Grimilde aveva finito di cenare, insieme a Derek. Non aveva molto appetito, ma doveva riprendere energie se voleva proseguire il viaggio. Non voleva essere un peso per nessuno.
"Se hai bisogno, sono nella stanza accanto" la voce profonda dell'uomo ora sembrava meno appesantita dai sensi di colpa. La loro conversazione non era stata particolarmente lunga e avevano affrontato anche molti silenzi insieme, ma Grimilde era riuscita a spiegarsi e Derek aveva affrontato la paura di averla delusa. Non era facile da ammettere ad alta voce, ma Derek e Iza dipendevano da lei, come se fosse la loro famiglia. Erano eternamente grati, profondamente legati a lei.
"Grazie, Derek." La regina lo salutò e poco dopo entrò nella stanza la principessa. Si accostò alla porta, rimanendo silenziosa.
"Bianca? Hai mangiato?" domandò la bionda, facendo cenno alla giovane di mettersi a letto con lei. Biancaneve non rispose subito e rimase ancorata alla porta che aveva chiuso, senza voltarsi. "Ilde... c'è qualcosa che non va in me." La voce tremante, il respiro affannato e i brividi che percorsero la schiena di Grimilde la allertarono. "Amore, vieni qui." La nordica dopo anni di esperienza sapeva riconoscere una possessione parziale quando la vedeva, infatti, appena Biancaneve si voltò, vide un segno nero sulla sua fronte: un marchio demoniaco.
Biancaneve si mosse lentamente verso il letto, poi prese posto vicino a Grimilde. "Puoi dirmi che cosa è successo?" Le domandò titubante, sperando che la presenza non fosse forte abbastanza da manipolare il corpo di Biancaneve.
"Non lo so... mi sono persa... avevo paura..." gli occhi della giovane tornarono rossi, ma per le lacrime, mentre il segno sulla fronte sembrò pulsare. Grimilde era debole, ma forse poteva sistemare la situazione, prima che la possessione si completasse. Portò una mano alla fronte di Biancaneve e nel frattempo le afferrò il polso: "Dimmi che cosa ti ha detto." Cercò di usare quella poca energia che aveva per controllare la traccia demoniaca e separarla da Biancaneve. Doveva tenerla ancorata al presente.
"Una voce... era orribile... continuava a dire delle cose..."
"Che cosa?"
"Io..." Biancaneve portò una mano al volto, asciugando le lacrime. Distolse lo sguardo dalla regina, troppo amareggiata per guardarla negli occhi. "Diceva... che io non ti amo per davvero!" La voce si spezzò e il suo cuore cominciò a battere troppo rapidamente per essere naturale. Grimilde notò i segni di instabilità del simbolo, ma quando udì le parole della principessa si fermò un attimo. "Noi ci amiamo, Biancaneve. Non devi ascoltare le sue parole."
"Diceva... che non ti amo..."
La regina si spaventò quando vide il cambiamento del volto della principessa: gli occhi erano diventati ancora più rossi con dei capillari viola che si irradiavano dalla pupilla. "E se fosse dipendenza?"
"Ascoltami attentamente... voglio che prendi coraggio e cerchi di contrastare questa presenza... so che è spaventoso, ma io sono con te. Va bene?" Grimilde afferrò con gentilezza il volto della principessa, accarezzando le sue guance. Una gocciolina di sudore cadde dalla sua fronte, macchiando le lenzuola: era veramente faticoso mantenere la concentrazione per contrastare il demone, ma sapeva di essere più forte di lui.
Il terremoto molto probabilmente era riuscito a smuovere l'involucro che era rimasto dormiente fino a quel momento... era una teoria che Grimilde aveva già considerato, ma senza il sostegno della tribù, non sapeva proprio che cosa fare per salvare il continente.
"Io ti amo... vero? Non è dipendenza... come può esserlo? Mio padre è morto ma..." Biancaneve continuò a sussurrare pensieri sconnessi: stava perdendo il controllo.
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Biancaneve e Grimilde
FantasyVi presento la rivisitazione di una fiaba che conosciamo tutti. Preparatevi a vedere personaggi cristallizzati nel loro ruolo all'interno della corte reale trasformarsi in qualcosa di più umano e vivo. La profondità dei sentimenti e dei pensieri de...
