Seorlin era consapevoledella sua vittoria imminente: anche con la sua morte, i suoi nemici nonavrebbero avuto scampo. Infatti, lui era solamente un pedone di apertura inquel grande gioco di morte e distruzione.Pensò ai segni che aveva inciso sul suo corpo la sera prima, al sangue cheaveva sporcato il tessuto interno delle sue vesti e al dolore che gli avevafatto stringere i denti. Quel pensiero portò un sorriso crudele sul suo volto:riusciva già a sentire la carne di una delle due donne squartata dal suopugnale, riusciva ad assaporare il loro terrore e a sentire le loro urla. Furono, però, tutte fantasie di un istante, perché prima che potesse avvicinarsi a loro, un ramo lo trapassò dallo stomaco, sollevandolo da terra. Fu così improvviso, che non uscì suono dalle sue labbra.
Alex si fermò, volgendo gli occhi alla regina di Arran, la quale evitò il suo sguardo. L'arcimaga corrugò la fronte e strinse i denti: era successo qualcosa di inaspettato, qualcosa che persino lei non comprendeva. Non ci fu tempo per parlare, perché il combattimento non era ancora terminato. L'imperatrice si sbarazzò insieme a Iza e Derek delle ultime guardie arrivate sul posto e fu in quel momento che Scarlett uscì dall'ombra, raggiungendo il gruppo. Prima di iniziare a parlare, si mise a controllare i corpi dei cadaveri: i soldati non avevano segni incisi sulla loro pelle, nemmeno Fromm Kersink, ma quando si avvicinò al cadavere di Askmon, imprecò. L'uomo aveva gli stessi simboli degli altri sacrifici. Scarlett si voltò verso Seorlin, morente, e lo afferrò per il colletto, tagliando la sua maglia: scoprì una pietra nera incastrata nella carne del suo petto e vide i marchi del demonio. "Giungerà..." sussurrò l'uomo con un filo di voce. "La mia morte è l'inizio... Golujef arriv-" sputò del sangue e i suoi occhi si spensero del loro bagliore folle ma vivo. Scarlett sapeva che la sua morte avrebbe provocato danni ben peggiori, così si voltò verso l'imperatrice e l'arcimaga, che la stavano osservando con occhi pieni di consapevole angoscia. "La sua morte scatenerà altre scosse e non sappiamo quanto saranno forti o se verrà qualcos'altro."
"Quando si tratta di rituali demoniaci, dobbiamo aspettarci il peggio del peggio" affermò con sicurezza Grimilde, osservando il cadavere di Seorlin. Quell'uomo non era come gli altri: era probabile che avesse donato il suo spirito e il suo corpo a Golujef. La regina aveva una brutta sensazione, anzi, orribile, che le diceva di guardarsi le spalle: si voltò verso la principessa, prendendola fra le sue braccia, per non mostrarle il cadavere dell'uomo. Biancaneve aveva gli occhi lucidi per lo spavento, ma si fece forza, grazie all'abbraccio della regina che la confortava e le ricordava che nessuna delle due fosse ferita. "Che cosa faremo ora?"
"Che cosa avverti?" lo sussurrò all'orecchio della sua amata. Biancaneve chiuse gli occhi e tremò: "Qualcosa... sta arrivando."
"Dobbiamo andare via da qui. Arran è in pericolo, quanto Umgard in questo momento."
"Arran diventerà una voragine se non fermiamo Golujef prima che sia troppo tardi" la voce demoniaca di Astrael raggiunse le orecchie della regina e della principessa, poi dal nulla si materializzò anche il corpo del demone della lussuria, il quale guardò i presenti, salutandoli con un cenno del capo.
"Che diamine sta succedendo?" Enrico, nonostante la ferita, si reggeva ancora in piedi, e con l'aiuto dei soldati dell'Ordine, giunti insieme a Scarlett, aveva immobilizzato la sorella e stava ricevendo assistenza per la ferita. Adelina e William, invece, erano bianchi come cadaveri e stavano guardando Astrael come se fosse il mostro più spaventoso mai visto. L'imperatrice rimase impassibile, anche se era tesa per la situazione.
Astrael si avvicinò al corpo Seorlin e lo afferrò per il collo, voltandosi verso Grimilde: "Lo sai già, non è vero?"
Il demone separò il cadavere dal grosso ramo che loaveva perforato e scosse il suo corpo, controllandolo con aria stizzita: "Sì...succederà..." borbottò fra sé, per poi gettare a terra l'ammasso di carne senzavita. La regina aveva occhi tormentati e teneva saldamente la mano dellaprincipessa. Sapeva che la sua famiglia avrebbe tentato di farle del male, diucciderla, e di distruggere il suo regno. Arran era in pericolo solamenteperché Grimilde ne era la regina, ma era stanca di avere paura, stanca di doversipreoccupare del suo passato. Per anni aveva anticipato le loro mosse e si eraoccupata degli assassini che avevano inviato, ma a quanto pare non era statoabbastanza.
STAI LEGGENDO
Biancaneve e Grimilde
FantasyVi presento la rivisitazione di una fiaba che conosciamo tutti. Preparatevi a vedere personaggi cristallizzati nel loro ruolo all'interno della corte reale trasformarsi in qualcosa di più umano e vivo. La profondità dei sentimenti e dei pensieri de...
