"Dicono che il duca sia rimasto ferito durante il viaggio verso la capitale. Mio fratello è scappato da lì... è una tragedia."
L'oste si voltò verso il cliente che stava parlando al bancone e lo osservò con sorpresa: "E' così grave la situazione? Abbiamo sentito delle scosse... che diavolo sta succedendo?"
"Dovreste vedere le strade più avanti. I segni del disastro sono evidenti... io penso che si tratti della volontà divina. Furia che si abbatte su di noi! Io lo dico da anni che avere una regina straniera avrebbe portato solo discordia!" Affermò l'uomo, noncurante delle conseguenze che avrebbe potuto incontrare con quelle convinzioni. Di fatti, poco distante da lui, ad un tavolo della locanda, sedeva il gruppo che accompagnava la regina di Arran. Iza dovette trattenersi dal raggiungere il pazzo che stava sparlando della regina davanti a tutti e Biancaneve si rabbuiò. Non sapeva se quel uomo stesse dicendo il vero riguardo la situazione del duca, ma era comunque uno scenario preoccupante.
"Puntano sempre il dito. La paura fa dire cose assurde" commentò con sdegno Scarlet, strappando un pezzo di pane per mangiarselo. Grimilde era ancora nella sua stanza, con Adelina e William, che la stavano aiutando a prepararsi per la partenza. Biancaneve , ancora una volta, era stata mandata via, affinché mangiasse con gli altri. Non era arrabbiata perché si era svegliata al fianco della sua amata che la aveva ricoperta di baci.
"La situazione è grave... come sospettavamo." Derek si passò una mano fra i capelli scuri, scombinandoli, per poi rivolgere uno sguardo rapido a Biancaneve.
"Il duca Helmholtz avrà tentato di raggiungere la capitale con i suoi soldati per fornire soccorso e probabilmente nel viaggio è rimasto ferito..." Le parole della principessa celavano ulteriori preoccupazioni: che cosa era successo alla capitale? Quanta distruzione avrebbero visto? I pensieri si fecero ancora più cupi, rendendola ansiosa, incapace di restare in quella locanda un altro secondo di più.
"Sarà meglio partire."
I presenti annuirono e si alzarono dal tavolo. Derek e Scarlet andarono a recuperare i cavalli e il carro, Iza pagò il locandiere, mentre Mark e gli altri aiutarono Grimilde affinché tornasse sul carro senza fare troppi sforzi. Non poteva camminare, a causa della ferita, ma si stava riprendendo dai forti dolori e dalla stanchezza estrema che aveva provato i giorni precedenti.
Biancaneve si preoccupò di sistemare il cappuccio sul suo capo, affinché nessuno vedesse il suo volto delicato e i suoi capelli biondi. Chiunque avrebbe riconosciuto una donna nobile come lei e i suoi tratti erano chiaramente nordici. Grimilde le sorrise dolcemente.
Una volta che furono tutti sul carro, o a cavallo, il gruppo ripartì. Passarono poche ore, nel dubbio di quello che avrebbero visto, finché si ritrovarono davanti alla stessa distruzione che avevano visto pochi giorni prima, nel territorio di Umgard.
"L'epicentro..." commentò sottovoce Grimilde, corrugando la fronte: "Potrebbe essere partito da qui. Oppure sono stati due terremoti separati." Rivolse gli occhi alla strada: "Dobbiamo prestare attenzione al percorso."
Considerando l'area montuosa e le strade circondate dai boschi, era ragionevole pensare che avrebbero potuto incontrare frane o percorsi interrotti da rocce, tronchi di albero e così via. Essere prudenti è di vitale importanze.
Come avevano sospettato, più si avvicinavano alla capitale, più incontravano distruzione e caos. Il paesaggio montuoso del confine di Arran, nei pressi delle vette di Erfen, era il più insidioso. Fortunatamente alcuni soldati si erano già attivati per sistemare le strade e metterle in sicurezza. Infatti, ad un certo punto, si ritrovarono davanti ad un posto di blocco, situato a pochi metri di distanza da un ponte in legno. Un soldato li vide avvicinarsi e si fermò in mezzo alla strada, alzando la mano: "Non potete passare, di qui. Il ponte non è sicuro."
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Biancaneve e Grimilde
FantasyVi presento la rivisitazione di una fiaba che conosciamo tutti. Preparatevi a vedere personaggi cristallizzati nel loro ruolo all'interno della corte reale trasformarsi in qualcosa di più umano e vivo. La profondità dei sentimenti e dei pensieri de...
