Lorayne
Il giorno dopo arrivano da palazzo delle brutte notizie.
Gli alti ranghi dovranno indossare lo stemma reale per identificarsi, tutti gli altri ranghi bassi non potranno più studiare o fare un lavoro diverso da quello di contadino, fabbricante o pescatore e non potranno nemmeno prendere parte a questioni politiche, e in nessun caso potranno parlare con i ranghi alti.
Il regime di Katia sta portando a una rivoluzione degradante su tutto il regno.
A casa invece c'è molto brusio, Chris non è tornato dalla notte scorsa, Camille si è offerta per andarlo a cercare, Evan voleva accompagnarla ma lei ha preferito che rimanesse con me perchè non si fida ancora a lasciarmi da sola dopo la notizia di mia sorella.
Entra Camille all'improvviso sta riprendendo fiato, segno che ha appena finito di correre, mentre io stavo canticchiando concentrata ad accendere il fuoco, invece Julian stava cercando di cavalcare un cavallo selvatico trovato nei pressi di una prateria fuori dal bosco.
Mi fermo dal fare le mie mansioni quando vedo le lacrime scendere dalle guance di Camille, che piange copiosamente.
"Gli ho detto addio..." mormora lei tra le lacrime, mentre anche Julian si avvicina preoccupato notando il suo cattivo stato.
"Lui, è... è morto..." il mio cuore perde un battito, e anche Julian, che ha lo sguardo sconvolto.
Sento dentro un vuoto immenso.
"É stato ucciso vero?" sussura Julian, mentre Camille annuisce in risposta per poi spiegare: "aveva un pugnale conficcato nel petto, ho provato a toglierlo e tamponare con una pezza, ma ormai il sangue usciva dalla sua bocca" Julian inizia a piangere e dice, più a se stesso che a noi: "ha studiato medicina per aiutare gli altri, ma non è riuscito a salvare se stesso" adesso anche io abbasso lo sguardo e fisso il pavimento.
"È stata la guardia che avevamo incontrato, aveva detto che ci pensava lui a lei, ma a quanto pare non è riuscito..." deduco nel mentre Julian si mordicchia le unghie nervoso.
"Non la passerà bene, assolutamente, dobbiamo o no far ribaltare un governo?!" dice Julian.
Preoccupata per Camille, che dopo due ore è ancora sotto shock decido di prepararle una tisana allo zenzero, pieno di antiossidanti che può farle solo che bene alla salute, intanto ne preparo anche un'altra per me e Julian, solo che alla menta, perchè favorisce il sonno, così che Julian si rilassa un po' e io forse riesco a prendere sonno, visto che è da quando ho saputo di mia sorella che passo la maggior parte della notte in bianco.
Faccio sedere Camille sul divano e le appoggio sopra una coperta, così che stia al caldo, siamo a fine novembre e a questo livello di shock non penso si renda conto di quanto faccia freddo, ho sentito che le forti emozioni riducono la percezione dei sensi.
Tengo d'occhio Julian che disegna in un angolo, ha la tempesta dentro e decido di lasciarlo stare, ha bisogno dei suoi spazi, ognuno dopotutto reagisce al dolore nella propria maniera, io d'altro canto sto elaborando il lutto dandomi da fare per gli altri, così non finirò a pensare a quello che è appena successo.
Verso sera preparo anche a Camille un po' di frutta: lamponi e mirtilli, non mi sono mai occupata così tanto di qualcuno, se non forse mia sorella, ma sono davvero preoccupata per Camille.
La guardo preoccupata mentre si gode la frutta con quattro coperte sopra di lei, anche la sua pelle è messa male, arrossata dal pianto.
Julian sembra essere andato in ritardo, sta dormendo profondamente e ho capito che è il suo modo di affrontare il dolore.
Sembra così diverso dal ragazzo che ho visto all'inizio, il leader e ragazzo sfacciato sotto questa prospettiva sembra solo il bambino silenzioso, quello che nessuno nota, che non parla con nessuno e che ama il temporale portando con se un'atmosfera cupa e malinconica. Il bambino che esprime il suo dolore disegnando, e che in un momento, quando sorge il sole riesce facilmente a nascondere dietro la corazza autorevole e stupida che erge per non mostrare quanto in realtà stia soffrendo.
Perchè tutti soffriamo, in un modo o nell'altro, ci diversifica solo il modo in cui esterniamo il proprio dolore, e anche nasconderlo è un modo per affrontarlo, forse è un modo sbagliato o forse no, ma questo ci fa capire solo quanto non siamo fatto per soffrire, perchè dovremmo? Perchè è così che stiamo vivendo, un continuo soffrire, a volte per cose futili, altre volte per cose importanti.
La cosa essenziale però è avere qualcuno a cui aggrapparsi, qualcuno su cui contare, anche ad occhi chiusi.
Così che tutti possano affrontare i dolori della vita, qualunque essi siano.
Non esiste sofferenza che l'amore non possa eliminare.
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Kingdom of freedom
Ficción HistóricaMyrhiam e Lorayne sono sorelle, diverse come i loro destini. Entrambe arrivano alla capitale di Cearind Kingdom con l'intento di far competere Lorayne con altre spasimanti del principe, futuro re del regno, mentre Myrhiam le sta accanto come dama di...
