Capitolo 11: Ricostruzione - parte 2

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Biancaneve raggiunse le porte dell'infermeria, fermandosi alla soglia per non intralciare le figure mediche che si stavano spostando da un letto all'altro, per assistere tutti i feriti. Davanti a lei si presentò una lunga stanza con diversi letti disposti lungo le pareti per ospitare i malati. L'infermeria o infirmarium, così chiamato nei monasteri, era stata un'idea della principessa: avevano disposto un locale vicino all'entrata del palazzo, per aiutare il personale e in caso di emergenza, come in questa occasione, avrebbe accolto i cittadini. Il palazzo reale non aveva mai avuto un'area dedicata alla cura, perciò era molto innovativo per i suoi tempi e aveva fatto storcere il naso di qualche nobile che ne era venuto a conoscenza. In ogni caso, questo era il momento di pensare alle vittime del terremoto.

La principessa osservò una donna che stava trasportando un carrello in legno con sopra molte garze e panni e fece un passo per chiamarla e domandarle informazioni, ma si arrestò all'ultimo. Erano molti i feriti e non meritavano di essere ignorati dalla loro principessa.

La giovane donna ascoltò con fatica i versi di dolore e i suoni di spostamenti del personale, che manipolava utensili, in un clima frenetico mai visto prima. Respirò profondamente, cercando di mantenere il controllo, anche se era difficile. Grimilde continuò a tenerla d'occhio mentre i medici presenti procedevano a controllare e occuparsi delle sue ferite. Biancaneve la guardò con volto segnato dal dolore e dalla preoccupazione: "Vai" le disse, poi si posò contro il cuscino, per riposare. Biancaneve annuì silenziosa e avanzò lentamente, tra i letti e i lamenti, controllando il volto, quando possibile, di ogni ferito. Uomini e donne avevano subito diversi danni dal terremoto e i più fortunati dovevano avere a che fare con ossa rotte e ferite superficiali. Porse parole di conforto ai cittadini svegli, leggendo nei loro occhi il sollievo nel vederla. Era così commovente essere amata dal suo popolo e Biancaneve era estremamente grata della loro fedeltà. I suoi occhi, comunque, continuarono a balzare da un punto all'altro della stanza, cercando con ansia i volti delle persone che stava cercando. La governante aveva detto con chiarezza che chiunque non fosse stato presente nel cortile, doveva essere in infermeria. Questa informazione le aveva tolto il fiato: sentiva il cuore contrarsi dal dolore e dall'agitazione. Solo essere a conoscenza della possibilità che le sue amiche o il consigliere fossero morti provocava sensazioni terribili per lei. 

Ad un certo punto udì una voce maschile, roca e stanca, ma in qualche modo riconoscibile per quanto flebile. Si mosse rapida verso la fine della stanza, col respiro affannato per la paura: il letto era leggermente scostato rispetto agli altri, per la conformazione della stanza. Un mobile copriva parzialmente la vista di chi si trovava dietro. Quando si ritrovò davanti ad esso, aveva gli occhi inumiditi dalle lacrime.

"Federik?" sussurrò all'uomo che le stava dando le spalle, poi volse lo sguardo alla donna seduta accanto al letto e alla persona sdraiata sotto le coperte.

"Biancaneve!" Rachel scoppiò in lacrime, lanciandosi tra le braccia della amica, mentre Federik sussultò, sorpreso. "Vostra Altezza-" sorrise rincuorato e strinse la presa sul bastone che lo reggeva in piedi. Mentre Biancaneve rassicurò con le sue braccia l'amica disperata, vide nel letto Mariella, incosciente. Federik portò una mano al telaio in legno del letto, sospirando: "Sta recuperando, ma ha ancora la febbre... siamo rimasti feriti a causa del crollo della torre." Indicò la sua gamba, poi tornò a guardare il volto della principessa: "Come sta Sua Maestà?" domandò con difficoltà, col cuore in gola. Cercò con lo sguardo la sua figura ma non si accorse della sua presenza all'inizio della lunga stanza.

"Si trova qui... è ferita." Guardò il consigliere con dispiacere, poi si separò dalla amica, asciugandosi le lacrime. Fece correre lo sguardo sul suo corpo, per assicurarsi che stesse per davvero bene, illesa. Gli abiti di Rachel erano sporchi ma non di sangue: "Sono stata così preoccupata..." sussurrò la amica: le lacrime rigarono il suo volto stanco, ma i suoi occhi brillavano alla visione della principessa.

Biancaneve e GrimildeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora