa, ciascuno dei loro prodotti è perfettamente in grado di uccidere. Quando un cliente misteri...
