Capitolo 11: Un mostro

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N/A: se ci sono parole attaccate, fatemi sapere. Purtroppo a volte col copia e incolla Wattpad crea problemi! Grazie in anticipo. <3

***

La mattina seguente, dalle diverse regioni del regno giunsero notizie portate dai messaggeri che avevano cavalcato senza sosta tra la capitale e le principali città di Arran. Federik avanzava appoggiandosi alla stampella, ignorando la fitta di dolore che gli correva lungo il fianco pur di accelerare il passo. Aveva raccolto tutte le lettere, ognuna sigillata con l'emblema del proprio territorio, e ora si dirigeva verso l'ufficio della regina per aggiornarla e stabilire una linea d'azione.

Passò accanto ai lavoratori impegnati nella ricostruzione della torre e li osservò un momento, per poi decidere di fermarsi a parlare un istante. "Come procedono i lavori?" I suoi occhi scivolarono sulle macerie. Il carpentiere abbassò la stoffa che proteggeva naso e bocca dalla polvere e passò una mano fra i capelli brizzolati: "Per stabilizzarla ci vorrà un'altra settimana, consigliere."

"Bene. Appena avrete finito, passate ad assistere i lavori nelle zone più colpite della capitale. È essenziale evitare altri crolli e proteggere la popolazione."

"Agli ordini..." L'uomo accennò un sorriso e tornò ai suoi compagni. Federik riprese il cammino, ma si interruppe quando notò Astrael in piedi sotto il porticato. Il demone era appoggiato a una colonna, le braccia incrociate e un'espressione incuriosita stampata sul volto.

Federik decise di ignorarlo e si diresse verso l'ingresso del palazzo, salutando le guardie con un cenno. Naturalmente, Astrael lo seguì.

"Anche tu devi parlare con la regina?" domandò, con quella consueta disarmante leggerezza.

Federik aggrottò la fronte: "Sì."

"Loquace come sempre..."

Preferì non rispondere. Aveva ben altro a cui dedicare energie. Accelerò il passo alla meglio e raggiunse la porta dell'ufficio della regina. Bussò con decisione. Astrael rimase accanto a lui, sereno e sorridente, un atteggiamento che irritava profondamente il consigliere. Ma non poteva allontanarlo: la regina lo considerava utile... per qualche strana ragione.

"Avanti." La voce ferma di Grimilde li invitò ad entrare. 

Appena varcò la soglia, Federik si sorprese nel vedere chi fosse presente nell'ufficio: la principessa sostava alla scrivania con la regina, mentre al tavolo vicino alla libreria sedevano Iza e la donna misteriosa che era giunta al castello con il gruppo. Sapeva si chiamasse Scarlet, ma non aveva avuto tempo di fare ulteriori domande alla reggente—la sera precedente era crollato su un letto dell'infermeria, esausto, costretto dal corpo a fermarsi.

"Ottimo, siete entrambi qui" disse Grimilde, con un'espressione di sincero sollievo. Sapeva del ritorno di Astrael grazie ai racconti di Iza e Scarlet, ma il loro silenzio riguardo a ciò che era accaduto la costringeva ad attendere spiegazioni direttamente dal demone.

Federik depositò le lettere sulla scrivania. "Vostra Maestà, i messaggeri hanno fatto il prima possibile." Poi prese posto accanto a Iza e Scarlet, osservando la mappa del territorio di Arran disseminata di miniature: le Vette Erfen, Terran, le città costiere. Stavano valutando i danni, i punti strategici e la difesa.

Biancaneve, nel vedere Astrael entrare come se nulla fosse dopo giorni di assenza, si irrigidì. "Astrael." Il suo tono chiedeva chiarimenti. Il demone, però, sorrise appena. Il suo sguardo era diverso dal solito.

"C'è qualcosa di molto più rilevante di un mucchio di lettere. Se le mie compagne di avventura non vi hanno già raccontato tutto." Gettò uno sguardo a Iza e Scarlet. Le due rabbrividirono. Scarlet digrignò i denti: l'avrebbe fatto a pezzi volentieri, se solo ne fosse stata in grado.

Biancaneve e GrimildeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora