Vi presento la rivisitazione di una fiaba che conosciamo tutti. Preparatevi a vedere personaggi cristallizzati nel loro ruolo all'interno della corte reale trasformarsi in qualcosa di più umano e vivo. La profondità dei sentimenti e dei pensieri de...
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N/A: sopra vedete Astrael, grazie all'AI. : )
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Scarlet fece oscillare ancora una volta il suo pendolo, sperando che le indicasse una direzione. La cordicella nera che teneva fra le dita reggeva una pietra scura, imbevuta di sangue. L'arcimaga le aveva insegnato un modo per percepire energie demoniache, che richiedeva l'uso di una pietra specifica, proprio quella adoperata nei rituali sacrificali e di evocazione. La setta di Golujef le aveva usate come catalizzatori e Scarlet aveva recuperato del materiale per riuscire a creare un nuovo pendolo.
"Avanti..." sussurrò Scarlet, osservando il movimento del pendolo. Camminò lentamente all'interno di un corridoio al cui culmine vide una porta. Qualcosa le diceva che quella porta conduceva ai sotterranei: conosceva i castelli e considerando la conformazione del terreno su cui sorgeva, ipotizzò che il sotterraneo si trovasse nella zona nord del palazzo reale. Aveva incontrato qualche soldato lungo la strada, ma era riuscita a superali senza problemi. Non si erano nemmeno accorti della sua presenza. In ogni caso, era addestrata per questo genere di situazioni. Quello che invece non si aspettava, era di essere seguita da Iza. Come aveva fatto a capire dove stesse andando?
"Non hai altro da fare, Iza?" Scarlet si fermò in mezzo al corridoio, riponendo il pendolo nella tasca, per poi voltarsi indietro, ma non ci riuscì. Qualcosa di affilato le toccò la schiena e il fiato caldo di Iza le accarezzò il collo scoperto dalla coda che reggeva i suoi capelli. "Dove credi andare?"
"Stavo solo controllando la zona." Scarlet sospirò alzando le mani: "Mi lasci andare?" chiese con calma.
"No." La voce di Iza era particolarmente dura.
"Iza..." sussurrò Scarlet, ma il pugnale le ricordò che non sarebbe riuscita a convincere la donna con poche parole.
"Che cosa. Stai. Facendo." Spinse il pugnale con ogni parola che pronunciò. Enunciati affilati, pensò Scarlet. Quando la donna avvertì che il tessuto della giacca stava per squarciarsi, decise di parlare: "Ho percepito qualcosa... e sto cercando di capire che cosa."
Iza a quel punto ritirò l'arma e Scarlet si voltò verso di lei. Tirò fuori il pendolo mostrandolo alla donna, poi lo fece oscillare leggermente: "Dovremmo provare a seguirlo... se solo funzionasse" sospirò, riprendendolo nel palmo della mano. Fu in quel momento che sentirono tremare sotto i loro piedi, una piccola scossa, ma allarmante considerando la situazione. Iza spalancò gli occhi e Scarlet sussultò sentendo la pietra diventare calda, fino ad essere rovente. Cadde a terra e iniziò a rotolare verso la porta alla fine del corridoio. Le due si guardarono e decisero di comune accordo di avanzare. Scarlet afferrò la sua frusta, mentre Iza impugnò i suoi pugnali, per poi precedere la sua compagna di viaggio. Una volta raggiunta la porta, si fermò: "Che cosa pensi che sia?"
"Energia demoniaca. Non so altro." Il pendolo si era fratturato una volta raggiunta la soglia della porta. Scarlet avvertì non solo brividi che percorsero il suo corpo, ma anche una tensione di qualche tipo che le gridava di allontanarsi dalla zona. Non poteva permettersi di fuggire, aveva una missione importante da compiere: doveva assicurarsi di eliminare la minaccia dei demoni e proteggere il continente da qualsiasi disastro avrebbero portato.