POV FELIX
In questo periodo ho pensato solo a me stesso, a cercare di risolvere con Hyunjin, di capire cosa ci bloccasse e cosa provassi per lui (con molti scarsi risultati) e ho trascurato Jisung, il mio migliore amico per me un fratello, senza pensare a come stasse oppure come stasse andando con Minho o Yeonjun.
Non mi sono accorto dei suoi occhi tristi gonfi e rossi per le lacrime la mattina, della sua tristezza, del fatto che non voleva uscire o parlare con nessuno e mi sono sempre fermato al suo finto "sto bene".
Non so perché era così e onestamente lo vorrei capire il perché, non so com'è finita con Minho o con Yeonjun ma adesso era arrivato il momento di parlare con lui.
Arrivato alla mensa mi sedetti nello stesso tavolo di tutti giorni dove riuscivamo a sederci solo noi otto.
Presi posto tra Hyunjin e Jisung e dopo aver salutato tutti i miei amici inizia a mangiare.
Jisung sedeva alla mia sinistra mentre Minho era messo nella panca di fronte a noi, sulla destra.
I loro sguardi non si incrociavano minimamente; Minho, seduto accanto a Chan hyung, sbatteva lentamente le bacchette contro il cibo, portando alla bocca una piccola porzione di esso soltanto quando Chan lo guardava preoccupato mentre Jisung, alla mia sinistra, mangia velocemente per poi potere abbandonare il tavolo e andare da Yeonjun.
"Io ho finito, vado da Yeonjun" disse Ji.
"Aspetta" risposi alzandomi "vuoi venire a casa mia oggi?" continuai.
Mi guardò preoccupato, poi guardò Yeonjun che lo aspettava in qualche tavolo dopo con i suoi amici.
"Non lo so, ti faccio sapere" rispose velocemente andando via da noi.
Mi risedetti scombussolato dall'accaduto.
"Ehy tutto ok?" chiese Hyunjin.
"Si, sono stranito dalla risposta di Ji, non mi avrebbe mai detto di no o non lo so lui avrebbe detto sempre si" affermai guardando il piatto sul tavolo.
"Magari a da fare con Yeonjun, lascialo stare, penso che quei due stiano insieme" rispose accarezzandomi la schiena per tranquillizarmi.
Lui non capisce, il mio Jisung non mi avrebbe mai detto di no, né per i suoi genitori né per altri suoi amici né per fidanzati o fidanzate.
Jisung era sempre lì per me, eravamo migliori amici da una vita e quella risposta mi puzzava.
Dietro al suo atteggiamento c'era qualcosa che non andava anzi peggio ancora c'era qualcuno che non faceva andare bene le cose.
Mi girai per vedere il tavolo di Yeonjun, dove Jisung si sedette accanto lasciandogli un delicato bacio sulla guancia.
I due si guardavano negli occhi, il mio amico fece come per dire qualcosa e quel qualcosa non piaceva all'altro ragazzo, che lo guardò male, iniziò a negare con un movimento di testa e poi iniziò a parlargli probabilmente dicendo cose non belle, gli strinse i polsi molto forte a quel punto mi alzai.
Hyunjin, che mi vise arrabbiato, si alzò con me cercando di stare al mio passo.
Vidi con la coda dell'occhio che anche gli altri mi seguirono, beh non volevo attirare attenzione volevo solo capire cosa stesse facendo quel ragazzo nuovo al mio migliore amico.
"Ehi" urlai più forte del dovuto "vuoi lasciare il mio amico in pace".
Yeonjun, il quale capì che era rivolto verso di lui, lasciò i polsi di Jisung guardò svogliatamente i suoi amici:
Soobin, figlio di un professore qua a scuola, se gli facevi qualcosa venivi o sospeso o con bocciato anche se non avevi suo padre come prof.
Beomgyu, amico di Soobin da quando andavano all'asilo, più che amico lo ritengo cane di Soobin.
Taehyun: fidanzato di Beomgyu, famoso per i suoi pugni.
Kai: il più piccolo, che guardava con faccia innocente.
Penso che sia entrato in questo gruppo solo perché abbia soldi.
"Hai problemi con me?" chiese il nuovo ragazzo,alzandosi all'inpiedi.
"Lix, lascia stare andiamo a sederci" mi sussurrò accanto Seungmin tirandomi piano per il polso sinistro.
"Bravo ascolta il tuo amichetto e torna al tuo posto" disse il ragazzo alzandosi le maniche della maglia.
Se prima lo volevo fare ora non lo farò.
Mi avvicinai ancora di più,arrivando a qualche centimetro lontano dal suo viso "Si, ho problemi con te. Disturbi il mio amico credendo di essere importante ma alla fine non sei nessuno" risposi io.
Lui fissò gli occhi con quelli di Ji chiedendo:" Così gli hai detto? Che ti disturbo? Non sei tu che vieni da me quasi in ginocchio"
Il diretto interessato non ebbe neanche il coraggio di rispose e abbassò gli occhi verso il pavimento sussurrando:" Io non gli ho detto nulla, è un bugiardo".
A quella frase mi offesi.
È vero, lui non mi aveva detto nulla ma lo vedevo, non sono cretino.
"Jisung" fece il piccolo I.N., come un rimprovero.
"Beh, l'avete sentito io non disturbo nessuno, quindi andatevene piccoli frocetti" disse ad alta voce Yeonjun.
"Junnie" sussultò il mio amico.
A quella frase scoppiai ma prima di parlare guardai in faccia quello che ritenevo il mio amico di una vita.
Aveva lo sguardo basso e le mani chiuse portate sul gambe,anch'esse chiuse ma a X.
"Come ti permetti" urlai fortissimo dando uno spintone.
"Felix!" mi riproverò Jisung, urlando e alzandosi in piedi"Non fargli del male, non ha detto nulla" "Smettila di intrometterti nei miei affari".
Ero scioccato alle sue parole.
Quello non era il mio amico.
"Beh se dici così allora" dissi avvicinandomi a lui " É inutile che vieni con noi alle uscite o pranzi velocemente per venire poi in questo tavolo di merda! Per noi sei morto, dimenticati di noi"
urlai fortissimo.
Girai e me ne andai, uscendo dalla mensa cercando un posto per poter stare da solo.
Ero arrabbiato con Jisung, lui era il mio migliore amico di sempre, la spalla su cui potevo piangere, l'amico a cui poter chiedere consigli ma soprattutto uno dei miei fratelli che non ho mai avuto.
Corsi via, sentendo le lacrime scivolare,i lentamente dal viso.
"Felix! FELIX!" urlò Hyunjin dietro di me.
Non mi fermai lo stesso, fino a quando non trovai una classe vuota con la porta aperta.
Entrai velocemente e Hyunjin riuscì ad entrare pure, chiudendo la porta dietro di se.
Mi sedetti per terra, sotto una finestra appoggiando la schiena ad un termosifone.
"Lixie, shhhh, ci sono io ora" cercò di calmarmi Jin davanti a me.
Mi abbraccio, portai la mia tesa sul suo petto, cercando di calmarmi e respirare mentre lui mi accarezzava la testa fino alla fine della lunghezza dei miei capelli.
"Quello non era il mio Jisung, hyung, quello era qualcuno sconosciuto a me che mi sta iniziando ad odiare.
Sono io il problema? Perché mi preoccupo troppo per lui? Perché voglio solo del bene per lui? Sono io il problema" quasi urlai piangendo.
"No, piccolo, non sei tu il problema. Non pensarci più per ora.
Cerca di calmarti e ne riparleremo quando sia tu che Ji sarete più lucidi" reagì alle mie parole con calma.
Smisi di piangere e calmati il mio respiro affannato.
Hyunjin prese la mia testa tra le sue mani, in modo tale che io potessi guardarlo in faccia.
Dalle sue labbra si accennò un piccolo sorriso.
Ho capito tutto, io amo questo ragazzo.
Lui si sedette davanti a me e io mi accomodai sulle sue gambe.
I nostri visi erano più vicini del dovuto, le sue mani sui miei fianchi mi facevano restare in equilibrio mentre le mie erano legate dietro il suo collo.
Giocherellavo con i suoi capelli mentre i nostri occhi erano inchiodati tra di loro
Mi stancai della situazione e azzerai le distanze avvicinandomi alle sue labbra.
Le nostre labbra si toccavano, incastrandosi perfettamente una con l'altra.
Le nostre lingue erano entrante in una danza coordinata mentre scambiavamo la saliva.
Non ricordo per quanto tempo stessimo così, ricordo solo che terminato il bacio ci guardammo negli occhi.
"Ti amo" mi disse in sussurro.
Sussultai ma lo stesso dissi "Ti amo anch'io" nello stesso tono di voce.
Ci abbracciammo.
"Voglio stare con te per sempre piccolo" continuò vicino il mio orecchio.
Io lo amo, lo amo, lo amo.
"Anch'io".
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Enemies? || Minsung
Dla nastolatków"Spero di non rincontrarti mai più" gli sussurrò all'orecchio il figlio della famiglia Lee. IN CORSO, NON VOGLIO SESSUALIZZARE NESSUN K-POP IDOL
